Da donna a donna


Non basta un giorno
per lavare onta e macchie
di stupro nell’anima
non basta
ma bisogna pur iniziare
a dire o se preferite a urlare:
“Basta  sono solo una persona
ed ho gli stessi diritti che hai tu, uomo,
quindi posso dire no
posso diventare primo ministro
posso farlo e continuare
ad essere moglie, madre, manager,
attrice, operaia, insegnante, pure precaria
senza dover dimostrare a nessuno
che la mia gonna
vale meno dei tuoi pantaloni,
senza dover alzarla o toglierla
per fare carriera.
E se tu un giorno capirai
che a niente serve la tua stupida paura
che a niente servono botte o costrizioni
o super regali in contanti per comprarmi
per “legittimare” la tua sporca supremazia
capirai che la tua spada eretta e violenta
è solo vile e blasfema
serve solo a renderti simile ad una bestia,
che poi se guardi ed usi il cervello
la natura insegna ed apprende
che l’arte d’amare è soprattutto donna
e donna vuol dire:
vita e rispetto.

Roberta Bagnoli

Democrazia


Come le bestie
chiniamo il capo
sottomessi,
grati che sia l’altro
ad esser sbranato,
capaci solo di fuggire
ognuno in direzione diversa
perché divisi
non abbiamo speranza
e la sola certezza
della paura.
Non siamo diversi
dagli animali,
il bisogno ci guida,
disabituati alla giustizia
e a chiederne il rispetto,
spesso sappiamo di essere
nella ragione,
ma l’indifferenza
ci ha tolto la forza
di reclamare anche solo
ciò che è nostro.

Gian Luca Sechi

Il cammino della vita

“Figlio, lungo il cammino,
non perderti giammai,
vivi una vita piena,
ma onesta più che mai.
Sempre con dignità
comportati nel gruppo,
a testa alta e fiera
fuggi da idee malsane.
Non renderti partecipe
di compromessi e intrighi
di sciocchi convenevoli
di inganni e falsi miti.
Disprezzo, odio, rancore
non t’invadano  il cuore,
rifuggi dall’orgoglio,
rivestiti d’amore.
Abbi pietà del povero
del bimbo e dell’anziano,
alleviane il dolore
dona loro una mano,
regala il tuo conforto
a chi si sente vano.
Sii duro ed inflessibile
caparbio ed insistente,
per conseguire il giusto
non tralasciare niente.
Insegna ai tuoi figlioli
quello che tu sai già:
rispetto per il prossimo,
tolleranza e bontà”.

Michela Tarquini

A Martina

Com’è difficile a volte
scrutare l’orizzonte insieme a te
quasi impossibile farti capire
che di vita qualche volta
si può morire
Quanta fatica lasciarti crescere
senza invaderti dentro
sperando nel contempo
di spingerti ad interpretare
ciò che è tuo soltanto
e nessun altro potrà mai capire
Mi divora il dolore
di saperti soffrire
mentre cerchi la tua strada
lasciarti sbagliare
per poterti aiutare
Tento di mostrarti vivendo
che la luce ce l’hai già dentro
e quanto preziosa sia
sperando che tu capisca
cosa sto facendo
Cucciolo di donna
fiera di esistere
in cerca di rispetto
dammi la mano
aiutami
ad aiutarti a vivere!

Sandro Orlandi

Published in: on febbraio 8, 2011 at 07:37  Comments (10)  
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Nel ghetto della paura


Sei luna di marmo
quando rifiuti sogni mirabili
e ti cristallizzi in spiccioli
di gelida rassegnazione.
Sei sole di fuoco
quando sciogli col canto
sulle labbra il triste gelo
e corri incontro alla vita
fino a consumarti piedi e mani.
Sei raggio di vento
bocciolo di rugiada
ansa ancora da scoprire,
porto da lambire.
Sei paglia da incendiare
sei vino nel calice di pace
sei acqua inconsumata,
infinita, sapiente
sei luce nel chiostro solitario
sei ombra nella calura d’estate
sei muro di cemento,
quasi incrollabile.
Sei tutto questo e ancor di più
ma non sei niente
se togli all’altro il diritto alla vita
se neghi al fratello la speranza
se ignori il rispetto
ed isoli i diversi nel ghetto
della tua stupida paura.

Roberta Bagnoli

Non è nel cuore

La prima volta che ho fatto l’amore
non è stato un granchè’ divertente
ero teso ero spaventato
era un momento troppo importante
da troppo tempo l’aspettavo
e ora che era arrivato
non era come nelle canzoni
mi avevano imbrogliato…

Ma l’amore
non è nel cuore,
ma è riconoscersi dall’odore.
E non può esistere l’affetto
senza un minimo di rispetto
e siccome non si può farne senza
devi avere un po’ di pazienza
perchè l’amore è vivere insieme
l’amore è si volersi bene
ma l’amore è fatto di gioia
ma anche di noia.

E dopo un po’ mi sono rilassato
e con l’andar del tempo
ho anche imparato
che non serve esser sempre perfetti
che di te amo anche i difetti
che mi piace svegliarmi
la mattina al tuo fianco
che di fare l’amore con te
non mi stanco
che ci vuole anche del tempo
ma lo scopo è conoscersi dentro.

E  l’amore
non è nel cuore
ma è riconoscersi dall’odore.
E non può esistere l’affetto
senza un minimo di rispetto
e siccome non si può farne senza
devi avere un po’ di pazienza
perche’ l’amore è vivere insieme
l’amore è si volersi bene
ma l’amore è fatto di gioia
ma anche di noia.

Oggi ho litigato con la Elia
Si parlava di diritti e di doveri
Ma se ci penso nella nostra storia
fatti i conti, in fondo, siamo pari.

EUGENIO FINARDI

Lasciatemi fare

Scrivo per alleviare
non so bene cosa
e mi racconto una bugia
l’ennesima
chè tanto solo chi lo prova
sa
che c’è un dolore
che ti marcisce dentro
e non ha scrupolo
né coscienza né rispetto
proprio come certi
che a ciarlare pompano
il diaframma
a far bella figura

tanto la nota scade uguale
se non c’è l’anima
e mani che ti puzzano
di umori
e sangue ubriaco

non perdete tempo
a cercarmi
non mi troverete

ora danzo con gli spettri
almeno non mi sbaglio.

Beatrice Zanini

Published in: on novembre 22, 2010 at 07:26  Comments (6)  
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Nei giardini che nessuno sa

Senti quella pelle ruvida.
Un gran freddo dentro l’anima,
fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
Troppe attese dietro l’angolo,
gioie che non ti appartengono.
Questo tempo inconciliabile gioca contro te.
Ecco come si finisce poi,
inchiodati a una finestra noi,
spettatori malinconici,
di felicità impossibili…
Tanti viaggi rimandati e già,
valigie vuote da un’eternità…
Quel dolore che non sai cos’è,
solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
E’ un rifugio quel malessere,
troppa fretta in quel tuo crescere.
Non si fanno più miracoli,
adesso non più.
Non dar retta a quelle bambole.
Non toccare quelle pillole.
Quella suora ha un bel carattere,
ci sa fare con le anime.
Ti darei gli occhi miei,
per vedere ciò che non vedi.
L’energia, l’allegria,
per strapparti ancora sorrisi.
Dirti si, sempre si,
e riuscire a farti volare,
dove vuoi, dove sai,
senza più quei pesi sul cuore.
Nasconderti le nuvole,
quell’inverno che ti fa male.
Curarti le ferite e poi,
qualche dente in più per mangiare.
E poi vederti ridere,
e poi vederti correre ancora.
Dimentica, c’è chi dimentica
Distrattamente un fiore una domenica
E poi… silenzi. E poi silenzi.
Nei giardini che nessuno sa
Si respira l’inutilità.
C’è rispetto grande pulizia,
è quasi follia.
Non sai come è bello stringerti,
ritrovarsi qui a difenderti,
e vestirti e pettinarti si.
E sussurrarti non arrenderti
nei giardini che nessuno sa,
quanta vita si trascina qua,
solo acciacchi, piccole anemie.
Siamo niente senza fantasie.
Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere.
Esili, fragili,
non negargli un po’ del tuo amore.
Stelle che ora tacciono,
ma daranno un segno a quel cielo.
Gli uomini non brillano
Se non sono stelle anche loro.
Mani che ora tremano,
perché il vento soffia più forte…
non lasciarli adesso no.
Che non li sorprenda la morte.
Siamo noi gli inabili,
che pure avendo a volte non diamo.
Dimentica, c’è chi dimentica,
distrattamente un fiore una domenica
e poi silenzi. E poi silenzi…

RENATO ZERO (musica di Danilo Riccardi)


Abbasterebbe poco

Cor poco a vòrte ce pòi fà più tanto
che a ffà quarcosa co’ n se sa co’ quanto.
E a ffà co’ tanto manco c’è bravura,
ma questa, a ffà co’ poco, è sicura.

Tu guarda la ricchezza…E che ce fai
si ‘r còre che lei cerca nun ce l’hai;
e er còre, a tte, te l’hanno rigalato
pe’r fatto solamente d’esse nato.

Nun ce sò costi, nun ce stanno spese
a ffà un soriso che, senza pretese
je fai a uno che ce l’ha cor monno
e cerca de tirasse su dar fonno.

E ‘na carezza…? Vòi mette ‘na carezza
che je sa daje tanta più certezza
più de un gran rigalo a un fanelletto
che più de gn’artra còsa vò l’affetto.

E che diceva a Assisi er poverello:
“Guarda llassù in celo quer fringuello…
cià tutto quanto puro si ‘n cià gnente,
ma no pe’ questo je pòi dì pezzente”.

Ma quanti ce ne so’ ricchi sfonnati,
che ‘n cianno pace e arubbeno sfrenati,
che nu j’abbasta mai de st’a’mmucchià…
ma nun è mica vita, quella llà.

E ‘nvece abbasterebbe tanto poco…
Nun dico solo l’aria, l’acqua e ‘r foco,
ma quer che serve a vive degnamente,
rispetto pe’ se stessi e pe’ la ggente.

Armando Bettozzi

Autunno


Nudo è l’uomo,
ciascuno lo può vedere,
con la pelle tirata
sulle ossa sporgenti,
cammina diritto
attraverso le strade
illuminate,
fiero del vociare intorno,
soddisfatto dell’attenzione
dei giornali,
delle televisioni;
da tempo ormai
son cadute
la dignità,
la pietà,
il rispetto
che lo coprivano
donandogli calore,
ma non come fronde
perché non ne nasceranno
i germogli.
Arriverà un inverno
troppo freddo
e sarà l’ultimo.

Gian Luca Sechi