Scosse

Mentre la terra si burla della povera gente
le rovine sotterrano respiri e grida
mozzate a metà
(la vita è su una ghigliottina, si sa).
Riverbero irrispettoso di qualcuno che sorride
al suo portafoglio di parole e promesse:
esistono monumenti da rielaborare con fondi
di concerti poi dimenticati
(le istituzioni sono un circo, si sa).

Come una guerra, forse peggio:
ognuno a braccetto con il proprio pallido viso
che ad ogni paura si rimbocca di coraggio,
di sopravvivenza mescolata a miracolosità inerme
(è al destino che appartiene la vita, si dice)
proprio mentre manca (e mancherà per sempre)
il pane, infarinato di polvere e detriti
di parenti, amici, conoscenti
o di chiunque altro visto solo così
senza sorriso o lacrima
l’uragano si rimbocca le coperte
con la morte improvvisa
(la terra si scuote, è viva, si dice).

Tutto il baccano di ricostruzione
si spalma su accuse d’un paese
che affamato di giustizia
piange ancora i morti
su ali che di vorace e forte e bella
non ha ancora ripreso (ancora) a volare…
mentre si piange sempre sull’impotenza
d’un fuori controllo immune da colpe umane
(forse; ma questo non si sa, si dice).

Glò

Vicolo cieco

 
Hai lo stesso odore del pane
ti seguo in un vicolo cieco
nemmeno ti incontro
gioia e tormento
per me sei ancora l’incanto
di certe sere di primavera
quando non so chi sono e mi sta bene
.
ritroverò tutti i tuoi sorrisi
le tombe si apriranno
ed io non potrò che guardare
tutti gli scheletri dei tuoi armadi
ma anche così non smetterò di cercarti mai
e fare un salto dove so
che non sei
tanto per dare scosse al sangue
ed impietosire il vento
.
ti chiameranno amore
tutti i bambini
quelli senza pane né riso
non sapranno mai di essere stati vivi
è la morte che cerca la vita
non il contrario
baciami ancora di sfuggita
come brezza marina la sera
ed io saprò
da che parte voltarmi
per non essere sola.

Maria Attanasio

Terremoto a Tokyo

Terribili scosse
uno tsunami
a distruggere Tokyo

restano detriti
urla, pianto
disperazione

il dramma
nei visi composti
devastazione

il silenzio straziante
dei petali di ciliegio
negata primavera

una preghiera
il pensiero vicino
soffoca il pianto

resta il ricordo
lacrime
che volano

Maristella Angeli

Una stanza tutta mia

m’occorre ora
con pareti a giorno
e soffitto
senza
che il buio arrivi
piano piano
senza scosse
i rumori di vita
soffusi
la campana
a tocchi
segni il tempo
i camini sui tetti
mai spenti
quella cornice
a conchiglia
porti odore
di mare e
il salice getti
foglioline sottile
su lenzuola gonfie
e mi copra di
verdi lacrime dolci.

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 10, 2011 at 07:48  Comments (9)  
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Nel sarà

Spillami indolore
tra i versi
dei muti passi tuoi
cresciuti in disilluminata
canzone da cantare.
Baciami singhiozzante
sulle labbra
dove la febbre del contatto
sul tuo aver fatto l’amore
sa accrescere l’ubriachezza
della fresca curiosità
in attesa per il solo volermi.
Straziami in tutte
le direzioni sconfinate
dove l’aria non ha consistenza
di sola felicità
ma d’eterno acuto
issato sull’ intimo
di deformanti ricordi
ancora da sfiorare
nel vortice
di mille scosse da capire…

Glò