Dimmi ti amo

 
 
Dimmi ti amo,
io che quasi non so più dirlo.
 
Dimmi ti amo,
perché questa casa, per una volta,
non me lo ricorda
 
perché l’ultimo tramonto
sembra un viaggio narrato
 
perchè “ti amo”
è qualcosa di immenso
in questo silenzio
che vibra così
 
dimmi ti amo
e giuro
che avrò contato piano
tutte le rondini

Antonio Blunda

Published in: on giugno 15, 2012 at 07:27  Comments (7)  
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Canto alle rondini

Questa verde serata ancora nuova
e la luna che sfiora calma il giorno
oltre la luce aperto con le rondini
daranno pace e fiume alla campagna
ed agli esuli morti un altro amore;
ci rimpiange monotono quel grido
brullo che spinge già l’ inverno, è solo
l’ uomo che porta la città lontano.
E nei treni che spuntano, e nell’ora
fonda che annotta, sperano le donne
ai freddi affissi d’ un teatro, cuore
logoro nome che patimmo un giorno.

ALFONSO GATTO

Stanco

Son tornate le rondini
e volteggiano gaie nel cielo sereno.
Il mio cuore vola con loro,
il mio pensiero è lassù
in un mondo migliore di questo.
Quel garrire fraterno, felice,
ed è lì che vago, sperduto e contento,
in una felicità senza limiti e confini.
Son tornate ancora una volta
all’appuntamento col tempo,
mandate da Dio,
incuranti del bene e del male,
e fendono l’aria
in circoli piccoli e grandi,
s’inseguono librandosi leggere nel vuoto.
Sono lassù con loro,
nell’immensità.

Ma no
sono qui
su questa terra
nella mia stanza
sulla mia sedia
con la mia penna
il mio dolore
ed il mio pianto profondo
per chi amo.

Sandro Orlandi

Uomini come rane

Ho visto pareti dipinte dalla rabbia degli uomini
rondini allontanarsi per il fuoco che bruciava l’aria
ho visto prati annullati dalla cupidigia di alcuni
quando ne avevano bisogno i bambini

Mi sono iscritto all’albo di quelli che protestano
ma volevano troppi soldi  per la tessera di socio
ed allora  mi son convinto che in questo paese
è meglio vivere con poco, possibilmente a zero spese

Ho ascoltato le voci arroganti dei Grandi
la terra globalizzata per gli interessi di tanti meschini
Me ne è rimasta impressa una, unica e ancora sola,
che è quella universale del Mahatma Ghandhi

Ho visto tutto quello che si può rivedere
e mi sono accorto che come gamberi andiamo a ritroso
A questa età sto ancora attento ai problemi veri
e, credimi, a volte non riposo

Non so neppure perché ne sto scrivendo
forse perché non costa niente
Ho parlato con molti che la pensavano come me
ma dopo a casa ognuno dormiva e si pentiva

Non sono abituato alle meraviglie
nulla mi stupisce e non da ora
se non l’indifferenza che premia gli stolti,
gli arrivati, gli stupidi e i manigoldi

A me, a te, a noi non resta che guardare
in questi giardini, finti di ricchezza
Continuiamo pure ad ascoltare voci della miseria umana
che ci sembreranno come sempre, ahimè!, quelle di una rana!

Gavino Puggioni

Da queste parti

Da queste parti, stretta della sciarpa che la nonna
Mi porgeva prima di scendere i gradini
Mi sono rimaste i silenzi di cenere, il collo
Di donne di Modigliani a scaldarmi

Da queste parti nemmeno la pioggia s’avvicina
Con coreografie di rondini che basse, volano
Sotto i rami del ciliegio centenario
La foglie dell’anima si disperdono

Da queste parti, sepolte nei tanti
Sono le strade che si sottraggono l’una all’altra
Che fine avrà fatto l’ombra colossale
Del gabbiano di legno, scolpito dal mare?

Da queste parti, a tutti mancano le parole
In fila come soldati di scacchi, per essere ascoltate
O forse è meglio tacere, perché non c’è rischio che
Qualcuno possa portar sulle spalle il coraggio

Il silenzio mi proteggerà anche stanotte.

Anileda Xeka

Eguali

Sono eguali due rondini
se non sei rondine:
due occhi eguali non esistono.
Due alberi eguali non esistono,
fiori eguali, due petali –
due canti eguali,
due toni.
Due albe eguali non esistono,
tramonti eguali, due stelle,
ore eguali,
attimi.

DANILO DOLCI

Published in: on dicembre 2, 2011 at 07:43  Comments (6)  
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Senza un perchè

Senza un perché io ti amo
Non dico perché sei interessante
e dolce e tenero
perché mi capisci senza parole
perché i nostri sguardi
si incrociano
al momento giusto
nell’attimo in cui
entrambi i cuori
han qualcosa da dirsi
e lo fanno solo guardandosi
nel medesimo preciso istante
quasi avessero puntato l’orologio.

Senza un perché io ti amo
Non dico perché in te
c’è il riassunto dell’amore
o perché quando mi baci
i miei occhi divengono
laghi di luce
come se il sole in essi si specchiasse.

Senza un perché io ti amo
Non perché le foglie che cadono
mi ricordano il giallo del grano
invece di infondermi tristezza
o una bella nevicata fuori stagione
non perché le gemme che esplodono
palpitano di vita come i battiti del mio cuore
o perché le rondini che a primavera ritornano
portano nel becco
tanti messaggi d’amore per te.

Senza un perché io ti amo
con il linguaggio delle tortore che tubano
delle onde che si accavallano
richiamando galoppi di cavalli.

Senza un perché io ti amo.
O forse c’è un perché.
L’unico.
Senza di te io non vivo.

Sandra Greggio

La Pasqua di un popolo

Rimbrotti
al calar della sera

uno strisciar di ricordi fatui
uno stormire in testa
nella primavera
di rondini in volo

un’assenza presenza
nel migrar del pensiero
lo sbocciar
dei teneri germogli

annuncio di vita
nel suo continuar
lo scandir di campane
rinascita
la Pasqua di un popolo

Maristella Angeli

Già la pioggia è con noi

Già la pioggia è con noi,
scuote l’aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque spente
presso i laghetti lombardi,
volano come gabbiani sui piccoli pesci;
il fieno odora oltre i recinti degli orti.

Ancora un anno è bruciato,
senza un lamento, senza un grido
levato a vincere d’improvviso un giorno.

SALVATORE QUASIMODO

Migrazioni

Non è tempo di contare le rondini.
Sono orfani i fili sui campi.
È tempo di sbiaditi confini.
Le strade segnate hanno perso cartelli.
Il calore sfonda stagioni e certezze.

Sotto tetti e grondaie
le valigie son pronte da tempo.
Si aspetta il primo temporale
per prenderle e andare.

C’è invece chi aspetta il primo sole
per rischiare la vita e prendere il mare.

Lorenzo Poggi