Quando io sono morta, mio carissimo

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WHEN I AM DEAD, MY DEAREST
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When I am dead, my dearest,
Sing no sad songs for me:
Plant thou no roses at my head,
Nor shady cypress tree:
Be the green grass above me
With showers and dewdrops wet;
And if thou wilt, remember,
And if thou wilt, forget.
I shall not see the shadows,
I shall not feel the rain;
I shall not hear the nightingale
Sing on, as if in pain;
And dreaming through the twilight
That doth not rise nor set,
Haply I may remember,
And haply may forget.

§

Quando io sono morta, mio carissimo,
non cantare canzoni tristi per me;
non piantare rose alla mia testa
nè ombroso albero di cipresso:
sia la verde erba su di me
con acquazzoni e gocce di rugiada umida;
e se tu vuoi, ricorda
e se tu vuoi, dimentica.
Io non vedrò le ombre,
non sentirò la pioggia;
non udirò l’usignolo
cantare come se fosse addolorato:
e sognando durante il il crepuscolo
che nè sorge nè tramonta,
per caso possa ricordare
e per caso possa dimenticare.

CHRISTINA ROSSETTI

Di un sogno già sognato. Luci di pensieri

 
Sorgeva l’alba ed attraverso
il ciel di madreperla, lenta
una nuvola saliva.
.
Nella serenità
di quel mattino splendeva il cielo
ed ogni fiore auliva e come bianca perla
sopra petali e foglie ancor tremava
in ogni stilla  rugiada.
 .
Dolce mese
dei fior, tiepido Maggio, con i tuoi olezzi
erranti,  tuoi profondi tripudi di colori
nelle aiuole … e forse solo azzurri
in altri mondi.
 .
Ecco: squarciando
il velo estremo, un raggio scende
dritto sopra fiori, al sole esultano
le viole. Sorridono i gigli al consueto
dolce amico loro, sotto la pioggia
d’oro, alzando lenti mormorii e bisbigli.
.
Sognavo. Vedevo un’agile persona
andare per i fulgidi sentieri. Incognita
signora, tutta cinta di Luci di Pensieri,
come una fata sospiratabuona.
.
Che Ella sia l’Aurora onde il mondo
s’indora, rivestita di rose, rosa
scesa dal cielo sull’ala pia d’un raggio
a ghirlandare il Maggio di splendori
e profonder d’amor tutte le cose?
.
Era un sogno di luce, già sognato,
un pensiero scendeva dentro il cuore,
un pensiero dolcissimo soave
dalle mie labbra appena mormorato.
.
Ella intese completo il mio tremore
quando caduto prono ai suoi ginocchi
le chiesi: m’ami anch’ora che sei morta?
Intorno a noi tremavan tutti i rami
quand’Ella mi rispose: «Sì», con gli occhi…
.
Erano glauchi i mistici giacinti,
i geràni vermigli. Parean tra lor
più fortemente avvinti esili ciclami
a edere tristi. Le gardenie e i gigli
avevano bisbigli, assieme alle verbene
vaniglie e gelsomino alzavan nel mattino
cantilene d’amor dolci e serene …

Paolo Santangelo

Paradiso perduto

 
Abbiamo trovato
Insieme e separati
Un angolo nascosto
A ogni sguardo
Paradiso perduto
Ritrovato nel tempo
Smarrito e confuso
Colmo di emozioni
Così intense e confuse
Increate e vissute
Isolate, collegate
Speranze e attese
compiute

Danila Oppio

Published in: on marzo 29, 2012 at 07:29  Comments (7)  
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O me donzel

O me donzel! Jo i nas
ta l’odòur che la ploja
a suspira tai pras
di erba viva… I nas
tal spieli da la roja.

In chel spieli Ciasarsa
– coma i pras di rosada –
di timp antic a trima.
Là sot, jo i vif di dòul,
lontàn frut peciadòur,

ta un ridi scunfuartàt.
O me donzel, serena
la sera a tens la ombrena
tai vecius murs: tal sèil
la lus a imbarlumís.

§

O ME GIOVINETTO

O me giovinetto! Nasco
nell’odore che la pioggia
sospira dai prati
di erba viva… Nasco
nello specchio della roggia.

In quello specchio Casarsa
-come i prati di rugiada-
trema di tempo antico.
Là sotto io vivo di pietà,
lontano fanciullo peccatore,

in un riso sconsolato.
O me giovinetto, serena
la sera tinge l’ombra
sui vecchi muri: in cielo
la luce acceca.

PIER PAOLO PASOLINI

Mezzaluna story

Quando tu piena sei di languore
E i tuoi occhi appannati
Mi guardano
Dentro me sento
Uno struggimento
Che mi fa sciogliere
Come neve che
Lievemente si è posata
Sui prati
Sento il mio vigore nascere
Mentre il tuo fiore si bagna
Di nuova rugiada.
Ecco che dolcemente
Le nostre labbra si avvicinano
Le nostre mani si intrecciano
E tremanti subiamo il fascino
Del nostro incontro
Abbiamo viaggiato piccina
In mondi lontani
Trascinati dal desiderio e dalla passione
Dio come ti sento quanto ti voglio
Ciao splendida creatura
I tuoi tesori nascosti
Conservali sino a che tu
Mi darai la chiave per aprire
Il tuo scrigno

Marcello Plavier

La mia donna

La vidi nella luce
del sole:
il sorriso
squarcio nell’anima
aperta alla speranza;
i capelli
ribelli sul volto,
spazi di cielo
aperti all’amore.
Io la vidi
e fu la gioia;
nei sogni
mi apparve
occhi puri nel sole;
anche nella notte
ora
illumina la mia via.
Foglia assetata
la mia forza è in lei,
rugiada.
Desiderio eterno
sempre nuovo,
fuoco vivo
mi spinge nella sua luce.
Con lei vivrò.

Nino Silenzi

Published in: on dicembre 17, 2011 at 07:43  Comments (7)  
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Panda

Il mio bianco
il mio nero
peluche combattente
il mio paffuto sorriso
s’intona al verde albino

con occhiali salgo
all’albero ferino
stupendamente incredulo
mi beo della mezza china
inebriato dalla rugiada mattutina
e dai fili d’erba in erba
annuso le nuvole
ravvivo la natura incantata.

Aurelia Tieghi

Published in: on dicembre 4, 2011 at 07:21  Comments (13)  
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Quali i passi?

 
Quali, i passi ?
Il mio sentiero stamane
è una sciarpa
sulla sedia di paglia :
gioca alle carezze
con i profumi dell’alba
mentre i silenzi
s’accovacciano agli angoli.
.
Corteggerò i fili d’erba
prendendo dalle tasche
le lacrime migliori
quando la rugiada me le portò
al primo mattino terso
del vagito.
 .
E questa fame
la conserverò per le notti
mai sazie
ne assaggeranno uno sguardo
e il bimbo girerà il foglio
e moriranno.

Stefano Lovecchio

Tenerezze

Aprimi le tue braccia
e stringimi ancora una volta
prima che l’alba
cancelli quest’attimo di felicità
che sta appassendo.

Non temere
di ripetermi stanche parole
imbevute di gocce di rugiada
che restano impresse nel cuore
e che il sole
non potrà mai asciugare.

Regalami i tuoi sorrisi
e le tue carezze,
stringi forte la mia mano,
fammi riprovare per un attimo
le sensazioni
della tua pelle eccitata
ed il calore del tuo corpo
come se il tempo
non avesse mai
varcato i cancelli.

Salvatore Armando Santoro

Ecco viene la sera

imbrunano i prati solitari,
le greggi si avviano al loro riposo
attraverso sentieri misteriosi.

Un raggio di sole illumina l’infinito.
L’oceano s’accende di rubini
e coralli, mentre le tue labbra, tumide.
s’avvicinano, dolci e vibranti,
donandomi calde sorsate di emozioni.

La notte copre, rapidamente,
l’immensa prateria,
i fiori reclinano il capo
in attesa della luce del mattino
che inonderà il mondo.

Allora i tuoi occhi fisseranno i miei,
iniziando una danza
di sguardi teneri e desiosi.
L’erba rorida di rugiada, si protenderà,
in attesa delle bianche greggi.

E noi veleggeremo, allora,
sulla cresta delle onde che la luce diffonde.
Attraverseremo vallate, montagne e oceani,
per raggiungere il nostro futuro,
il nostro destino, ricco di messi.

Marcello Plavier