La felicità

Imperiosa…
ma astratta
aleggia nell’aria
coi colori
più intensi
dell’arcobaleno

Soffiata
dal vento
varca i confini
fragile…
e leggiadra
nel proprio
candore

Ravviva
le speranze
dei cuori
inariditi,
incanta,
ed esalta…
le anime pure

Ha vita
di farfalla,
appena
la si sfiora
si dissolve
nel nulla…
la bolla
di sapone

Ciro Germano

Published in: on aprile 21, 2012 at 07:42  Comments (8)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Fine di un amore

Pagina bianca,
sei qui per descrivere a te
piccina,
parole che risuoneranno
come l’eco della mia anima.

Il filo magico
che mi conduceva a te,
per galassie infinite,
si è spezzato.

I miei occhi velati
non scorgono il foglio bianco,
e il desiderio e la passione,
si dissolvono
come bolle di sapone,
nel nulla.

La cornucopia
che fu riempita d’amore,
improvvisamente s’è svuotata,
lasciandomi attonito,
privato da ogni energia,
rigettandomi nel buio dei
viottoli della mia vita.

Il tempo, mostro implacabile
ed invisibile, logorato
dal sentimento,
si è fermato.
Soffro, ah come soffro,
le lacrime scorrono già
sul mio viso.

Ma poi, il mio cuore mi parlerà,
ed io, riconoscerò la sua voce,
e tornerà a guidarmi
impavido ed altero verso la fine
del mio soffrire.

Marcello Plavier

Donna

Rasa la testa per protesta
sui palchi
a disdegnare onori
umile
il miele ambrato
l’addolcisce
è nata per sbocciare
per trasportare un soffio
di sabbia bagnata
da bolle di sapone
che ancor sanno di gioco

Maristella Angeli

Published in: on aprile 17, 2011 at 07:16  Comments (14)  
Tags: , , , , , , , , ,

Il volo

Io gli versavo il vino peggiore
e lui, contento.
Davanti a scuola, in viale Gorizia.
I muratori
fingevano un mestiere di mani e di galera;
portavano le assi a morire dentro un muro
la loro vita a spasso
aspettando una balera. Due ore di sapone
per farsi via il cemento, il freddo
e le fischiate alle donne
laggiù in strada.
Ce n’era uno biondo, chiamato l’Angelino:
un giorno vide l’ombra di ali che credeva
e cadde, a maritare quella che preferiva.

Massimo Botturi

Il potere dei sensi


Ha un verso
il mio sentire
nube che scarica
pioggia e grandine
sul fuoco.
Ha un senso
il mio vedere
scatto che amplifica
le antenne del cuore.
Ha un permesso
il mio toccare
forbice di velluto
che colleziona
coriandoli di luce.
Ha un nesso
il mio odorare
memoria di profumi
che parte in folle emozione
e poi finisce
in un bagno di sapone.
Ha un plesso
il mio gustare
lingua di frontiera
che invita al tavolo di pace
Oriente ed Occidente.

Roberta Bagnoli

Bolla di sapone


c’era il mio sogno
appeso a quel sospiro
racchiuso nella bolla di sapone
e volteggiava
arreso allo zeffiro, libero
e lieve come un aquilone.
poi d’improvviso
inghiottito dal terreno
sol la banale schiuma di uno sputo
ciò che restava del mio arcobaleno.

Viviana Santandrea

Published in: on agosto 18, 2010 at 07:20  Comments (2)  
Tags: , , , , , , , , ,

Capriole di parole


Volteggiano leggere le parole
come bolle di sapone colorate,
appena tenti di afferrarle
si sciolgono umide fra le dita.
Si rincorrono svelte nella mente
come bambini incoscienti
che si divertono a farsi dispetti,
fanno a gara a mostrarsi alte e belle
forse si credono inarrivabili modelle
da invidiare, guardare e non toccare.
E in questo carosello  di giostre e di canzoni
s’attarda e s’impenna la  svogliata penna,
ha voglia di tuffarsi nell’arcobaleno del cielo,
oltre i confini noti, inflazionati,
ha voglia di perdersi in variopinte,
interminabili e innocenti capriole
come faceva la bambina, di nascosto
quando sua madre distoglieva
distrattamente l’occhio.

Roberta Bagnoli

Rincorrere l’aria

Piccole bolle
da un’acqua saponata
con una cannuccia
plasticata
ed un soffio di bambina

piccole esplosioni
su di un naso all’insù

sapone alla pesca
la bocca aperta al riso
le mani a rincorrere l’aria

Maristella Angeli

Published in: on marzo 24, 2010 at 07:22  Comments (14)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

La vita agra

Si andava al fiume
a lavare i panni di fatica,
le dita ghiaccioli
le gambe malate a quarant’anni
a sgobbare nella fanga,
le giovani vesti
piangevano l’acqua,
a mollo i fianchi freddi
che ci avrebbero pensato
a casa a scaldarsi
le povere donne
dalla faccia spaccata dall’aria,
sapone dalla cenere
e lisciva a portar via la pelle,
le mani che parevano
di carta velina
buone per accartocciare
due carezze di sera ai figli
tirati su a polenta.
La miseria abitava
le credenze magre
e l’uomo stanco
tornava da Stienta,
che là andava
a lavorare il tabacco
e in tasca teneva care
due foglie per far su una cicca
da dare al suo vecchio
seduto nel cantone.

barche di carta