Si va sparendo


Rarefazione estrema
si svanisce
non c’è calore a ricordare
odori suoni segni sulla pelle
quando si stava muti nei risvolti
di copertine intonse
a tacere di versi non ancora pensati
impronunciati dalle rime chiuse
delle labbra
siamo sfioriti nella nebbia
dei posti a vedere
mentre perdiamo i pezzi di noi stessi
la carne ch’era nata e che ci fu
sottratta
e imparammo a barare
con le stagnole spiegazzate
di carte nelle maniche
capaci di tradire i nostri giorni
al tavolo da tè.
Oppure andiamo disperati
e scalzi
spine d’acacia
il vuoto che ci assedia.

Cristina Bove

Davvero?

 

¿DE VERAS ?

 ¿De veras necesitas de mis rimas,

te alientan, te alimentan en tus claras,

en tus oscuras soledades raras

– tú, vórtice, epicentro, alud de climas -?

 Cuando te extrañas y sin ti te intimas

y tu propia oquedad desenmascaras

y ya no oyes la piedra que arrojaras

alma abajo en la sima de tus simas,

¿pueden mis versos remontar el vuelo

por tus cóncavas playas interiores?

 pueden acariciarte, alzarte un cielo,

encenderte un anhelo de rubores,

susurrarte un dulcísimo martelo

de sílabas en flor para que llores?

 §

Ti servono davvero le mie rime?

Ti dan cibo, coraggio, nelle terse

tue oscure solitudini squisite

– tu, vortice, epicentro, climi in frane -?

 Quando ti alieni e senza te ti insinui

e l’intimo tuo vuoto hai smascherato

e non odi la pietra che hai scagliato

giù per l’anima all’imo dei tuoi abissi,

i miei versi potranno rivolare

nelle concave spiagge tue interiori?

 potranno accarezzarti, alzarti un cielo,

accenderti un tremore di rossori,

sussurrarti dolcissimo un assillo

di sillabe fiorite, e tu ne pianga?

GERARDO DIEGO

Published in: on dicembre 10, 2009 at 07:25  Comments (2)  
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