Parole

“Ti perderò come si perde un giorno
chiaro di festa :-io lo dicevo all’ombra
ch’eri nel vano della stanza – attesa,
la mia memoria ti cercò negli anni
floridi un nome, una sembianza: pure,
dileguerai, e sarà sempre oblio
di noi nel mondo”
Tu guardavi il giorno
svanito nel crepuscolo, parlavo
della pace infinita che sui fiumi
stende la sera alla campagna.

ALFONSO GATTO

Buio lontano

malgiorno ogni giorno
oggi
nel dovunque estremo di striscia
pestato da battente
tagliavita

irreligioso affacciarsi
d’un puntino echeggiante
in bianco e rosso
lontano-lontano-lontano
mentre nel ventre della terra
antica sembianza ha fatto causa
a generosa purezza *impura*

il non avere colpa
la fuga
la colpa
nelle mani tese
ad un anello di preghiera
che si copre
di fronte alla povertà
dinanzi alle paure
al cospetto d’una voce
(di dio)
che lo creò
a sua immagine e somiglianza

buio nel lontano
dove l’eco della moralità
s’abbraccia alla mortalità
dei corpi

e la somiglianza prende forma
nella luce
di mille morti innocenti

malgiorno in ogni risveglio
d’una striscia
strisciante al suolo….

(e l’eco d’una mano
sotto lenzuola
papali)

Glò

Ciascuno è un frammento di cielo

 
ci siamo innamorati delle anime
avevano dei volti
ma sapevamo che in ogni sembianza
c’era una traccia che guidava il cuore
affinchè il giorno
della nostra presenza sulla scena
non fosse scorso invano
 
ci innamoriamo sempre della luce
che traspare dagli occhi
dalle mani
dalle voci vestite di penombra
e d’innocenza, manifesta
sostanza di cui son fatti i sogni
la tempesta
è l’inverso conoscere il sereno
 
in fondo lo sappiamo
d’aver solo dimenticato
che siamo stati sempre
e ancora siamo
a contatto degli angeli

Cristina Bove

Kènosi

Alzò la testa
dalla faccia altera,
bella, pacata,
verso il cielo azzurro;
biondi i capelli,
incoronati da spine lunghe
e taglienti, del sangue
umano suo,
si stavano tingendo
d’un rosso
sempre più scuro-cupo
e, andando
verso il basso,
sul torturato corpo
crivellato di chiodi
pretoriani,
senza resistenza
all’umano strazio.

Poi forte chiamò: Elì,
Elì, io muoio
in una delle tante terre
che Tu hai creato;
ed è per Te ch’è stato necessario,
koinòsis per amore,
che io venissi ucciso da quest’odio,
soffrendo come ora soffro io.

Adesso, Padre mio,
sarai placato!
Ed Io sono, con Te per Te ed in Te,
primitiva sembianza.
Dopo avere compiuto
Missione contro il Male,
nel segno della Fede e della Santa
Alleanza . . .
ma d’odio e male n’è rimasto ancora

Paolo Santangelo

Congedo

Assente sembianza,
di terreo granito,
anelli in aureola
di nuovi brizzoli.

Asciutti pensieri
su tronchi molli,
in parvenza di forza,
dissolvono sali
che ignote alchimie,
in alambicchi
strazianti,
tramutano
il cuore
in argilla disciolta.

Kinita

Published in: on gennaio 14, 2010 at 07:01  Comments (6)  
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