Dipingi un’altra vela

 
La vedi quella nuvola?
Lasciala andare
oggi è l’alba d’una nuova vita
dipingi un’altra vela
sulla spiaggia dei sogni
soffiala di speranza
godila con leggerezza
amala come se fosse
l’ultimo tuo giorno
e non sprecare altre lune
non aspettare treni mai partiti
lascia un po’ di pianto nei tuoi occhi
verranno temporali assurdi
avrai una barca di sorrisi
avrai quello che ti sarai
conquistato e custodito nel cuore
col senno del tuo amore.

Roberta Bagnoli

Scintilla

A ridosso d’ogni novella notte
al crepuscolo dei tardi pensieri
un ricordo resiste oltre, lontano.

Di passo in passo incede quieto
bussa paziente che gli si apra
e di senno si schiude il bocciolo.

Snudasi la memoria ai rimpianti
in paura di vedersi felici quando
sprezzate si ebbero le ore sane.

Vacilla ora l’estremo esiguo
brandello di gioia smarrita,
sciupata scintilla di vita tutta.

Daniela Procida

Published in: on febbraio 2, 2012 at 07:21  Comments (7)  
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Medesima conclusione

Signore!

Sono stanco e sconfortato
della vita che mi hai dato,
i problemi sono tanti,
e le ingiustizie altrettante

Da buon capofamiglia
faccio tutto per i figli,
impegnato a lavorare
per poterli soddisfare,
ma la crisi generale
ha buttato tutto all’aria

La domanda che ora pongo
nel sistema che è quello attuale:
le bollette della luce, del metano
e delle varie erogazioni
potrebbe esser possibile estinguerle
…profferendo le orazioni ?

E, laddove questa richiesta
non potesse esser accolta …
qual è allora l’alternativa allo sconforto
in mancanza di stipendio…
o dell’introito previsto ?

Credo d’aver capito …
in assenza di risposta
le possibili soluzioni :

quella di mettersi una corda al collo,
e darsi uno strattone,
oppur uscir di senno…
che è la medesima conclusione

Ciro Germano

Il re

In questa voluttuosa meraviglia
dove gorgheggia l’atomo pensante,
si muove un verso,
vaga a casaccio
oppure c’è qualcuno
che lo prende per mano
e lo conduce.
Cerca alloggio nei cuori,
entra dagli occhi
dall’udito
dal profumo di pori della pelle…
non guarda le tendenze
del cuore concupito,
non si accorge di brogli,
non ascolta
il senno che lo sgrida,
anzi diventa ardente,
caccia dalla dimora
legittimi inquilini
e con la prepotenza invade il regno.
Nei profondi abissali
dove l’anima cerca un appiglio,
il pensiero conduce alla sua porta,
s’inchina al suo cospetto
e lo proclama re.

Giuseppe Stracuzzi

E vivi così

Sempiterna contesa
tra senno e cupidigia.
Amaro comprendersi,
amaro decidere
se lasciar dilagare le voglie
od il maturo ragionamento.

E vivi così,
sbattuto
come falsa retorica,
tra l’andare e venire
restare o ripartire.

Inefficace pensiero
quello del dire
e mai provare,
del vedere
e poi non ricordare.

Te ne vai perciò
così,
tra fuoco e fiamme
o in acque chete,
tra buio e luce vago,
deluso e insoddisfatto
come gola secca
d’insonne vampiro.

Daniela Procida

Published in: on marzo 23, 2011 at 07:25  Comments (2)  
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Dolce certezza di chi nasce mai

Va’ a letto, è notte
d’ altri tempi
d’ altri tramonti
e, forse, di altri
mondi. Va’ a letto.

Non puoi dormire:
non vorresti che passi
il giorno, che trascorra questo
tempo di giornata
destinata a buttarsi
nella notte. Va’ a letto.

Vivere ancora?
Vuoi, ancora un poco?
Domani un altro giorno
in altro loco
vivrai ancora meglio,
al fuoco
del destino. Va’ a letto.

Il tuo vicino dentro
ti ascolta e ti conosce
già da sempre edòtto
del vivere e soffrire:
dolce sapor di nebbia,
speranze di un futuro,
passato perso. Di tua
coscienza
a causa mia è la colpa.
Va’ a letto, e dormi.

Con il senno del dopo,
scéma riconoscenza
pormi vorrai. Tuo
sogno è amore
eterno: un’ utopìa:
dolce speranza di chi nasce
lieto, dolce certezza
di chi nasce mai.

Va’ a letto, Paolo,
forse, dormirai.

Paolo Santangelo

Il limite

Baciami ancora vita e
non scemare come la giovinezza
non limitarmi da te
ma porgimi onde alte più del mio senno.
Risvegliami al mattino
prima della tua luce
che io possa pregustare l’essenza d’ogni attimo.
Avvolgimi nei tuoi vortici e deciderò
se andare oltre
arriverò da te,
nascondendo fra le rughe il mio limite.

Rosy Giglio

Published in: on settembre 23, 2010 at 07:49  Comments (7)  
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Genesis

Forse è meglio
che
nasci solo,
Uomo,
infinitèsimo
àtomo del nulla,
e muori
nel tempo,
nello spazio
sempre,
quando,
esasperatamente
acerbo
nel cervello
alièno
si adombra
il pensiero …
vuoto
di nuovo.

Meglio
fingere
sénno,
ignorando
il Furore
che… penetra disperato
il vivo,
d’ essenza eterno,
ché subendo
il patire
soffri
aspettando,
effetto Génesis,
Ciò che adempia
l’ Esperimento.

Paolo Santangelo

Published in: on giugno 16, 2010 at 07:35  Comments (8)  
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