La sfida

Scendi in strada, fiero e arrogante,
io sono qui ad aspettarti, non ti temo.
Mi piace la tua incoscienza che ti fa
eroe per una notte.
Sei forte al volante con lo stereo a palla,
corri più forte ragazzo che il bello
deve ancora venire…lunga è la notte.
Lama splendente in notte di rabbia,
tagli di luce accecante, rombo di motore
che nel buio si perde.
Ride lei al tuo fianco, rido anch’io
che te sto aspettando.
Sei forte ragazzo, la sfida mi piace,
beviamoci sopra senza pensare.
Io resto qui fuori mentre tu ti lasci sfondare
orecchie e cervello da suoni e pasticche.
Mi piaci ragazzo perché ancora reggi,
ormai sei esperto di notti da sballo.
È l’alba ormai e devo andar via,
hai vinto la sfida, la tua vita ancora
non è mia.
Voglio la rivincita, mettiamoci anche lei
che ride al tuo fianco.
Vincerai ancora, può darsi, chissà…
Ma alla fine una sfida la vincerò.
Tu non sai quanto infame io sia,
con me rivincita non avrai
la tua vita vinta sarà soltanto mia.

Claudio Pompi

Tagli e dignità

Lei senza mani
corpo immobile
di sasso
pelle diafana
e occhi grandi
da cerbiatto
mani volanti e
e voce stanca ma
forte
usa la testa sempre
la strizza come un limone
assorbe come spugna
tutto e tutti
e sa
comprende
legge
vive
dell’altro
studia
senza posa
per la sua rivincita
e le rotelle le fanno
da arti amici
e al mattino
tra le compagne
di classe
aspetta
ma
l’elevatore
in bagno è rotto
il bidello adibito a lei
e assente
l’altra si rifiuta
compagne minorenni
non possono
l’insegnante
di sostegno
ha poche ore
e allora
lei
lascia libero
il corpo
e l’anima
………….
…………
poi sente
calda
la vergogna
dentro.

Tinti Baldini

Due di picche

Anche se qualcosa mi dice
a che serve giocare
con la donna di cuori
se non fa coppia
scuotendo la testa
mi dò le carte
in una partita senza fine
dove il respiro denso fa tremare
l’incrostato di muri silenziosi
l’anima consunta appoggiata
come giacca sulle spalle
nega cenni di passar mano
tamburellando le dita
sul tavolo dove di slancio
punto ogni volta
le mie esigue speranze
prima di accendere
l’ennesima sigaretta
il fruscio delle carte
smuove l’aria placida
sulla mia faccia
voltando pagine e parole
sul taccuino del mio cuore
mescolando le mie possibilità
mai servite
tento ancora chiamando
la carta giusta
per la mano vincente
desiderio
non di vincita o rivincita
ma di tregua
ma con la mia collezione
di due di picche
unica carta del mio mazzo
mi preoccuperò solo quando
non avrò più respiro
o forse no

Pierluigi Ciolini