Risveglio

Non è più ora di dormire
dicono gli alberi
mettiamoci il cappello
a larghe falde.

Non è più ora di tacere
dicono i ruscelli
liberiamo la nostra voce
impastata di sonno invernale.

Non è più ora di restare nudi
dicono i fiori e i cespugli
mettiamo piume di struzzo
penne di pavone
vestiamoci di primavera.

Pronti ad accogliere
ali di farfalle
ronzio di mosconi
nel caldo tepore
di un sole ritrovato.

Sandra Greggio

Il bacio

 
L’incipit del cielo
è due ruscelli
che scrivono il fiume.
.
Il maggio e l’inverno,
il legno ed i petali
e il grembo e le cime
e le valli
e i nodi soli …
Tutto si spoglia
e la vergogna muore
e ci si veste
e ci si gioia,
d’un solo profumo.
.
Gli sguardi
hanno un respiro solo
e ci si porta l’attesa
a fiorir sulle labbra.
Quell’umido d’alba
di fuoco e di vita
non piu le nostre labbra :
le parole hanno brividi a pelle
il sole si forma
gli occhi perdono il nulla.

Stefano Lovecchio

Profumo nel correre del tempo

 
Profumo
variegato d’ogni tipo
di pollini da iridescenti  fiori,
verso l’aperto azzurro
mare immenso,
discende a valle in murmuri
ruscelli.
.
Api, a milioni,
il nettare han succhiato
e trasformato in miele
l’ oro biondo.
.
Ora.
Profumo
di miele è quell’effluvio
intenso, che si sente,
quale nuovo Re Mida,
per decorso alveare sacrificio:
tutto ciò che imbibisce
oro diventa.
.
Ma anche quel
profumo
forte,  fragrante,  appassionato,  intenso
lentamente
si evapora,  sparisce.
.
Entra nel Nulla,
per l’incessante correre
del Tempo.

Paolo Santangelo

Published in: on luglio 8, 2011 at 06:56  Comments (9)  
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Vacca

VACA

Se tendió la vaca herida;

Árboles y arroyos trepaban por sus cuernos.

Su hocico sangraba en el cielo.

Su hocico de abejas

bajo el bigote lento de la baba.

Un alarido blanco puso en pie la mañana.

Las vacas muertas y las vivas,

rubor de luz o miel de establo,

balaban con los ojos entornados.

Que se enteren las raíces

y aquel niño que afila su navaja

de que ya se pueden comer la vaca.

Arriba palidecen

luces y yugulares.

Cuatro pezuñas tiemblan en el aire.

Que se entere la luna

y esa noche de rocas amarillas:

que ya se fue la vaca de ceniza.

Que ya se fue balando

por el derribo de los cielos yertos

donde meriendan muerte los borrachos.

 §

Si accovacciò la vacca ferita.

Alberi e ruscelli s’arrampicavano sulle sue corna.

Il muso sanguinava nel cielo.

Il suo muso d’api,

sotto il baffo lento della bava.

Un urlo bianco alzò la mattina.

Le vacche morte e le vive,

rossore di luce o miele di stalla,

muggivano con gli occhi socchiusi.

Lo sappiano le radici

e quel bambino che affila il suo temperino

che ormai si possono mangiare la vacca.

In alto impallidiscono

lune e giugulari.

Quattro zampe tremano nel vento.

Lo sappia la luna

e questa notte di rocce gialle:

che ormai se n’è andata la vacca di cenere.

Che se n’andò muggendo

nella rovina dei cieli rigidi

dove mangiano morte gli ubriachi.

FEDERICO GARCIA LORCA

Anima mia


Anima mia
tanto io vorrei donarti
e prendermi da te
trasformare
lacrime dentro
in ruscelli montani
quelli che varcavi
a piedi nudi
le pupille senza luce
in laghi mai visti
ma sognati
in un viaggio
sulla nostra
mongolfiera d’aria
le mani diacce
in monti di panna
e neve su cui
sciavi al gelo
quel dolore
che mangia e
stride ossa
in urlo di gioia
davanti al nostro
Caravaggio
che tutto
aveva compreso
quell’inverno calmo
di vuoto
in caos
sotto cielo
di meriggio
e coprirti poi
di petali di rose
quelle pesca e rosse
che abbiamo
creato a strappi e
morsi
come bambini
che rincorrono
il carro del sole.

Tinti Baldini

Guizzi di libertà


Dorme la campagna,
sotto l’umida coperta di neve…
Tacciono gli amati ruscelli
le rondini non rallegrano il cielo,
persino l’erba non inventa
fruscii improvvisi.
Tutto, fuori
è bianco
e immobile.
Solo i miei pensieri
non riposano…
Volano liberi
verso un orizzonte luminoso
verso la primavera del cuore.

Enrica Vercellone

Published in: on dicembre 8, 2010 at 07:28  Comments (5)  
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Il fiume mio

My River runs to Thee –
Blue Sea – Wilt welcome me?
My River waits reply –
Oh Sea – look graciously!
I’ll fetch thee Brooks
From spotted nooks –
Say – Sea – take me!

§

Il fiume mio scorre verso di te –

Azzurro mare! mi riceverai?

Il fiume mio aspetta la risposta –

O mare – sii benevolo!

Ti porterò ruscelli

Da angoli sublimi –

Deh – mare – prendimi!

EMILY DICKINSON

(traduzione di Letterio Cassata)

Published in: on ottobre 16, 2010 at 07:14  Comments (3)  
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Per Claudio


Riposa adesso dopo la lunga corsa
il fiato corto è un ricordo
gli addii son tristi
e tu sorridi ancora come da foto
per questo arrivederci
in altri cieli e ruscelli di parole
le tue rimbalzano
ancora nel cuore.

Maria Attanasio

Published in: on maggio 16, 2010 at 07:11  Comments (3)  
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