Ofelia

(davanti all’Ofelia del preraffaellita Millais)

Va verso il mare e m’incanto a guardare,
l’acqua la culla  e lei sembra dormire.
Fronde s’inchinan, col loro stormire
par che un saluto le vogliano dare.
.
Lieve la veste disvela le forme,
con le sue labbra ricama un sorriso,
 nella sua mente rimangono incise
false promesse e dolenti quell’orme.
.
Alma che volle sol segni d’amore,
 perse ragion con le grandi illusioni,
 marcio sfuggì con le oscure emozioni.
 .
Or che nel mar troverà liete l’ore
e svaniran le frementi passioni,
potrà cantar le più dolci canzoni.

Piero Colonna Romano

Anima in Ellade

 
 
Pensieri vaghi, immagini perdute
cavalcano le ombre dell’insonnia,
rimbalzano nei gorghi della mente
memorie come aghi, a rintuzzarmi il sonno.
Le partenze…….. i ritorni………….
Sospesa la tua mano, di là dal vetro
simulando un saluto…
era un addio!
 
Felicità! …..Ma c’è?
Io ne ho intravisto il lampo,
poi subitaneo il buio
per pupille accecate
più scuro, ineluttabile.
Dimmi: – Tu l’hai trovata?
E quel limpido sguardo di  cerbiatto
non l’ha sfocato il tempo?
Pare immutato agli occhi del cuore!
 
Se un dì l’anima inquieta
libera ormai dagli aggravi terreni
andrà a posarsi in Ellade
potrà bearsi ancor di quel sorriso.

Viviana Santandrea

Destra sinistra

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po’ di destra
ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po’ di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po’ di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po’ degli anni ’20, un po’ romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c’è chissà dov’è, se c’é chissà dov’é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po’ a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po’ più di destra
ma un figone resta sempre un’attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

GIORGIO GABER

Il ritorno del sole

Da troppo tempo aspettavo quel ritorno,
al silenzio delle sensazioni ha posto fine,
ad un concerto di nuova vita ha dato inizio.
Aspettavo quel caldo abbraccio come di chi
troppo tempo è stato lontano da chi l’ama.
Posa il suo raggio sul fasciame di una barca
sull’arenile adagiata come animale che dorme.
Lentamente nell’aria si spande il profumo
del legno dal mare corroso, del ferro di scalmo
di salsedine adorno.
È il profumo del sole che il mare risveglia.
Nell’ora più alta dei panni stesi a lui offerti
come saluto, libera il profumo di pulito,
libera dalla finestra aperta l’odor di cucina
che il desinare prossimo annuncia.
Posa il suo raggio sul prato e dell’erba,
di questa torni a respirar l’essenza.
Si posa sui miei occhi chiusi d’amante
che della sua carezza gode e la sua forza sfida.
Si posa lieve sulla pelle di lei ed il profumo
di questa respiro senza guardarla.
Tutto intorno è dolce calma e di parlar piano
hai voglia per non turbare quel primo incanto.
Meraviglioso giorno per tornare alla vita,
giorno ideale per salutar la stessa con un addio
scritto nel sole con un suo raggio.

Claudio Pompi

Freddo silenzio…

 
Edera avvinghiata al muro
è il freddo silenzio che mi abbraccia
in odori e pensieri colmi di pianto
che trasformano la fiducia
in acerrima nemica della speranza
.
Come ombra su ombra
il vuoto cela i ricordi
avviluppandoli in una ragnatela
vischiosa e mortale
dalla quale è difficile districarsi,
.
mentre su mute facciate lacrimose
affogano i fotogrammi
di un saluto ingannatore
che nascondeva il tuo addio
e l’inizio… del mio morire

Patrizia Mezzogori

In sogno

Nero e duro distacco
che io sopporto al pari di te.
Perché piangi? Dammi meglio la mano,
prometti di ritornare in sogno.
Noi siamo come due monti…
non ci incontreremo più a questo mondo.
Se solo, quando giunge mezzanotte,
mi mandassi un saluto con le stelle…

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on febbraio 24, 2012 at 07:07  Comments (7)  
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L’autunno di mio padre

 
Ora ti guardo disfare il filo
lo stesso che avvolgeva la vite
mentre taglio sarmenti
dolcemente ti scruto
arrotolare la tua vita
in quella matassa.
Sembra l’ultimo saluto
a pampini ruggine
a gocce di vita.
Il tuo sguardo che sa
dove porta la strada, e
negli occhi una dolce tristezza.

Rosy Giglio

Published in: on dicembre 11, 2011 at 06:59  Comments (7)  
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Bambino di Auschwitz

Guardasti quel posto nuovo e grigio
assonnato e stanco del lungo viaggio
tra le braccia e nel calore di tua madre.
Che strane quelle voci che non capivi,
parole secche e violente nelle orecchie.
Guardasti tua madre e tuo padre,
occhi sgranati, scuri e lucenti come l’onice
di quel bracciale che lei più al polso
non aveva.
Accennasti un sorriso cercandone uno
nei loro volti sperduti e impauriti.
Una carezza, l’ultima dei tuoi due anni.
Vedesti tuo padre strappato da tua madre,
guardasti ancora lei perché ti spiegasse.
Tacque perché tu il suo dolore non udissi.
Un saluto con la manina aperta,
certo del suo ritorno tra voi, come quando
dalla lontana casa usciva per il lavoro.
Poi per pietà di Dio nel sonno di nuovo
cadesti.
Sognasti il balcone che sul cortile affacciava,
il cavalluccio di legno senza più cavaliere
col quale giocavi e al petto stringevi
imitando di tua madre la ninna nanna.
I tuoi occhi s’aprirono ancora e il cavalluccio
cercasti.
Anche tu fosti privato della semplice gioia
da uomini senza onore e senza gloria.
Strappato venisti dalle braccia di lei,
udisti il suo urlo, i tuoi occhi cercarono i suoi.
Le tue dita appena sfiorarono le sue.
Ti restò solo l’innocenza come soffio di vita,
nel fango girasti tra voci senza dolcezza.
In un angolo un fiore dal fango spuntava,
lo cogliesti come si coglie una speranza.
Domani l’avresti posato tra le mani lei,
lei che sarebbe tornata per portarti a casa.
Il fiore morì mentre tu disperatamente
in impari lotta con la morte la vita cercavi.
Lei tornò, ti strinse a sé e ti portò via.
Sorridesti per quell’abbraccio, l’ultimo,
come ultima fu la carezza, ultimo il bacio.
Ultimo fù il saluto con la manina aperta
alla vita che si avviava verso quelle enormi
e putride camere appena lavate da escrementi.
Ultimo fù il tuo sguardo a lei mentre morivi
e domandavi con gli occhi perché.
Tornasti lì dal cielo un giorno di primavera,
cogliesti un fiore e girasti per il mondo
donandolo a chi di libertà cercava speranza.

Claudio Pompi

Settembre

La stagione matura
acquieta l’ansia,
guarda le pendici
e gli strapiombi
che ha superato,
si ferma a contemplare
in pacifica quiete
emolumenti…
Settembre
Le fronde sazie di sole
che tra rami stilla
sostano senza vento,
sono pensose…
spande l’armonia
una carezza
che prepara il cuore
come il presentimento
di un saluto
di qualcosa che parte
a passi lenti
lascia nel cuore
un brivido di vuoto.

Giuseppe Stracuzzi

Rimpianto

Resto lì con la mano sospesa
tra sogni deragliati
lucidi di pioggia i binari
rimandano promesse
ad ogni saluto e partenza.
Nel ritorno vuoto
accanto a me quel posto
è solo un sedile sfilacciato
colmo di assenze.
Folla invisibile
intrisa di follia in
attesa parsimoniosa
di nuovi giorni da vivere
con disciplina
senza un guizzo
che abbia sapore
se non il rimpianto
di non aver vissuto.

astrofelia franca donà