Attendo uno scroscio

 
Attendo uno scroscio d’acqua
limpida e cristallina:
sorgente, abbeverarmi le mani a conca,
cascata sotto cui tuffarmi e fresca
dilavi via ogni impurità
che ci incrosta ci avvelena
e soffoca il respiro
la cattiveria la grettezza
ogni brutta sciocchezza
fa un roveto di spine tutto a giro
riduce il cuore a una pena.
Attendo la risata di bambina
o bambino
che limpida e cristallina
faccia un nuovo mattino.
L’eco di quel suono allegro ed argentino
sia l’ispirazione che porta il sentimento
polvere d’oro fino sparsa intorno al mondo.
Attendo che sia pace
La voce di una bambina alta e squillante
come suono di tromba ridesti Bontà
dia i numeri di questa tombola gigante
dove tutti ci sono e nessuno mai perderà

azzurrabianca

Ho infilato a un ramo una poesia

Ho infilato a un ramo una poesia,

che lotta e non si lascia afferrare

dal vento.

Mi chiedi: <<Sfilala, non scherzare>>.

La gente passa. Guarda. Si stupisce.

L’albero brandisce la poesia.

Non dobbiamo discutere. Dobbiamo proseguire.

<<Ma non te la ricordi>>. – <<E’ vero,

però domani te ne scriverò una nuova.

Vale agitarsi per simile sciocchezza!

Non pesa certo al ramo una poesia.

Te ne scriverò quante ne vorrai.

Per ogni albero – una poesia!>>

Ma più avanti, come saremo?

Questo forse presto lo dimenticheremo?

No, se andando avanti diverrà difficile,

ci sovverrà di dove, in piena luce,

un albero brandisce una poesia,

e sorrideremo: <<Dobbiamo proseguire>>.

EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO