Esegesi di un amore

e dai…
trasciniamo ancora un po’
il discorso razionale
sulla linea di confine
dove al di là di questo
le parole saprebbero far male
…un turbine pazzia nei pensieri
delle parole prigionieri…
ma per fortuna alle stanze chiuse si aprono le porte
alle finestre si cavano le sbarre
ai giardini si svellano le erbe
e dai balconi ci si aspettan tuffi in mare
poi, per parlar con te,
da tutto questo grande amore
liberato da impressioni irrazionali 
in fretta rubate alle parole
non mi resta in mano 
appesantita
che un sottile dizionario amaro…

Enrico Tartagni

Liberazione

A volte mi strapperei il cuore
e lo butterei tra i rovi
per non avvertire più
sensazioni spiacevoli
o dolori strazianti
che nessuna medicina
potrà mai curare o lenire.

Butterei anche l’anima
nello spazio
per farla veleggiare
come un deltaplano
tra le nuvole
e farla disperdere
con le correnti ascensionali
per l’eternità.

Ma vivo solo di sogni!

M’accorgo che solo la mente
strappa attimi di liberazione
alle mia opprimente realtà,
che vivo come un prigioniero
stanco di vedere il cielo
da dietro le sbarre
d’una dorata prigione.

Salvatore Armando Santoro

Si piegano al vento…

Si piegano al vento i rami degli alberi
resi pesanti dal gelo della notte,
mentre esili mani sciolgono i nodi del tempo
e smemorate fate volteggiano
tra sogni racchiusi in perle di cristallo. 
 
Indossato come cappotto sdrucito,
il cuore pulsa prigioniero in una gabbia
con sbarre arrugginite dalle lacrime,
nell’impossibilità di aggrapparsi
ad un cielo senza appigli,
 
e fragili steli di fiori di carta
si aggrovigliano a formare riparo
al saccheggio delle emozioni 
perpetrato da ombre silenziose
col sapore amaro della solitudine.
Patrizia Mezzogori

Evasioni

Nel pomeriggio
freddi sogni
sbattono
contro i miei
tintinnanti
muri di vetro
appoggiato su cuscini
annodo lenzuola
cercando
di evadere dalla realtà
di carceri senza sbarre
e fra un nodo e l’altro
parole sospirate
dettano appunti

Pierluigi Ciolini

Published in: on novembre 16, 2011 at 07:38  Comments (4)  
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Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Certo sei stanca
come potrò lavarti i piedi
non ho acqua di rose né catino d’argento

certo avrai sete
non ho una bevanda fresca da offrirti

certo avrai fame
e io non posso apparecchiare
una tavola con lino candido

la mia stanza è povera e prigioniera
come il nostro paese.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Hai posato il piede nella mia cella
e il cemento è divenuto prato

hai riso
e rose hanno fiorito le sbarre

hai pianto
e perle son rotolate sulle mie palme

ricca come il mio cuore
cara come la libertà
è adesso questa prigione.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

NAZIM HIKMET

Tatoo

Percorro con le dita
la tua pelle attraversando
terre e foreste impervie
valicando monti
e tramonti viola.
Nuove albe di sogni
e notti disilluse
chimere le stelle
dietro sbarre chiuse.
Imbevuti di sole
gli occhi neri
stanchi del buio
e di sconfitte.
Graffi-ti a colori
mappa di ricordi
incisi a perpetuare
un marchio passato.
Velluto la mia carezza
leccherò le tue ferite
per arrivare al cuore.

astrofelia franca donà

La mia poesia…per te

La penna farfuglia
frammento di canto
senza più tempo
rintocca al rimpianto

Nel pugno carta
che stride in vagito
cavallo che frena
dal morso tradito.

Il sole spezzato
non taglia le sbarre
solo silenzio o ……
fruscio di farfalle.

Non so…ma

Ora la strappo e …
mi vesto di sacco

ora la brucio e …
in cenere giaccio

Pierluigi Ciolini

Published in: on settembre 20, 2010 at 07:40  Comments (3)  
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Libertà in ali dischiuse

Uccelli ingabbiati
piccoli occhi tristi
becchi rintoccano su sbarre

pappagalli indossano
colori equatoriali
falchi addestrati
in un tempo fermato

ali legate voli racchiusi
in minuscoli spazi
attrazione divertente

attesa di un ritorno
alla vita di uccello
alla libertà in ali dischiuse

Maristella Angeli

Published in: on luglio 23, 2010 at 07:01  Comments (6)  
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Spleen

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l’esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l’horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l’Espérance, comme une chauve-souris,
S’en va battant les murs de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

Quand la pluie étalant ses immenses traînées
D’une vaste prison imite les barreaux,
Et qu’un peuple muet d’infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

Des cloches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrément.

– Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l’Espoir,
Vaincu, pleure, et l’Angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.

§

Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio
Sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni,
E versa abbracciando l’intero giro dell’orizzonte
Una luce diurna più triste della notte;

Quando la terra è trasformata in umida prigione,
Dove come un pipistrello la Speranza
Batte contro i muri con la sua timida ala
Picchiando la testa sui soffitti marcescenti;

Quando la pioggia distendendo le sue immense strisce
Imita le sbarre di un grande carcere
Ed un popolo muto di infami ragni
Tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,

Improvvisamente delle campane sbattono con furia
E lanciano verso il cielo un urlo orrendo
Simili a spiriti vaganti senza patria
Che si mettono a gemere ostinati

E lunghi trasporti funebri senza tamburi, senza bande
Sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza
Piange e l’atroce angoscia dispotica
Pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo

CHARLES BAUDELAIRE

Incoscienza

Mi diverto
a giudicare,
guardarti correre
e fermarti
stordito
con l’illusione che
sia davvero
il mondo a girare
mentre è solo
una ruota
nella tua gabbia.
Mi diverto
a disprezzarti,
ma se avessi
la forza
d’uscire da me
capirei la mia illusione
di libertà
vedendomi sporgere
lo sguardo
oltre le mie sbarre
in questa trappola
che ho chiuso felice
senza possederne
la chiave.

Gian Luca Sechi

Published in: on giugno 20, 2010 at 07:28  Comments (3)  
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