Se prima non termina il viaggio

 
 
 
Se
prima
non termina il viaggio,
la nòia,  precipuo sènso
di trepidi oggi, non c’è più,
ma  stanchezza battaglia coraggio
o viltà.
.
So
di esser
vile, non mi annoio, mi stanco,
ammirando bellezze di Sogno.
Irreale la vita di sempre
è male tristezza, bisogna guardarsi
d’intorno.
.
Al
risveglio,
la pelle, pendente al mio collo,
rupìta da’ solchi rugosi, profondi,
marcati,  segnano fronte spaziosa,
e improntano gli occhi
di zampe.
.
E
la testa,
capo con radi capelli, di grigio
canuto, tremante, amètrope, mentre
il ventre, gonfiato cascante adiposo, 
partécipa  totale al biorìtmo
del viaggio.
.
La
continua illusione,
creata dal sogno, giovinezza
di onirico verbo dormo…
Apro gli occhi invecchiati. Lucido
alfine sveglio scorgo la pista.
Finita…
.
Un
viaggio di nome
partenza tornata:  in esso
ritrovo la fonte, la lama di Luce
dall’Ombre. Sgregato mi fondo
nell’Altra come avevo sperato.
Per sempre.

Paolo Santangelo

In un treno di emigranti tra un coglione e un altro

 
La mia strada è blu,
e al mattino al mio risveglio
cantano i becchini
appoggiati ad un ramo di mogano
mentre la periferia si fa bella
con il fard che le offro distrattamente
e cerco la carta nello sciacquone
l’inspirazione nel minestrone,
mentre si azzuffano i camposanti
io porto la mia bara a guinzaglio
ed un cappellano nel taschino,
per non far arrossire gli alberi di frutta
cerco i tuoi occhi nella strada grigia
approfittando del silenzio dei semafori rossi.
.
Mia madre ha un amore di casa popolare,
ha cucito le tende con i capelli che ho perso
ha camminato a piedi nudi sul rapido salerno-genova
staccando i calli alla moquette
mia madre ha scritto anche poesie
distribuendo fagioli e battipanni.
.
La mia strada è blu di polvere
una ciminiera staccazzurro
che porta al cielo tra residui di amianto
la mia facile periferia
dove le vecchie fan lo struscio
con il marito dal dottore, un dinosauro
e l’ammaliatore di ricette
e cerco una parola nel bicchiere
l’ispirazione dal droghiere
mentre sbottono la patta dal mio naso
per il profumo di un sorriso
lasciato steso nella notte
in cui mi sono fatto un  poeta
e non di certo te.
 
Mio padre lavora con le mani
dipinge i saloni le rocce i palazzi gli spazi
fa la guerra con i profilattici
ed io rispondo con i sassi
a questa farsa da pezzenti
emancipati come i gatti, i gatti da appartamento
a far pipì dove ordina padrone o padre nostro
ma su quel treno di emigranti
in qualche modo c’ero anch’io.
Sì, ricordo, ad ogni sbalzo saltar da un coglione all’altro di mio padre.

Massimo Pastore

Buona notte

 
Dolce sarà la notte
dolce tra le tue braccia
dolce nel tuo respiro.
.
Ti porterà in un sogno,
sogni fino al risveglio.
Magiche fate ed elfi
notte proteggeranno.
.
Mano nella tua mano
bocca sopra tua bocca
guardo per rimirarti.
 
E spunterà poi l’alba
d’un grato nuovo giorno
che  a te verrà cantando
serenità donando.

Piero Colonna Romano

Published in: on maggio 4, 2012 at 07:31  Comments (9)  
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Risveglio

Non è più ora di dormire
dicono gli alberi
mettiamoci il cappello
a larghe falde.

Non è più ora di tacere
dicono i ruscelli
liberiamo la nostra voce
impastata di sonno invernale.

Non è più ora di restare nudi
dicono i fiori e i cespugli
mettiamo piume di struzzo
penne di pavone
vestiamoci di primavera.

Pronti ad accogliere
ali di farfalle
ronzio di mosconi
nel caldo tepore
di un sole ritrovato.

Sandra Greggio

Un villaggio di minatori al risveglio

Trasportati dal vento
ho ascoltato suoni sommessi
delle case al risveglio.
Colori attutiti, fumo dai camini,
odore di caffè.
Qualche cane raspa alla porta.

Il fango rappreso
che asfalta le strade
è pronto ad accogliere
passi straniti nella luce dell’alba
e facce annerite ormai senza sole.

Indossano caschi, in fila per otto,
vanno in miniera a respirare carbone
rischiando la vita per quattro baiocchi
sognando di notte la vita dei campi.

Lorenzo Poggi

Margherita

Io non posso stare fermo
con le mani nelle mani,
tante cose devo fare
prima che venga domani…
E se lei già sta dormendo
io non posso riposare,
farò in modo che al risveglio
non mi possa più scordare.

Perché questa lunga notte
non sia nera più del nero,
fatti grande, dolce Luna,
e riempi il cielo intero…
E perché quel suo sorriso
possa ritornare ancora,
splendi Sole domattina
come non hai fatto ancora…

E per poi farle cantare
le canzoni che ha imparato,
io le costruirò un silenzio
che nessuno ha mai sentito…
Sveglierò tutti gli amanti
parlerò per ore ed ore,
abbracciamoci più forte
perché lei vuole l’amore.

Poi corriamo per le strade
e mettiamoci a ballare,
perché lei vuole la gioia,
perché lei odia il rancore,
poi con secchi di vernice
coloriamo tutti i muri,
case, vicoli e palazzi,
perché lei ama i colori,
raccogliamo tutti i fiori,
che può darci Primavera,
costruiamole una culla,
per amarci quando è sera.

Poi saliamo su nel cielo
e prendiamole una stella,
perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
perché Margherita ama,
e lo fa una notte intera.

Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è sale,
perché Margherita è il vento,
e non sa che può far male,
perché Margherita è tutto,
ed è lei la mia pazzia.
Margherita, Margherita,
Margherita adesso è mia,

Margherita è mia…

RICCARDO COCCIANTE

Il profumo del mattino

 
Spolvero piano il risveglio
da sottili briciole di sogni.
Miti, i sospiri dell’alba
rubano i voli notturni,
liberi ancora dall’ombelico,
originale peccato
delle invariabilità quotidiane
.
Tra aculei di luci e tepori
esploro cauto quel mondo
che da fuori già cola,
tra le mattinali fenditure
della palizzata del sonno.
.
Un baleno.
Un presagio fugace,
poesia repentina
è bocciolo d’essere,
neonato dal latrare lontano
che tutto muta in calde tinte.
.
Indugio, inalo lento il momento.
Sorseggio gli attimi, mi celo nel tempo.
Non rincorro la vita, né cerco oltre.
Sto.
Gonfio la mente d’ossigeno nuovo,
vitale, puro, impalpabile,
così immensamente distante
dalle piroette zoppicanti
di futili smanie diurne,
che paiono quasi addolcirsi,
tra il guanciale e il mio sorriso,
gli aspri tasselli che formano
il duro mosaico del mondo
.
Di un risveglio così gravido e vero
ti volevo raccontare,
per donartelo,
tra le fessure giocose
delle tue tapparelle,
come raggiante ricordo da scrutare
nell’anima estatica della tua Aurora.
.
Reliquia di una atavica forza
cui sai di appartenere.

Flavio Zago

After those Days

 
Strade senza traguardo
notti senza risveglio
canti di voci mute
stelle che fan sberleffi.
.
Luci senza chiarori
albe che san di fiele
tramonti allucinati
mari coprono terre.
.
Sfumano l’orizzonte
luci di rosso sangue
di soli neri aurore
i cuori opprimeranno.
.
Così noi camminiamo
smarrendo un mondo amico
che abbiamo violentato
 da cecità offuscati.
.
La luce spegneremo
sui nostri giorni tristi.
Vindice la natura
vi calerà il sipario.
.
Cercar nel pentimento
salvifico perdono
inutile speranza
a tempo ormai  finito.
 

Piero Colonna Romano

Svegliandomi il mattino

Svegliandomi il mattino, a volte provo
sì acuta ripugnanza a ritornare
in vita, che di cuore farei patto
in quell’istante stesso di morire.

Il risveglio m’è allora un altro nascere;
chè la mente lavata dall’oblio
e ritornata vergine nel sonno
s’affaccia all’esistenza curiosa.
Ma tosto a lei l’esperienza emerge
come terra scemando la marea.
E così chiara allora le si scopre
l’irragionevolezza della vita,
che si rifiuta a vivere, vorrebbe
ributtarsi nel limbo dal quale esce.

Io sono in quel momento come chi
si risvegli sull’orlo d’un burrone,
e con le mani disperatamente
d’arretrare si sforzi ma non possa.

Come il burrone m’empie di terrore
la disperata luce del mattino.

CAMILLO SBARBARO

Momenti

Il nulla mi divora
Consuma il mio ego
Il mio essere si affanna
Il mio respiro si annulla
E la fuga è invano

Stretta nella sua morsa
Rapace del mio esistere
Sospesa fra i margini dell’infinito

Vagheggio per trovare l’appiglio
Mi inoltro fino a l’urlo acume
Per salvare il mio risveglio

E ansante il cuore rapprende
Per un’altra tregua
Concessa

Rosy Giglio

Published in: on novembre 13, 2011 at 07:17  Comments (10)  
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