Come si fa

 
a sentirsi natura
che muore e rinasce
se si aspetta l’ultima sigaretta
come si fa a svegliare
sensi sopiti
senza schiaffo di ghiaccio
a sollevar gambe
senza false stampelle
a non succhiare miele
e panna montata
per gonfiare
come una mongolfiera
a essere buoni e cari
se ci si sente cattivi
come
a sollevare capo al cielo
quando ciondola
tra paludi
di bruma?
.
Basterebbe vivere

Tinti Baldini

Published in: on febbraio 11, 2012 at 07:09  Comments (15)  
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Estasi

L’amore è…
inaridito,
soffocato,
represso

L’antica volontà
non osta…
il sentimento,
il desiderio,
la voglia…
del donarsi

Le brevi,
fugaci apparizioni
conclamano
la brama eterea
dello sprigionarsi
la frenesia …
dei sensi

L’animo gentile
è travolto…
e soggiogato
dall’impeto naturale…
dell’umano rapporto

Ciro Germano

Published in: on febbraio 8, 2012 at 07:06  Comments (7)  
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Un progetto malfermo

accovacciato
tra le braccia del tempo
coi sensi adombrati
dagli stenti
la marca di tratteggi
sulla fronte
lo vidi
rantolare
tra rifiuti
sassate
calci
e passato digiuno nelle mani.
mi avvicinai
per coprirgli il vuoto
con una carezza…
lo vidi allacciarsi
allo spiraglio
intensamente stretto…
povero cane!
e diventammo amici.

Giuseppe Stracuzzi

Il girone

 
Puoi legger tutti i libri c’han stampato
e decifrar l’etrusco e il giapponese,
di Bach sapere fughe e contrappunti
.
da Cimabue a Nunziante essere esperto.
Ma quando busserà l’ultimo tempo
e  incontrerai Minòs e la sua coda
.
sarà per ciò men duro il tuo girone ?
Giudica e manda, secondo che avvinghi,
 al mio finir, nel loco lo trovai.
.
M’interrogò, ringhiando orrendamente,
conto e ragion della mia vita chiese.
Pria di smarrir li sensi a lui risposi:
.
astruse lengue in vita già imparai,
con grande noia, allora, le insegnai.
Fiammante alzò la coda e sì l’avvolse
.
la noia non gradendo né lenguaggi,
che di pagan comunicare fosser.
Del mio saper di Bach allor gli dissi.
.
Ancor vinghiò l’estrema, con gran peto.
Quel protestante reo l’avea turbato.
Del mio narrar pittura l’informai.
.
Braci,  sì fosser foco, l’occhi volse,
turban le immago e grondan blasfemia.
Con gran sgomento allor volli indagare
.
in cosa fosse quel ch’aveo mancato.
Avvolse strettamente l’appendice,
la voce sua mi fè tremar li polsi.
.
Per meritar lo svolgersi mia coda,
d’amor condire il tuo saper dovevi.
Quello c’hai spanto, lungo il camminare,
.
fredde nozioni son, senza il sentire.
Fosco giron sarà tua malasorte,
fin quand’amor non sprizzerà dal core.

Piero Colonna Romano

Una dedica a mia moglie

A DEDICATION TO MY WIFE

To whom I owe the leaping delight
That quickens my senses in our wakingtime
And the rhythm that governs the repose of our sleepingtime,
the breathing in unison.
Of lovers whose bodies smell of each other
Who think the same thoughts without need of speech,
And babble the same speech without need of meaning…

No peevish winter wind shall chill
No sullen tropic sun shall wither
The roses in the rose-garden which is ours and ours only

But this dedication is for others to read:
These are private words addressed to you in public.

§

A cui devo la gioia palpitante
che tiene desti i miei sensi nelle ore di veglia,
e il ritmo che scandisce il riposo
delle nostre ore di sonno,
l’accordo del respiro

di due amanti i cui corpi
profumano l’uno dell’altro,
che pensano uguali pensieri
e non hanno bisogno di parole
e sussurrano uguali parole
senza la necessità di un senso.

Il vento stizzoso dell’inverno non farà gelare
il sole astioso del tropico non farà seccare
le rose nel giardino di rose che è soltanto nostro

ma scrivo questa dedica perchè altri la leggano:
sono parole private indirizzate a te in pubblico.

THOMAS STEARNS ELIOT

Amo

Amo la libertà
di scelta
di decisione, d’intuizione
Amo l’ identità
Amo la giustizia
Amo l’amicizia

Amo quando bussa sera
lucerna della luna
Amo l’orizzonte
dove si fa fonte
viva
l’anima
sgorgo di salvezza

Amo tenerezza
gentilezza
i miei intensi sensi
Amo amori densi
Cuori
immensi

Amo
virtù verità
Amo dignità
sobrietà nei sorrisi

Amo fiordalisi
nelle sfaccettature
Amo vite dure
mani callose
giardini di rose

Amo finezza
Amo stoltezza
Amo il sacco pieno e
quello vuoto
Amo il moto e nuoto
amando.
(scusate se ho scritto “Amo” troppe volte
questa è la mia sorte…)

Aurelia Tieghi

Basta

Basta con questa rabbia che mi uccide
per non essere abbastanza forte.
Basta con quei gridi che salgono al cielo
da corpi di donna violata.
Basta con il volto di una lei che piange
tra le mie mani e le lacrime al suolo
scendono come gocce di sangue.
Basta con la morte dell’anima
che corpo di donna rende un’automa,
di una bambina che non saprà scoprire
l’amore, che non accenderà i suoi sensi.
Basta con gli occhi truci di un bastardo
che non s’abbasseranno davanti
a quelli di colei che più luce non avranno
ma che per strada incontreranno.
Basta, mille volte basta, eternamente basta.
Basta con l’ipocrisia del perdono seme
di futura violenza.
Basta con il silenzio del dolore taciuto
per pudore, per colpa solo d’essere donna.
Vorrei su quella piazza centomila donne
che gridino basta e il loro grido
squassi i vetri e le orecchie di coloro
che in un palazzo non vedono ma si fanno
vedere.

Claudio Pompi

Ndr:  Claudio lavorava nel reparto di radiologia di un ospedale del centro di Roma, e per questo motivo si trovò spesso a contatto con realtà tristi e drammatiche come quelle che descrive in questa poesia.  Noi lo ringrazieremo sempre per la sua testimonianza, vera e preziosa, di uomo giusto e sensibile.

All’orizzonte

All’orizzonte…
un barlume di speranza
riaccende il fuoco
spento dal nulla

Esultano i sensi
per l’imminente evento,
e l’ansia tiene vivo
il lasso di tempo,
conteso e represso
da vili pensieri

E’ un giorno di festa
per le rosee vedute,
e gli amanti s’acquetano
in attesa del fato

I volti tirati mostran
ora le pieghe
del sorriso gaudente
che primeggia sul viso

Ciro Germano

Published in: on dicembre 19, 2011 at 07:04  Comments (4)  
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Incipit da Fernando Pessoa

 
Odo passare il vento nella notte
percuote i sensi e come uno scandaglio
fa riemergere in cuore la paura
mozza il respiro;  e m’opprime il bagaglio
dei tanti errori, e le inutili lotte.
.
Alba, fai presto, vieni e dai ristoro
all’anima provata, dalle tregua
sciogli nel vento infusi di speranza
ch’io li respiri, e i fantasmi dilegua;
fa ch’io scopra all’autunno tinte d’oro.

Viviana Santandrea

Dedicato a…

Fuori dai cinque sensi conosciuti
l’ho incontrato nell’età giovanile
e con lui mi è parso
di aver sempre viaggiato.
Certo, qualche sbandata
l’ho presa anch’io
incrociando vie dedicate,
amore, silenzi, solitudini,
percorse nel sole e nell’ombra
ma niente di grave o irreversibile.

Da adulto,
percorsi umani,
di azione e di pensiero
dove la leggerezza dei passi
ascoltava l’eco del tempo,
quello andato e quello a venire.
Ma lui, ormai conosciuto dai più,
ormai abbandonato da tanti,
mi ha guidato e mi ha illuminato
in quello stretto sentiero,
sì, quello suo,
del senso della vita,
senza il quale l’andirivieni umano
non avrebbe mai avuto il giusto significato,
il gusto dolce-amaro del vivere comunque,
alla luce del Sole
e della sua amica Luna,
essendo sempre
sembrando mai.

Gavino Puggioni