Sopra il mare, crudo e piatto

Sopra il mare, crudo, e piatto,
che si lascia cavalcare tra quel beccheggiar di sponde,
la lampara scruta il buio
nelle ore solitarie della pesca speranzosa,
sopra il mare, tutto nudo, che è vestito solo d’aria.
Di speranza rivestito,
sta a vogare il pescatore:
voga e spera di riempire
col raccolto, la paranza, da portare
fino a riva per pagarsi la fatica,
nella sera che era rosa, e ora è tutta scolorata,
come il cielo, tale, il mare: scuri, calmi, silenziosi.
Un leggero sciabordio fa il duetto col silenzio:
vien tirata su la rete, e la sorpresa
non la smette di guizzar per l’inatteso
…rapimento…Ché si voglion liberare
tutti i pesci e rituffarsi dentro il regno dove regna
quel rumore sconosciuto del silenzio senza fine,
finché è almeno in dormiveglia
tanta immensità di pace.

Si ribellano in silenzio…
senza chiasso…senza ascolto…

Poi, col mare sonnolento,
anche il cielo si risveglia:
piano, piano torna il rosa
sotto il cielo e dentro il mare,
dove tutto è già di nuovo
pace tutta silenziosa.

La lampara, ecco che torna:
s’improfuma la banchina
dove aspetta già la gente…
mentre al sole il ciel s’inchina…

Armando Bettozzi

Traversata notturna

Lo sciabordìo del mare
scandisce i nostri pensieri,

il vento li trasforma
in sussurri senza parole.

I tuoi occhi mi vedono al buio
le mie mani ti sentono senza toccarti.

Tutto è perfetto
e scivola via senza fare rumore.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on marzo 27, 2012 at 07:08  Comments (6)  
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L’insetto illecito

Al mio paese la litoranea
prosegue afflitta di ristoranti,
che corrono impegnati a dare odori
di pesce fritto ed altro.
Dopo il deturpamento,
il profumo di mare ed il respiro
diventano sinceri,
la costiera di profusa schiuma
esala dolce sciabordio di onde,
propone scorrazzando
più fragranza di mare,
quando la sera un sentimento dolce
si affaccia,
quando il cielo
fuori dallo schiamazzo di lampioni
indossa dolce abito di stelle
ed il mare si veste come il cielo…
rintocca un desiderio
di seguire l’incanto,
ma la strada è interrotta
dall’ illiceità
che ferma i piedi al muro di una villa
in questa bella patria di venduti
di vergogna e di abusi,
perché l’insetto illecito
che succhia il sangue ovunque
partorisce i vermi
sulle mele più dolci…

Giuseppe Stracuzzi

Galleggiando tu ed io

dove un cuore fremente rincorrente l’armonia universale trafigge un imbroglio per galleggiare col suo amore.
Giunche di sambuco
incrocianti bucaneve
nei mari di Ofiuco
Latrati nella neve
schizzati del corallo
di un’alba nella pieve
Acuti di cavallo
in bosco sorridente
colorato di giallo
Pazzo cuore fremente
che come un lunario
viaggia inesistente
Rami del binario
di ogni giornata
vissuta da gregario
Selvatica sgroppata
di arruffata venere
che non fu cavalcata
Effluvio di stalliere
che stringe cerfoglio
vicino ad un levriere
Iperbolico germoglio
che con un crepitio
trafigge un imbroglio:
Su questo sciabordio
marzolino amore mio
galleggiando tu ed io.

Sandro Sermenghi

Published in: on gennaio 16, 2010 at 07:09  Comments (3)  
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