Crepe

GRIETAS

La verdad

es que grietas

no faltan

así al pasar

recuerdo las que

separan a zurdos y diestros

a pequineses y moscovitas

a présbites y miopes

a gendarmes y prostitutas

a optimistas y abstemios

a sacerdortes y aduaneros

a exorcistas y maricones

a baratos e insobornables

a hijos pródigos y detectives

a borges y sábato

a mayúsculas y minúsculas

a pirotécnicos y bomberos

a mujeres y feministas

a aquarianos y taurinos

a profilácticos y revolucionarios

a vírgenes e impotentes

a agnósticos y monaguillos

a inmortales y suicidas

a franceses y no franceses

a corto o a larguísimo plazo

todas son sin embargo remediables

hay una sola grieta decididamente profunda

y es la que media entre

la maravilla del hombre y los desmaravilladores

aún es posible saltar

de uno a otro borde

pero cuidado aquí estamos todos

ustedes y nosotros

para ahondarla

señoras y señores

a elegir a elegir

de qué lado ponen el pie.

§

La verità
è che le crepe
non mancano

così passando
ricordo quelle che
separano i mancini e i destrorsi
i pechinesi e i moscoviti
i presbiti e i miopi
i gendarmi e le prostitute
gli ottimisti e gli astemi
i sacerdoti e i doganieri
gli esorcisti e le checche
i facili e gli incorruttibili
i figliol prodighi e gli investigatori
Borges e Sabato
le maiuscole e le minuscole
gli artificieri e i pompieri
le donne e le femministe
gli acquariani e i taurini
i profilattici e i rivoluzionari
le vergini e gli impotenti
gli agnostici e i chierichetti
gli immortali e i suicidi
i francesi e i non-francesi
il breve o il lunghissimo periodo
tutte però sono sanabili
c’è una sola crepa decisamente profonda
ed è quella che sta a metà tra
la meraviglia dell’uomo e i disillusionatori
è ancora possibile saltare
da un bordo all’altro
ma attenzione qui ci siamo tutti
voi e noi
per affondarla
signore e signori
a scegliere a scegliere
da che parte poggiate il piede.

MARIO BENEDETTI

Alla luna

Addio pallida luna muta e luminosa
testimone di infiniti amori
e di tormenti solitari.
Sotto la bianca luce raccogliesti
le promesse di poveri amanti,
le parole più dolci, la malinconia
di chi soffrì per un addio, a volte mortale.
La tua luce illuminò il cammino
di antichi potenti; fosti tuo malgrado
complice di gesta disumane e nel tuo calar
o nella tua ascesa i sacerdoti del male
ordirono gli scempi.

Addio pallida luna che ispirasti poeti,
musicisti e commedianti .
Di lei non mi resta che il ricordo
del suo corpo che color del marmo
con la tua luce rendesti.
Di te non resta che il ricordo di un tempo
andato che per me non tornerà più
ma altri non lo vivranno mai
prigionieri di un modo che non ha più nulla
da sognare, dove è proibito alzare
gli occhi al cielo, sospirare.
Addio silenzioso astro calpestato, spiato
e irriso da coloro che non sanno amare,
che paurosi, non hanno mai amato.

Claudio Pompi

NON FINIREMO MAI

Non finiremo mai di stupirci di fronte a certi fatti di cronaca che contribuiscono a farci pensare, a porci delle domande inquietanti su certe istituzioni nelle quali crediamo e riponiamo la nostra fede oltre alla nostra fiducia. Elisa Claps è stata ritrovata diciassette anni dopo la scomparsa in un sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Non sta a me parlare di indagini o fare ipotesi sull’assassino e gli eventuali complici, ma mi sento in diritto di porre delle domande ed avere dei dubbi umani, di uomo che crede in Dio ma che crede poco in chi lo rappresenta. Perché il padrone di casa, in questo caso il defunto parroco, osteggiò l’entrata nella chiesa della polizia scientifica? Perché dopo concesse il permesso ma non indicò ogni locale della chiesa? Gli investigatori non oltrepassarono certe porte forse perché  non furono indicate apposta o perché non bisognava salire lassù? Forse sarebbe bastato un cane poliziotto per arrivare alla scoperta del corpo di Elisa. Forse bisognava dare più ascolto a chi anonimamente indicava nella chiesa della Santissima Trinità l’orrenda tomba della ragazza. Mi interrogo a questo punto sulla legittimità del “non intervento” da parte degli inquirenti quando si tratta di chiese a meno che non ci sia l’autorizzazione del Vescovo al quale fa capo la  parrocchia. Se le istituzioni ecclesiastiche parlano di integrazione nel tessuto sociale di una comunità e ne regolano la vita spirituale che deve essere improntata a comportamenti basati sull’amore e il  rispetto verso il prossimo,  questa integrazione dovrebbe riguardare le stesse istituzioni, quando lo Stato italiano ne chiede la collaborazione per accertare la verità ai fini di giustizia. Questo purtroppo non avviene. La Chiesa come istituzione spesso si barrica dietro pretesti frapponendo ostacoli alle indagini e divieti di accesso agli edifici ecclesiastici, impedendo così il pieno accertamento della verità. Altro esempio di accesso negato e di ostacolo alla giustizia è quello della salma di Enrico De Pedis inumata nella Basilica di Sant’Apollinare a Roma. Tutti, anche “i serci”, come si dice a Roma, sanno chi era  De Pedis e quale attività criminale svolgesse. Per reconditi motivi la sua salma ha una tomba con nome scritto e ornato di brillanti. Qualcuno suggerì a proposito del caso di Emanuela Orlandi di andare a vedere chi o cosa c’era nella tomba all’interno della Basilica di Sant’Apollinare. Niente da fare. L’accesso fu negato agli investigatori in virtù di uno degli accordi scritti nei Patti Lateranensi del 1929, nei quali venne stabilito che le chiese erano territorio fuori della giurisdizione dello Stato italiano. Siamo al paradosso che vede la salma di un criminale ospite a pagamento e per “meriti” sepolta in una basilica illustre e il cadavere di una ragazza invece a marcire in un sottotetto sempre di una chiesa per ben diciassette anni, con una madre che fino a qualche giorno fa non aveva un posto dove deporre un fiore. A tutto questo aggiungiamo anche lo scandalo della pedofilia: sacerdoti che invece di essere giudicati e condannati sono stati semplicemente trasferiti, mentre gli episodi di cui si sono resi responsabili sono passati sotto il solito colpevole silenzio omertoso che da sempre accompagna le decisioni degli uomini del  Vaticano. Purtroppo, caso strano, certe verità vengono fuori solo dopo il decesso dei sospetti colpevoli o di chi poteva testimoniare. Tutto questo rischia di vanificare gli sforzi e la buona volontà di tanti uomini di Chiesa che pure continuano ad operare nelle parrocchie e nelle periferie, e sono punti di riferimento per i  fedeli. Se la sopravvivenza della Chiesa come comunione di credenti è una questione di fede, la sopravvivenza della Chiesa come istituzione è purtroppo una questione di credibilità.

Claudio Pompi