Elogio al cane

 
Ad un amico
non si guarda in bocca
non si contano i peli
che rimangono sulla spazzola
non gli si volta le spalle
neanche per scherzo.
Ad un amico
che aspetta solo tutto il giorno
per vedere te
e ti corre incontro felice
come se fosse tornato il re del mondo
non si può che amarlo
e mi fa male persino pensarlo….
con quale coraggio possiamo
abbandonarlo?

Roberta Bagnoli

Published in: on novembre 19, 2011 at 06:59  Comments (10)  
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L’ora rapace della notte

Fu nell’ora rapace della notte
che cadde a terra il velo dei pensieri
e il desiderio mio così insaziato
nudo restò senza difese e solo
Io ti offrivo le mie primizie antiche
di fanciullo stupore virginale
Volevo orecchie e spalle da baciare
e sfinirti di morsi e di carezze
Bramavo le ossa il cuore ed il respiro
e tutte già le labbra tue dischiuse
pronte al sorriso e all’imminente fuoco
Io ti stringevo con impeto animale
come orfano nell’ora dell’addio
ed era dolce in quell’estremo abbraccio
scambiarci lunghi i brividi di un volo
Ma nel momento del finale inganno
tutto sparì ed insieme a te la notte
Sgusciò veloce l’esile fantasma
uscì sfuggendo all’ interrotto sogno
e nella bocca non rimase il miele
ma l’acre gusto di uno scherzo amaro

Fabio Sangiorgio

Le tue azioni

Dovrai affrontare
prima o poi
quello che verrà dal
tuo agire
e se non avrai imparato a
crescere nei giorni
che ti sono stati concessi
lo farai in quell’ attimo
in cui
ogni goccia che avresti
affrontato come scherzo
lasciandola scivolare
sarà unita in
un’ onda
e pianterai bene i piedi
a terra per non cadere
che ironia
proprio tu che
pensavi di poter
sempre
volare.

Gian Luca Sechi

Published in: on settembre 5, 2011 at 07:26  Comments (4)  
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Carnevale 2010

Sono contro un modo stitico
di poetare in rima o no,
mi parrebbe d’esser statico
così allora non ci sto.

La poesia è l’avventura
che ti rende sempre ludico,
che sconfigge la sventura
sberleffando i Grandi in pubblico!

Che buffoni a carnevale
in sto mond’o/sceno/grafico
che marcisce lo Stivale
troppo spess/o/n-line grafico!

Non ci resta che capire
che in sto mond’opp(i)ortunistico
sol mangiare per morire
è il pensier capitalistico.

Queste note meta/fisiche
non so dove porte/ranno,
spero azioni psico/fisiche
che il cervello nette/ranno.

Non vo oltre indi perciò
vola in alto l’ipot/etico,
qui si chiude il qui pro quo
con st’augurio assai prof/etico:

tutti no al cannibalismo
delle multinazionali,
su scuotiàmci dal fideismo
e imbocchiam di nuovo i viali

dove vivo è l’ideale
dunque no al capitale,
dove vivo è il buon lavoro
per cui crescer nel decoro,

per cui fare poesia,
nel teatro o sulla via,
senza tema che frattanto
qualchedun ci rubi il manto.

Poi al suon di uno yé yé,
scancellati i vil lacchè,
tutti lieti e via in tournée:

in soirée col scimpanzè,
in gilè a un défilé,
regalarti una pensée,

e conciossiacosaché,
tête-à-tête fra me e te
nelle nubi di un buffè,

sorbettandoci un brûlé,
degustando un buon soufflé,

Dopoché, talché, fuorché,
viva sempre il carnevale
dove ogni scherzo vale:

tutt’insieme avanti e indrè
perepè perepepè!

Sandro Sermenghi