Mia

Un sogno forte
e tra le mani solo polvere
rincorsa assurda d’una felicità
nei prati colorati di rosso.
Profumo d’oblio
devasta il cuore
la mente è nebbia
nelle sere stanche di pioggia.
Vene azzurre di mare
è onda che torna
questo battito anomalo
le braccia intorno
ad abbracciare me stessa
il mio corpo l’anima
un puzzle da rimettere insieme
per sentire che sono mia.

astrofelia franca donà

La danza delle stagioni

 
A che serve
questa rincorsa di lavoro
ed affanno
così dura e ansiosa
e difficile
da chiamare vita,
i giorni sempre uguali
che montano la rabbia
con il frullare frenetico
di cose importanti da fare.
Se potessi scendere
da me,
assentarmi dalla mia stessa pressione
forse avrei modo
di lasciarmi accarezzare
dal sole della primavera
o di tremare nel freddo dell’inverno
e capirne la verità
in mezzo a tutta
questa finzione.

Gian Luca Sechi

Published in: on aprile 4, 2012 at 07:08  Comments (4)  
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In punta di piedi

Mi affaccio alla vita
in punta di piedi…

– sono viva – penso

e tu nemmeno te ne sei accorto.

Danzo intorno al fuoco
e ti scavalco.
Provo e allento il laccio
alle caviglie,
sui miei passi adesso
lumache senza tempo
e senza fretta…
Non prenderò nuova rincorsa
per arrivare dove è nulla.
Appartengo all’infinito
e la mia voce è carne accesa.
Imploro il giorno di lasciare
largo agli occhi per vedere,
e la notte
succhiare il resto che rimane

se un sogno ancora lo permette.

Beatrice Zanini

Published in: on ottobre 17, 2010 at 07:09  Comments (3)  
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Auguri profetici


Ah le piccol cortesie
che conducon per le vie
non si sa verso qual meta
il caprone od il profeta!
Ecco è là, che ci dirà
il bel sogno di città
affannate alla rincorsa
di un’offella tutta morsa
con l’ardente desiderio
di fuggir dal putiferio
che un gran rio ha inventato!
Ma noi no all’invasato
ribadiamo! E con amore
sussurriam col batticuore:
luce a te ed agli amici!
Poi… nettiamo le narici.

Sandro Sermenghi

Donna e cane


Piccola rincorsa e salto
la tua inquietudine
principio, di un passato lontano
col mio mattino chiaro nella mano
noi due camminiamo
gitani e vicini
con il fiuto della vita andiamo
fra le vie e i campi
dei miei giorni incostanti
noi , gli interpreti del cuore
chi mai ci fermerà muto animale?
Mi osservi
con cento occhi pazienti
distilli i miei pensieri come ieri
scopri gli sguardi e poi regali
la tua infinita fiaba;
io sono pollicina
e insieme a te, ritroverò la strada…

Aurelia Tieghi