Tra i filari

 
Nell’arco del battito lesto
della tacita notte
si stende il filtro quieto della pace.
E’ tregua effimera nei campi in fiore.
Al cospetto della luna
si snatura il rosso dei papaveri.
Geme il cuore nostalgia arcaica,
si abbevera alle classiche scritture
e anche il dolore si cosparge
di coriandoli allegri e profumati.
Breve, impercettibile il respiro del creato.
Gioca impavida la sorte con la vita
tra i filari su in collina.
Anche l’ombra ha la sua luce.

Roberta Bagnoli

Le mie gambe fredde di paura

Ho paura dei silenzi che mi dai
tra il muro la calce e la fatica
io non vedo costruire
che mattoni di vergogna,
sento solo quest’aria di morte
che mi soffia sul collo
e altri han ben deciso
ché si son visti rovinati
e una corda alla gola
o un volo dalla finestra
pareva meglio di questa vita.
Tremo di paura
e taccio nella notte,
penando le ore
nel sentir bussare alla porta
e poi lettere senza fiatare
di scritture incomprensibili
e debiti da scontare
neanche avessimo rubato,
i polmoni tuoi invece per anni
veleno han respirato.
Voglio solo che il coraggio
mi prenda un giorno
le gambe mie stanche
assieme alla voglia di scappar via,
io e te potremo andar lontani,
quel baracchino davanti
all’azzurro mare
che abbiam sempre sognato
e mandare tutto all’aria.
Via, via da questo paese,
da questa Italia che non regala
né dignità, né cuore
che ci ha mandato in rovina,
i sacrifici a puttane
e non abbiam messo via niente
nemmeno due stanze
per il figlio nostro bello di sole
e sto qui a marcirmi il sangue
ogni santo giorno, tirando la cinghia
e a tentar di mandar giù ‘sto magone.

barche di carta