Tungsteno

ho smesso la capriola e il ciangottare
io sasso
non ho da offrire miele né riparo
a nessun uomo e a nessun dio
io sola
cuore subossidato
che non ho messo mai radici mai

sul dente di leone ha vinto il vento
su di me sarà fulmine e saetta
a scavare in un giorno apocalittico
la ragione del mondo

ora mi fa solletico il passaggio
della bufera piccola da tasca
io impavida
sfido me stessa ed ogni mio pensiero
e quanto
di mia bellezza fosse malachite
anche il pudore
di non offrirmi grumo infinitesimo
a chi mi ha regalato l’universo

Cristina Bove

La pace nella solitudine

 
Avara è la felicità.
Subdola ti invade inaspettata
luce di saetta ti impaurisce
ti stordisce che quasi non la gusti
e quando la stai per assaggiare
scompare, gioca a nascondino.
Se la ignori si manifesta, furtiva.
Ingenua inutilmente accorri:
è sempre dalla parte opposta
o sul viso della gente ignara
di possedere ciò che tu vorresti avere.  
Felicità è condivisione di un attimo
rapida emozione  riscontrata
in chi con la tua anima è in sintonia.
Picchi di gioia che accentuano la solitudine.

Elide Colombo

  “…e i nostri cuori rispondono a stelle che non vogliono saperne di noi.”     Edgar Lee Masters

Ad Assisi


(Qui vedo e sento ténebra e luce fulgida essenza)

QUI,
solo,
penso
al futuro,
penso al niente che siamo
e – mentre penso –
ascolto la tristezza
del silenzio.
VEDO,
tra le foglie intorno
del verde del paese
d’ Assisi,
come un sogno
il passato: il tempo
si è fermato.
E SENTO
l’amaro del sentire,
ché un bimbo e un vecchio
stanchi,
al bel portale
di quella chiesa,
tendono – a un-non-so-chi –
la mano.
TENEBRA E LUCE
pérmeano di noi
tutto in un tutto,
e, noi,
subiamo
quelle dita di fuoco
fredde,
Essere
dello spazio
senza tempo.
FULGIDA ESSENZA,
da aliène
conoscenze edòtta,
onirica,
saetta
la natura sul punto,
che vita
brilla
intorno!

Paolo Santangelo