Beata solitudo

Quando il fragore dei pensieri
e delle parole assordanti
(che come fiumi
sgorgano dagli schermi TV),
quando le contraddizioni
(tra le verità di ieri
ed i fatti di oggi),
mi fibrillano la coscienza,
sento un bisogno
di tranquillità e di quiete.
Mi rifugio allora
sulle vette innevate,
spazio tra le nuvole bianche,
volo negli spazi infiniti
e sogno un mondo diverso,
dove le parole
non sono tempeste distruttive
ma quieti laghetti
luccicanti di stelle e di sole,
dove l’odio non è più
incivile strumento di potere,
ma lontano ricordo
annegato sotto i ghiacciai
insieme all’incoscienza umana.

Salvatore Armando Santoro

Dliiin!

Dita tremanti
lente
a slacciare fiocchi rossi
sull’ovale caldo del mouse,
a svelare palpiti
inseguirsi in schermi muti
come occhi
in cui cercare avidi
l’altro sguardo.
E allora
sensualmente
pervade
orecchio e corpo
quell’onda acustica
rapida, liscia,
quel lieve, acuto
elettronico tintinnio
di lattescente posta.
Sospirato
“dliiin!” di ricezione
che s’attende
sapendolo arrivare,
che non vedendolo
impallidisce il viso,
che quasi accidentale
bussa al video, poi,
annunciando amore
entrare in te
in sinuosa forma
di nuovo messaggio,
da leggersi piano
per prolungare l’attimo…
E intorno il nulla.

Daniela Procida

Spot

Immagini
dentro schermi
saccenti.
Echi d’acquisto
equipaggiati
di castelli,
mulini,
madri volanti,
padri sorridenti,
figli sguazzanti
in favole di pane
o di biscotti
senza toccare mai
la fragilità
di un guscio fresco
tra calli
teneri di fatiche,
senza specchiarsi mai
nella perla di un sudore
sopra occhi
di chi ha visto scorrere
anni di progresso
poi affacciati
alla rovina
di genuinità
sotto l’età
del sole stanco
… … …
Cosa conosce
l’anima di un bambino
se non una corsa
accerchiata
dal (finto) benessere
filastroccato?
Solo il voler avere
tra segmenti pindarici
della pretesa.

Glò