Il fornaio

Quando i sogni si svestono
dell’ultimo buio
il lavoro si nobilita

il fornaio si alza
incalza
impastando con forza
l’immacolata tranquillità
fatica antica

il lievito profuma e
gioca
una lena di braccia
s’amalgama alle mani che
comandano
schiacciano
pizzicano riccioli

come in un rito
l’arte dalle tante forme

acqua e farina
sulla nascita dei pani
ben allineati
infornati

ed ecco il pane bianco
o integralmente scuro
fresco e genuino
nella prima aria del mattino

una scia fragrante corre
verso la fame

un bene comune che
anche oggi egli
ha esaltato
privilegiato.

Aurelia Tieghi

Mesoterapia


Io antiquario dell’amore
ho ricevuto dalla vita il suo
batterio-killer in schema
burlesco come premio
al mio sentito amare
Ho scoperto altresì che femmina
talvolta si può tradurre in
cacamiracoli nella
concessione di un momento
di passione e che il
suo calvinismo  è il camuffarsi
da santa e fedele persona
mentre non è altro
che un caprifico ancora
immaturo e ahimè amaro…
Vorrei disincantarmi dal sogno
ritrovando il mio equilibrio
non pensando ad un rito
imenaico ma trovare
un modo mesoterapico
per guarire ma non
per dimenticare.

Marcello Plavier

Le stagioni


L’inverno è

Birichino,
vivace e allegro,
portatore di buone notizie,
ecco come lo definisco:
è la peste più fredda che c’è!
Con lui si vive nei poli,
il freddo e il sole con lui ci vuole,
è tipo marzo,
solo che marzo è un prete,
il piccolo diavoletto e la rosa  si sposano,
parlo d’inverno si spera
è la primavera la sua fidanzata più sincera.

La primavera è

Un fiore che sveglia le sue sorelle
i fratelli
chiama il ruscello alla foce.
Ciò che muore riprende vita.
In fine
gli animali addormentati
vengono svegliati
da una canzoncina
che rende lieve la mattina.

L’estate è

Mite, dolce e quieta,
brillante, calda e affascinante.
Si porta tante vacanze
il sole è suo amico.
Se non lo sai,
in vacanza lei e il sole vanno alle Hawaii.
Della natura lei lambisce il cuor.

L’autunno è

Fratello dei soli andati.
Funebre rito lui recita.
Una morte,
un pianto lontano,
lui ricorda e porta,
quando il suo tempo viene.

Sofia Giovannini (9 anni)

Scrivimi

Quello che ti passa
e non sai cos’è?
Forse è quel poco che al mattino
ti fà dondolare la testa
e poi sembra un rito
che salta insieme
all’altro piede che ti veste

Sembra che domani pioverà
su qualcosa che è cambiato
e non è che poi
tutto cambia
ed è la fine

Pierluigi Ciolini

A Valentina

Published in: on febbraio 4, 2010 at 07:24  Comments (3)  
Tags: , , , , , ,