Stragi italiane

Mi piacerebbe
gettare a mare scialuppe d’ortiche
e lunghe scie
per aprire i sentieri di morte
che lastricano il fondo.

Mi piacerebbe
portare ginestre sui morti sparati
dalla cima del monte
o fatti saltare nella frazione di tempo
d’un telecomando.

Mi piacerebbe
conoscer le mani di chi ha mischiato
la vita e la morte,
caffè e cianuro per incollare
la lingua per sempre.

Mi piacerebbe
capire qualcosa dell’intreccio indelebile
tra potere e denaro
come se Cristo
non fosse mai nato.

Lorenzo Poggi

Viandante

CANTARES

Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre la mar.

Nunca persegui la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi cancion;
yo amo los mundos sutiles,
ingravidos y gentiles,
como pompas de jabon.

Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
subitamente y quebrarse…
Nunca persegui la gloria.

Caminante, son tus huellas
el camino y nada mas;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.

Al andar se hace camino
y al volver la vista atras
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.

Caminante no hay camino
sino estelas en la mar…

Hace algun tiempo en ese lugar
donde hoy los bosques se visten de espinos
se oyo la voz de un poeta gritar:
Caminante no hay camino,
se hace camino al andar
…”

golpe a golpe, verso a verso…

Murio el poeta lejos del hogar.
Le cubre el polvo de un pais vecino.
Al alejarse le vieron llorar.
Caminante no hay camino,
se hace camino al andar
…”

golpe a golpe, verso a verso…

Cuando el jilguero no puede cantar,
cuando el poeta es un peregrino,
cuando de nada nos sirve rezar.
Caminante no hay camino,
se hace camino al anda
r…”

golpe a golpe, verso a verso.

§

Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passare,
passare facendo sentieri,
sentieri sul mare.

Mai cercai la gloria,
né di lasciare alla memoria
degli uomini il mio canto,
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili,
come bolle di sapone.

Mi piace vederle dipingersi
di sole e scarlatto, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
improvvisamente e disintegrarsi…
Mai cercai la gloria.

Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.

Camminando si fa il sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.

Viandante non esiste il sentiero,
ma solamente scie nel mare…

Un tempo in questo luogo dove
ora i boschi si vestono di spine,
si udì la voce di un poeta gridare
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”

Colpo a colpo, verso dopo verso…

Il poeta morì lontano dal focolare.
Lo copre la polvere di un paese vicino.
Allontanandosi lo viderono piangere.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”

Colpo a colpo verso dopo verso…

Quando il cardellino non può cantare.
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non serve a nulla pregare.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”

Colpo a colpo, verso dopo verso.

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Published in: on gennaio 17, 2012 at 07:34  Comments (3)  
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Visioni asimmetriche

 
 
Un altro giorno di baldoria
dentro questa botte ferrata di pensieri giulivi
dove un violino disaccordato
dimenticava le sue passioni d’amore.
.
Intorno nuvole d’allegoria
si muovevano annichilite da voli di gabbiani
in festa per una barca di gomma piuma
che rifiutava l’acqua del mare.
.
Giovani musulmani in preghiera,
avvinghiati a pietre sconosciute,
sorridevano abbracciando ombre di speranza,
confuse da una pietà senza lacrime.
.
Il grande capo di questa immensità
ordinava a tutti di coprirsi di polvere bagnata
Muti i lamenti, lontani i dolori,
gli occhi socchiusi per tanto splendore.
.
I treni viaggiavano senza fili elettrici
e le rotaie erano scie di fuoco
dove la fede umana moriva in anfratti profondi
di felicità, sposata all’eterno desiderio.
.
Chi guidava i treni super veloci  e trasparenti
guidava anche il mondo che in quest’era post-moderna
andava al rovescio, oltrepassando tutti i muri
fatti  di bugie e i cantastorie erano contenti.
.
Non c’erano fiori perché la cenere
ridondava le sponde della bellezza, consunta
da mani di granchio che graffiavano
i figli appena nati da questa terra martoriata.
.
Gli alberi invece crescevano a dismisura,
sfidando gli aeroplani e i raggi del sole,
abbattuti all’ora del tramonto
da rivoli quieti di una luna stanca.
.
La botte ferrata era sempre piena
Ora rotolava tra sentieri di formiche operose,
schiacciando pietre del tempo futuro,
riflesse nella pioggia benefica di primavera.
.
E gli uomini offesi da rumori strazianti
dormivano, supini, con la meraviglia
che annunciava loro altri giorni di festa
senza bandiere e proclami.

Gavino Puggioni

Ndr: questa poesia, inedita, ha avuto una significativa menzione, con pubblicazione in antologia, al XXVII Premio Mondiale di Poesia Nosside 2011, di Reggio Calabria

Finestre nella nebbia

 
E il paese delle nebbie ha tante finestre
alle case e sui campanili
ombra di riflesso
puoi entrarvi
non si esce
non si parla alle finestre nella nebbia
affacciati alla nebbia per guardare
per vedere le scie delle parole
sommesse s’accostano tra loro
a cambiarsi di segreti lasciati nella nebbia
sono le anime
raccolte dalla città delle nebbie
che aprono le finestre
entrano i sogni
non ne escono
entrano i colori
e fuori vedi nebbia…
 
Enrico Tartagni
Published in: on novembre 23, 2011 at 07:40  Comments (3)  
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Bologna – Strage 1980

 
 
 
Lancette lanceolate
dieci e venticinque
il mio orologio s’è fermato,
oggi non è aria qualunque
in tutti i calendari avvolti dai fiori
con la febbre una valigia abbandonata
sotto la data- giorno-mese
distese le case, la stazione
ordigno eco e pietà.
Oggi non posso raccontare, solo
memoria a ricordare chi c’era là
chi c’era dentro e fuori che
aspettava innocente un treno
per volare in scie di mare e di campagna.
C’era chi respirava luce, mentre poi
bruciava nella pelle
cadeva sul marmo e sui binari
spezzato sudario d’agonìa
e ancora io
li tengo tutti in grembo con coscienza
strana quiete senza respiro.

Aurelia Tieghi

Sciami di stelle

Sciami di stelle al debutto
velano la luce della luna
a me
che aspetto solo comete,
a me
che mi ostino a inseguire
le scie del passato,
le chiome dell’oggi,
i traccianti del futuro.

Tardano, i miei astri.
Forse svolazzano,
ubriachi d’inebrianti fantasie
marcite nel cuore d’impaziente poeta.

Del giorno che sta per arrivare,
io non guarderò l’alba
questa volta,
né il carrubo sulla collina.

Questa volta
non mi farò bruciare dal sole.

Schiverò la giostra dell’anima
ma quando arriverò al mare
sarò ancora malato.

Aurelio Zucchi    (2005)

Domani è Natale

Sorrisi riflessi in vetrine splendenti
abbracci frettolosi, rossetti lasciati
come francobolli d’auguri
profumi inseguono scie di bus.
Lampade accendono tramonti
sulle vie che incontrano la sera
tra sbadigli di porte chiuse
e insegne che occhieggiano
promesse a intermittenza.
Lui …
rovista tra i rifiuti con parsimonia
raccolta differenziata …stasera si cena
domani è Natale.

astrofelia franca donà

Vi faccio specie

Vi faccio specie
vero
se mordo unghie
come da bambina
quando le cose
mi suonavano strane
se giro scalza su sassi aguzzi
correndo dietro scie
di tramonto
per succhiarne colori
se scarto sorrisi senza bocca
o faccio uscire parole
come palline del pallottoliere
e la ragione mi guarda di sottecchi
se ho messo le maschere
ben riposte in un angolo
non si sa mai
e il volto è senza trucco
gli occhi scavati sono miei
e quel velo di ciglia
li spalanca
ogni giorno
come fosse il primo?
Sono fatta di erba e
di colline e la terra mi esce
da tutti i pori
le mani sono gazze dal petto turchino
e le gambe ragazze all’oratorio.
Mi perdo dentro l’aria cristallina
il suo sapore e i nidi
saranno la notte
casa.

Tinti Baldini

Sentiero

(dedicata a Lisa)

Sentiero vago senz’alcun traguardo
per più sicura via lasciar conviene
seppur sia lastricata di fatica
ché su per la salita sale, e incerto
è l’oltre che ogni curva mi nasconde.

Andrò finché non trovo quel che cerco
come amante che si fa guidare
da profumate scie lasciate ad arte
ed ogni passo riempie di speranza
ché a non sperare a lei non giungerebbe.

Porta anche me, sentiero, alla mia lei,
che sia come l’immagino nei sogni
e come me soltanto in questa via
lei lasci i passi suoi e non si perda
per quelle irte d’inganni ovunque sparse.

Armando Bettozzi

Published in: on settembre 7, 2010 at 07:29  Comments (2)  
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Girasoli

Nella mia ultima fase
entrerei nell’età grandiosa
dei girasoli
proprio quella
RADIOSA
da tenere
in archi di scie ed antenne
lezione che insegna a
seguire la luce.

Aurelia Tieghi

Published in: on agosto 19, 2010 at 07:23  Comments (6)  
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