Big Crunch Apocalypse

I

Primo
Creatore
Mente
fulgida, viva,
sempre pensa
alla nostra stanza
d’aspettativa.
Senza dolore,
senza
sentimenti, lucida,
fredda.
.
E vive,
in atàvico
del passato
il ricordo,
della fine
il futuro.
.
Termini umani
per la descrizione
mai ci saranno:
solo . . . pensieri.
Dell’ apocalittico
ritorno:
.

II
.
Rosso
e tanto
più fugace, quanto
più atroce.
Rimbombo
fino a squarcio
di udito.
Disintegrato
umano
in solo istante.
.
Macro risucchio
nella notte,
il Caos:
.
Spasimo
fuggente che ritorna
nel nero opaco
d’ eterno d’ infinito
finito.
.

Implosione
orrenda, continua
e ciò che era

il nostro
Universo
si restringe, si imprime
e con il tutto
atrocemente
assembla
uomini e cose,
case, mare e montagne
coi cieli e con le stelle
e tutte
le galassie
lontane insieme
in unico, infinitesimo
pesante,
tra quàsar e pùlsar,
senza
distinzione
tra la materia
e la luce . . . :
.
III
.
Invisibile,
greve,
pesante,
si riaffaccia
in altra
Dimensione
ed ecco . . .
.
l’ inimmaginabile
Esplosione . . .
.
Nel Nuovo,
di Nuovo,
col Nuovo,
Cosmo ancòra,
galassie
stelle ed altri
mondi:
nuova,
divisa da Materia,
vivida Luce . . .
.
IV
.
Nel Silenzio
spande –
d’ un colpo annichilando
la particella in sé
e trasformando massa
in energia –

Fuori dal Nuovo
ecco,
la Mente,
Fulgido evento
di pensiero
puro
.
in ricomposta ripetuta
stanza d’ aspettativa,
senza dolore,
senza sentimenti d’ uomo,
lucida,
fredda
senza
speranza –
.
E PLURIBUS
UNUM
ed al Tutto
Niente –
.
di cambiare,
magari in meglio,
di tutti gli Esseri
la Vita.

Paolo Santangelo

Tempi moderni

E’ tutto un tecnological/robottare
schiacciare, denigrare
spalmarsi al raso/terra mobile
di risucchio rabbioso, invidioso
innaturale

martellate pubblicizzate
dall’ammasso della massa
ingrovigliata alla passione
d’asessuato pudore
barbarico

Spremendo, pestando
acini acerbi
il succo abita
nel surreale
uomo
fingendo d’essere
uomo
l’amore
svenduto
all’odio
e la speranza
s’illude di morire

Finzion di vita sperperata
nell’indifferenza del misero tempo
già trascorso
(noi)
in prestito al boccone venale
nella calda copertura della burla
cucite addosso dalle gocce d’elisir morenti.

Glò

Sì, sì, così, l’aurora sul mare

Sì, sì, così, l’aurora sul mare
3 ombre corrosive contro
l’ALBA
i venti via via lavorando impastando il mare cosi muscoli e
sangue per l’Aurora
EST luce gialla sghimbescia
Poi
un verde diaccio
slittante

POI
lO NORD un rosso strafottente
rumore duro vitreo
Poi un grigio stupefatto
Le nuvole rosee sono delizie lontane
fanfare di carminio scoppi di scarlatto
fievole no grigio tamtam di azzurro
No Si
NO
Si si si siSi
SI
giallo reboante
Meraviglia dei grigi
Tutte le perle dicono si
Ragionamenti persuasivi verdazzurri delle rade
adescanti ..

Lastroni lisci violacei del mare tremano di entu-
siasmo
Un raggio rimbalza di roccia in roccia
La meraviglia si mette a ridere nelle vene del mare
Rischio di una nuvola blu a perpendicolo sul
mio capo
Tutti i prismatismi aguzzi delle onde impazziscono
Calamitazioni di rossi
no
no
no

SI
si
si
altalena soffice
dei chiaroscuri
Puramente
Riposo allargo
penombra insoddisfatta
Una vela accesa
scollina all’orizzonte che trema

ROMBO D’ORO
risucchio di tre ombre in quella rada mangiata dal Sole
bocca denti sanguigni bave lunghe d’oro che beve il mare
e addenta rocce

Si semplicemente
si
elasticamente
pacatamente
cosi
ancora
ANCORA
ANCORA
MEGLIO COSI’

FILIPPO TOMMASO MARINETTI