Epitalamio per gli sposi Rinaldo e Piera

EPITALÂMI PR I SPÛS RINALDO E PIERA

Òrpote, Rinaldo Daga,
tè t m’anónzi che quarant’ân
i én pasè dal tô matrimôni
cån la Piera di Guerén
ch’l’éra in ghìngheri coi rizulén:
par magnèr o da tstimôni?
T um cunfånd e a n sò csa dîr
parché a cgnóss la tô ragâza
ch’l’è una våulp e là int la piaza
col buché d fiûr ed mlaranza
a vrév brazèrla cme un vanpîr,
aduciandla d såura e d såtta
con la bratta o in camisatta
séppa mègra o con la panza.
La srà stè in gran montûra
l’arà fât na bèla cûra
par piasairt e concuistèret
té t fóss gâl ed gran calûra!
A prê fèr anc un pôc méi
con nutézzi pió prezîsi
ed vuèter dû spuslétt
che int l amåur svêlt a cufétt
e int un lanp avî nudè
pr an turnèr mâi pió indrî!
Al mî augûri, Piera e Rin,
l é ch’vivêdi col prestîg’
d còpia d èrt: fè quall ch’av piès!
E an zarchèdi spén a nès,
méi l é andèr a ciocapiât
e viulàtt, opûr, d arpiât,
dères quèlc apuntamänt
e mantgnîr al côr cuntänt:
fôrsi andèr al Ipercoop
par cunprèr… dal Biodop!
Fòra ed schêrz, chèr amîg mî,
ciaosandrén in povesî,
a la tâi qué al inpruvîs
con i augûri e un gran surîs!
Pò, al róll dal mî tanbûr,
só i bichîr par d qué par d là,
bèl incû, méi al futûr,
ip ip ip, urrà e urrà!

§


Perbacco, Rinaldo Daga,
tu m’annunci che quarant’anni
son passati dal tuo matrimonio
con la Piera dei Guerrini
ch’era ornata coi ricciolini:
per mangiare o testimonio?
Mi confondi e non so cosa dire
perché conosco la tua ragazza
ch’è una volpe e là in piazza
col mazzolino di fiori d’arancio
l’avrei abbracciata come un vampiro,
adocchiandola di sopra e di sotto
con la berretta o in camicetta
fosse magra o con pancetta.
Sarà stata in gran “montura”
aveva fatto una bella cura
per piacerti e conquistarti
tu che fosti gallo di gran “calura”.
Potrei fare anche meglio
con notizie più precise
di voi due bei sposetti
che nell’amore vi gettaste a capofitto
e in un lampo avete nuotato
per non tornare mai più indietro!
Il mio augurio, Piera e Rin,
è che viviate col prestigio
di coppia d’arte: fate ciò che vi piace!
E non cercate spini a naso,
meglio è andare a radicchi
e violette, oppure, di nascosto
darsi qualche appuntamento
e mantenere il cuore contento:
forse andare all’Ipercoop
per comprare… del Biodop!
Fuor dagli scherzi, cari amici miei,
ciaosandrino in poesia,
la taglio qui all’improvviso
con gli auguri e un gran sorriso!
Poi, al rullo del mio tamburo,
su i bicchieri di qua e di là,
bello oggi, meglio il futuro,
ip ip ip, urrà e urrà!

Sandro Sermenghi

The eve of destruction

The eastern world it is explodin’,
Violence flarin’, bullets loadin’,
You’re old enough to kill but not for votin’,
You don’t believe in war, what’s that gun you’re totin’,
And even the Jordan river has bodies floatin’,
But you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don’t believe we’re on the eve of destruction.

Don’t you understand, what I’m trying to say?
Can’t you see the fear that I’m feeling today?
If the button is pushed, there’s no running away,
There’ll be no one to save with the world in a grave,
Take a look around you, boy, it’s bound to scare you, boy,
And you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don’t believe we’re on the eve of destruction.

Yeah, my blood’s so mad, feels like coagulatin’,
I’m sittin’ here, just contemplatin’,
I can’t twist the truth, it knows no regulation,
Handful of Senators don’t pass legislation,
And marches alone can’t bring integration,
When human respect is disintegratin’,
This whole crazy world is just too frustratin’,
And you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don’t believe we’re on the eve of destruction.

Think of all the hate there is in Red China!
Then take a look around to Selma, Alabama!
Ah, you may leave here, for four days in space,
But when your return, it’s the same old place,
The poundin’ of the drums, the pride and disgrace,
You can bury your dead, but don’t leave a trace,
Hate your next-door-neighbour, but don’t forget to say grace,
And you tell me over and over and over and over again my friend,
you don’t believe we’re on the eve of destruction.
you don’t believe we’re on the eve of destruction.

§

IL PRINCIPIO DELLA FINE  (LA VIGILIA DELLA DISTRUZIONE)

L’Est del mondo sta esplodendo
La violenza si diffonde, i colpi sono in canna
Tu sei abbastanza grande per uccidere, ma non abbastanza per votare
Tu non credi nella guerra, ma che cos’è quell’arma che stai imbracciando?
E perfino sul fiume Giordano ci sono dei corpi che galleggiano

Ma dimmi, amico, ancora ed ancora
Non credi che siamo al principio della fine?
Non capisci quello che sto tentando di dire
E non riesci a percepire i timori che sento oggi?
Se verrà premuto il bottone, non ci sarà nessun posto dove scappare
Nessuno si salverà, il mondo diventerà una tomba

Dài una occhiata attorno a te, ce n’è abbastanza per spaventarti, ragazzo.
Ma dimmi, amico, ancora ed ancora
Non credi che siamo al principio della fine?
Si, il mio sangue è così furioso che sembra stia coagulando
Sono seduto qui e sto facendo considerazioni
Io non posso rivoltare la verità, lei non conosce regole
Un piccolo numero di senatori non fa passare la nuova legge
E le marce da sole non possono portare l’integrazione
Quando il rispetto per l’uomo si sta sgretolando
Questo grande pazzo mondo è veramente troppo frustrante
E dimmi, amico, ancora ed ancora
Non credi che siamo al principio della fine?

Pensa a tutto l’odio che c’è nella Cina rossa
E dopo getta un occhio a Selma in Alabama
Ah, tu puoi girare per quattro giorni nello spazio
E quando torni giù è sempre il solito vecchio posto
Il rullo dei tamburi, l’orgoglio e il disonore
Tu puoi  nascondere la testa nella sabbia, senza lasciare traccia
Odia il tuo vicino, ma non dimenticare di dire le preghiere

E dimmi, amico, ancora ed ancora
Non credi che siamo al principio della fine?

No, no, tu non ci credi che siamo al principio della fine.

PHILIP  F.  SLOAN

Grazie amici

Forse lo avete già visto da quel numerino in fondo a destra nel “rullo” del Cantiere… ora è ufficiale, abbiamo superato i 100.000 accessi dall’inizio delle pubblicazioni! Era la fine di ottobre, e questo blog partì un po’ come un esperimento, così, in sordina, senza pretese. Era un modo per ritrovarci tra amici per mettere lì le nostre cose, per poterle poi ritrovare in bell’ordine con un clic del mouse. Davvero non mi sarei mai immaginato che strada facendo questo Cantiere sarebbe diventato un punto di riferimento, l’angolo preferito dove fermarsi, un po’ come un…rifugio alpino dove sostare e ristorarsi, e magari sognare un po’, voi con me, ed io con voi. Siete stati magnifici amici, ed io vi ringrazio di cuore. Spero che continueremo insieme questo viaggio in poesia ancora per molto, non mettiamo limiti alla provvidenza…in fondo di questo passo tra cinque anni potremmo ritrovarci qui a festeggiare il milionesimo accesso!

Massimo

Published in: on aprile 27, 2010 at 18:23  Comments (14)  
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