Anno Domini MCMXLVII

Avete finito di battere i tamburi
a cadenza di morte su tutti gli orizzonti
dietro le bare strette alle bandiere,
di rendere piaghe e lacrime a pietà
nelle città distrutte, rovina su rovina.
E più nessuno grida: «Mio Dio,
perché m’hai lasciato?» E non scorre più latte
né sangue dal petto forato. E ora
che avete nascosto i cannoni fra le magnolie,
lasciateci un giorno senz’armi sopra l’erba
al rumore dell’acqua in movimento,
delle foglie di canna fresche tra i capelli,
mentre abbracciamo la donna che ci ama.
Che non suoni di colpo avanti notte
l’ora del coprifuoco. Un giorno, un solo
giorno per noi, o padroni della terra,
prima che rulli ancora l’aria e il ferro
e una scheggia ci bruci in piena fronte.

SALVATORE QUASIMODO

Ora

 
Ora che i corsi abbiamo deviato
ora che niente è al suo posto
ora che anche il pensiero è inquinato
ora che tutto galleggia
ora che è troppo tardi
si cerca l’equilibrio perso
e nei gesti opachi del lavoro
si esprime ancora un desiderio
mentre si scorge da lontano
una scheggia di sole
nascosta da una lieve speranza.

Rosy Giglio

Published in: on gennaio 28, 2012 at 06:53  Comments (10)  
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Ogni volta che sei nel mio pensare

Delle nuvole più grigie
ho penetrato il silenzio

Delle tue ferite
ho sentito il gelido

Sulle tue ali
sbatte il sale
che ancora brucia

eppure tiene acceso il cuore

La tua voce sorda
scheggia di un destino
che graffia l’anima

Ma dopo il
tuo volteggiare
sopra le onde

su questo
scoglio azzurro
ti potrai riposare

Pierluigi Ciolini

Published in: on luglio 22, 2010 at 07:21  Comments (2)  
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