Orme di sabbia

Arrancano i ricordi di un sentiero,
di foglie e ricci secchi per tappeto,
scricchioli autunnali sempre amati,
da sandali di gomma avventurieri.
Scioglievano i colori novembrini,
confusi da giudizi ancora acerbi,
profumi amici di brusii lontani
e nudi nidi, sui legnosi arti;
sfioravano le punte nubi incaute,
il cielo era lì, poco discosto,
e come un album da ricolorare,
offriva forme alla mia bocca aperta.
Ma i giorni lo stradino hanno scordato
e quando son tornato per cercare,
i rovi mi hanno dato il benvenuto
e non sapevo più dove guardare.
Invecchia l’uomo e riga sulla fronte:
è ruga d’oro scritta dal tragitto,
che se non si percorre più sovente,
svanisce, righiottita dagli sterpi.

Flavio Zago

Mia similitudine

 
Mia similitudine
Percorrendo le aspre vette
Di un monte sconosciuto
E le pianure infinite
Di una solitaria prateria
Non avvistai l’orizzonte
.
Percorrendo strade
Tortuose e oscure
E viottoli sassosi tra brughiere
Di eriche e rovi
Non avvistai l’orizzonte
.
Percorrendo autostrade
Trafficate e veloci
Caselli e deviazioni
Per lavori in corso
Non avvistai l’orizzonte
.
Percorrendo oceani
Fiumi e mari
Ho incontrato una vela
Spiegata al vento
Mi sono rispecchiata
Nella sua grande randa
E avvistai l’orizzonte
.
Cercando me stessa
Trovai la mia similitudine

Danila Oppio

Liberazione

A volte mi strapperei il cuore
e lo butterei tra i rovi
per non avvertire più
sensazioni spiacevoli
o dolori strazianti
che nessuna medicina
potrà mai curare o lenire.

Butterei anche l’anima
nello spazio
per farla veleggiare
come un deltaplano
tra le nuvole
e farla disperdere
con le correnti ascensionali
per l’eternità.

Ma vivo solo di sogni!

M’accorgo che solo la mente
strappa attimi di liberazione
alle mia opprimente realtà,
che vivo come un prigioniero
stanco di vedere il cielo
da dietro le sbarre
d’una dorata prigione.

Salvatore Armando Santoro

Solitudine 5

Ho cercato nell’armadio
il vestito della festa,
ho trovato quello di rovi.
Ho cercato un cappello adeguato,
ho trovato una corona di spine.
Mi sento mazziato e cornuto
per aver sperato un ingresso
nella piazza degli uomini.
Ci cammino da anni
ma nessuno s’accorge,
mi chiedono solo
dov’è quella via.
Non so confezionare
un guanciale a forma di cuore,
né danzare rapito
come foglia d’autunno.
Non so parlare d’inezie
né fare bene la spesa.
Non so fermare la gente
ma forse non voglio.

Lorenzo Poggi

Published in: on novembre 4, 2011 at 07:21  Comments (5)  
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Canzone amara

sulle stoppie lucenti e
nei campi rasati
vaga l’anima impagliata.
Pensieri
su rovi attorcigliati.
Nel tempo immoto
una fisarmonica
e il vento
che agita
foglie d’alicanto

Graziella Cappelli

Published in: on agosto 28, 2011 at 06:50  Comments (4)  
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In un momento

In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose.

P.S. E così dimenticammo le rose.

DINO CAMPANA

Published in: on luglio 4, 2011 at 07:11  Comments (4)  
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Vorrei

Vorrei  che le coccole

diventassero ruvide e secche

i baci acidi e insapore

le carezze strusci di rovi

vorrei che l’amore non esistesse

Per non desiderarlo così tanto.

Rosy Giglio

Published in: on giugno 1, 2011 at 07:23  Comments (8)  
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Dov’è finita

 

Dov’è finita la memoria del tempo antico,
di una piccola storia appena nata
e mai completamente sbocciata ?
Sono spariti i momenti delle risate,
quando il vento che abbracciava il vuoto
portava confidenze e dolci parole.

E la complicità dove s’è persa?
Sembrava un canto alla vita
nel camminare giorno dopo giorno
affiancati seppur lontani,
come bambini che si tengono per mano
nell’attraversare un’impervio sentiero,

dove rovi colmi di spine pronti a lacerare la pelle
inaridivano al solo sentire il calore
emanato dalle promesse pronunciate
con fiato che, come canto attraversava il mondo
per arrivare all’orizzonte dove l’azzurro del cielo
incontra il mare per fare l’amore.

Dov’è finita l’alchimia della poesia?
Quella racchiudeva come antico manoscritto
le note per far vibrare i tasti di un piano,
svuotare la mente, far scorrere la vita all’infinito
lasciando viva solo la memoria
racchiusa nello scorrere del tempo.

Dov’è?…

Patrizia Mezzogori

Un sogno


Un sogno…
Una pineta
tu seduta sulla panchina
e cercavi la mia mano lì vicina
ti sei girata e subito buio!
Da dove esci?
Vedi un percorso
ambiente in una nebbia fitta
ti sei girata
e ti sembrava un bosco
fasce oscure nera nebbia
osteriggio di un mattino
non credevi nel labirinto
nelle spine
e nei rovi di trovare il male
opprimente
della paura di un ombra sacra
come fuliggine nell’aria
e nei vortici cadevi
urlando per toccarmi perchè
mi credevi vicino
e mi cercavi nel narcotico mattino
ma eri in prigione nel tuo letto…

Enrico Tartagni

Quante storie

Quante storie
ho da raccontarti
piccola
del salice piangente
che raccoglie passeri
le notti tiepide di Giugno
della tortora Billa
che entra in cucina
e spazza briciole
e malinconia
del ranocchio grasso
e pomposo là
nello stagno
che sembra principe
a ben guardare
del mirto profumato
che strappa lacrime
mentre cuoce il porceddu
del monte di Portofino
intatto e sano
che bacia il mare
e sorride
delle casette di fate
di Camogli
color di cielo e sabbia
e di stradine tra i rovi
dove giocare a prendersi
con le trecce al vento
di…..
piccola
ora te le racconto
in abito da clown
domani avrò davvero
le guance rosate
non più dipinte.

Tinti Baldini