Scirocco

E sovra i monti, lontano sugli orizzonti

è lunga striscia color zafferano:

irrompe la torma moresca dei venti,

d’assalto prende le porte grandi

gli osservatori sui tetti di smalto,

batte alle facciate da mezzogiorno,

agita cortine scarlatte, pennoni sanguigni, aquiloni,

schiarite apre azzurre, cupole, forme sognate,

i pergolati scuote, le tegole vive

ove acqua di sorgive posa in orci iridati,

polloni brucia, di virgulti fa sterpi,

in tromba cangia androni,

piomba su le crescenze incerte

dei giardini, ghermisce le foglie deserte

e i gelsomini puerili – poi vien più mite

batte tamburini; fiocchi, nastri…

Ma quando ad occidente chiude l’ale

d’incendio il selvaggio pontificale

e l’ultima gora rossa si sfalda

d’ogni lato sale la notte calda in agguato.

LUCIO PICCOLO DI CALANOVELLA

C’è modo e modo


d’entrare nella vita
d’altri
anche in amore
c’è modo e modo di
sentirne respiro
senza rapirlo
ma goderne di soffio
c’è modo e modo
d’ essere presenza
e pensiero costante
nell’altrui mente…
anche in amore
C’è modo e modo
di toccarsi le spalle
quando fa giorno
senza sentire peso
e perdersi in schiarite
solo di gesti
e non ruminare rinunce.
C’è modo e modo
di raccogliere cocci
per farne uno specchio
insieme
senza rovistarne le punte
per ferire…
in ogni frammento parti di noi
che paiono ritagli di vita
senza più l’armonia
di un insieme, di unico respiro
unica musica che ora tace
e ci troviamo lontani
spinti dalla paura di un non ritrovarsi
uno nei pensieri dell’altra.
Tu forse
anche tu lo sai
laddove i sogni
rimangono nostri
ci si può ritrovare
per stabilire
confine
all’anima.
C’è solo un modo
quello di guardare
insieme la notte alta
e darsi la mano
chè il cuore
non si spauri.

Tinti e Claudio

Il sole mi veglia stamane

 
Mi coccola l’iride di schiarite
mi posa glicine sul capo
fa in poltiglia le pietre
delle pene
brucia malinconia
vendemmia rabbia
sparge il mio fumo
in  trilli luminosi
fa velo di noia
mescolata agli odori
quelli della campagna
in su dai tigli
m’illumina quelle sere
che un tempo avevano senso
attorno ai bambini
attori di giornata
e squillano risate
fresche di canto
mentre le nuvole fanno
da sipario.
 
Ma quel sole
dura l’attimo di
un rossore
la saliva ritorna
a spingere labbra
e le spesse pareti
del mio corpo
spengono calore
ritornano abusati
gesti di macchina
e la vita riprende
a nuotare nei
soliti marosi
 
Aspetto a occhi chiusi
quei rintocchi
come gatto che scruta
e poi felpato arriva
per trovare
la luce accecante
quella di scrivere.

Tinti Baldini