La scogliera

Avvolti in maglioni
dal sapore di mare,
ruvida lana a contrasto
di schizzi e marosi,
avanziamo a fatica
contro il maestrale.
Sulla scogliera
è tutta una nebbia
di gocce salmastre.
Ci teniamo per mano
fino alla punta.
Saliamo al faro.
Sotto, il bianco di schiume
sconfigge la notte.
Alle spalle
le luci del porto
attendono ansiose
il nostro ritorno.

Lorenzo Poggi

La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
ed il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.

EUGENIO MONTALE

Perchè abbiamo abbandonato Tobia?


Ora nel tuo lascito mi appari lontano, babbo
In alcuni istanti il ricordo si fa più triste come un baleno mi acceca
sulla cordigliera nodosa di un mattino che trapassava
strappavi il guinzaglio all’educazione, io
vedevo solo fantasmi
accompagnavano i guaiti di quel cucciolo
mi dicevi che era giusto così…   abbandonarlo alla scogliera
Soli, ritornammo a casa
il nervo della mia mano ti sfuggiva
stringeva un pianto che opprimeva.

Aurelia Tieghi

C’era una volta

 
C’era un volta
non tanto tempo fa,
un signore, non un principe,
che aveva il vizio di amare la vita.
Un bel giorno…
Sapete cosa fece?
Prese per mano i suoi difetti
e s’incamminò per un sentiero,
il sentiero sempre suo preferito,
che verso Sud finiva di fronte al mare.
Giunto alla scogliera,
si tolse le scarpe e i vestiti,
controllò che il sole fosse alto ancora
e giochicchiò un po’, un bel po’, con le onde.
Eran basse,
come spesso accadeva
ogni qualvolta le rivedeva.
Eran linde,
come spesso accadeva
ogni qualvolta le rivedeva.
Poi, con fare sicuro,
scelse tra tante una roccia,
una roccia un po’ particolare.
Era tonda,
‘sì tonda da sembrare finta.
Il Nostro non amava gli spigoli,
tranne quelli delle lune d’estate.
Era liscia,
‘sì liscia da sembrare finta.
Il Nostro non amava le rugosità,
tranne quelle di un certo tipo di rosa.
Il signore soffiò sulla roccia,
su di essa volle nudo sdraiarsi
e per intero volle lui raccontarsi.
Prima di rituffarsi,
su quello stesso scoglio
un dopo l’altro con cura posò
i difetti che aveva preso per mano. 
Al ritorno,
trovò tracce
di sole e… di sale
giacché qualche onda
aveva osato più delle altre.
I suoi difetti
erano stati lavati
e qualcuno, ora, mancava.                                                                          

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 23, 2010 at 07:00  Comments (3)  
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