Fantasmi

Ti ho vista velata e sola
alla trattoria dell’amore
dove non c’era nessuno.

Nella trattoria dell’amore
dove anch’io ero assente,
dove tutti erano assenti,
gli amori, i sentimenti,
le albe albine
e i tramonti di melograno,
i fiori della beltà e le rose,
quelle che ancora nessuno conosceva.

Nella trattoria dell’amore
provenienti dalla via Lattea
orde affamate di Angeli
si incontravano
e incrociavano i loro scudi
trasparenti
in un fracasso divino
dove io non riuscivo neppure a pregare.

Nella trattoria dell’amore
nessuno mangiava
perchè il cibo era assente
ma avevano tutti la pancia piena
tronfia di ire e di sfide
che diavoli vermigli provocavano
cantando di miserie e di orrori.

Una madonna sconosciuta
intonava nenie e litanie
ai suoi bambini
che la deridevano
perchè latte ella  non avea
ma sangue nero e amaro
arrivato dal grembo sverginato
della terra
e piangevano.

Nella trattoria dell’amore
tutti presenti e tutti assenti
ora
facevano festa
perchè nella strada fangosa
erano apparsi i giullari
che mangiavano a crepapelle
gli avanzi e gli avanzi
di tutti gli avanzi del mondo
e promettevano anche agli Angeli
una vita migliore.

Nella  trattoria dell’amore
ormai c’era tutto
mancava solo l’aria e il fuoco
Alla fine anch’io ero stanco
e affamato.
Non vedevo più niente
mentre l’oste, pingue e allegro,
ci invitava per la cena.

Gavino Puggioni

Chi siede

Chi siede
su quello scranno
e tutti attorno
chi sbuccia banane
chi rimesta fango
chi conta scudi
chi li disperde
c’è massa silenziosa
che acconsente
gruppi inerti che
scandiscono il tempo
poi quelli che arrossano
gote e malleoli
mentre chini raccolgono
briciole di luna
a parte un cerchio di festanti
che mandano fetore e risate
c’è chi mormora al vento
chi assopito rinuncia
chi applaude senza le mani
o s’accanisce su ruvidi fogli
ci sono poi anziani e bambini
a raccolta
attorno ad uno stagno
che si specchiano
avari di sorrisi
e donne colorate che
attendono
sguardo al mare
che non c’è
………….
ma chi è seduto
su quello scranno?

Nessuno

Vuoto è il potere
se ferisce le anime
dei vivi
e quelle dei morti.

Tinti Baldini