Antico borgo

Arroccato sopra un colle
Maestoso appari
Cinto da massicce mura antiche
Incorporate nella roccia
Celato in parte tra sempreverdi
E alberi in fiore
Ti riveli al mondo
Attraverso una stretta via
come un serpente ti avvolge
ti protegge dalle folle curiose
bramosi di calpestare
il tuo suolo senza tempo.
Esplorare cunicoli
assaporare il passato
rivivere epoche lontane
anch’io come loro ti voglio toccare
accarezzare quelle pietre
imprimere nella mente la storia
respirare l’aria di saggezza che ti circonda
vedere le bellezze più nascoste
far si che il mio sguardo sia sazio
così la mente e il cuore

Gianna Faraon

Valle d’Aosta

Albe fiorite,
come rose rosse
che s’affacciano ad una ringhiera
che un rosaio ha abbracciato.

Torrenti biancheggianti,
che beffeggiano gli scogli
e guizzano, e saltano,
e spumeggiano
scivolando senza mai fermarsi.

Boschi di sempreverdi,
di betulle cangianti,
che disegnano d’un grigio pesante
gli sfondi verdeggianti
delle Alpi che mi corteggiano.

Cieli azzurri,
ricamati da voli di rondini,
sfreccianti come saette
al sole,
di falchi roteanti nel sereno,
che scompaiono all’improvviso
su una preda in fuga.

Silenzi irripetibili,
rotti a tratti dal lontano richiamo
di una marmotta,
da un frusciare tranquillo
d’acque trasparenti,
da una folata di vento
tra una gola e l’altra.

Voci che arrivano dall’immensità,
che sanno di preghiera
e ti ricordano che in questa Valle
c’è la presenza di Dio.

Salvatore Armando Santoro

Autunno


Come le foglie cadute d’autunno
riparo il tronco
dò calore al vecchio albero
che  innalza spoglio
i suoi rami  al cielo
volteggio trasportata dal vento
inerme senza volontà vago
intreccio colori
mi appoggio sulle fronde
di un piccolo abete
dono alla terra i colori del sole
la musica di un clavicembalo
quando lentamente il passo
di un bimbo mi sposta
trascinandomi oltre
tra la folla verdeggiante
dei sempreverdi
entro come le foglie d’autunno
nei diari dei bambini
schiacciata tra le pagine
ricordo un momento sereno
un bosco ormai spoglio
lascio al mondo i miei ricordi d’amore
chiuso tra le pagine di un diario
che forse si smarrirà.

Gianna Faraon