E…

 
E sempre sola percorro il sentiero
come l’acqua che tubi discende
come il fiume che bagna le sponde
come un lago profondo rifletto
nello scuro rimango attorno
recinta da pezzi di cuori
con la luna che di notte si specchia
quando chiara riflette
dondola sull’anima mia
nell’argento di gocce che scendono

Rosy Giglio

Published in: on luglio 9, 2011 at 06:51  Comments (6)  
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Un cieco

Questa mattina ho aperto due dita sullo scuro
per annusare l’aria del forno
qui vicino, e l’eco della pioggia passata.
Poi, più avanti, ho messo il viso
come nell’acqua da bambino
tenendo aperti gli occhi
su niente.
Così, solo.
A immaginarmi in Africa australe
in un diluvio,
di versi d’animali notturni
nudo in cuore; pulito dei dolori che ho dato
e i ricevuti.
Capace di fiorire
e sembrare altro che umano,
un avamposto a tutti gli uccelli
un capitano, che smessa la sua spada
si ferma alla collina.
E guarda il genitale del sole sulle cose
sopra i paranchi messi a asciugare
sulle croci
dei poveretti nati garzoni
e morti meno.

Massimo Botturi