Odori di campagna

 
C’è una storia da ritardare, la mia
la rifaccio con sapori di campagna
coltivo un rigoglio di terra
immensamente radicato
profondità sanguigna
umanità versatile
in bionde distese di spighe che albeggiano
Non voglio sentenze o giudizi
ne ho avuti da una vita
mi voglio sentire capita

Aurelia Tieghi

Published in: on luglio 23, 2011 at 07:17  Comments (8)  
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Il problema del carnevale 2011: to be or not to be? Essere o non essere?

S atanasso,  se  sol  sapessi  se  sono!

A vanzare  annaspando  affannosamente

N el  narcotizzante  neonichilismo,

D iguazzare  dappertutto  dilaniandosi,

R odendosi?  Rifiutiam  rochi  ribelli

O ppure  odiremo  ovunque  ortodossi

S accenti  saettare  settarie  sentenze!

E retti  ed  encomiabilmente  empirei

R espingiamo  routine,  resechiamo  ratti

M ammasantissima  multimiliardari

E d  evitiamo  eziandio  esitanti

N olimetàngere,  nientandoli!  Nella

G ioia,  gratuitamente  galopperemo

H esitation!  Hurrah,  hula  hawaiane

I mbriacanti  impazzano: innamoriamoci!

Sandro Sermenghi

 

Acrostico (dal greco ákros, estremo, e stíchos, verso) componimento in cui le lettere iniziali di ciascun verso, lette verticalmente, formano una parola, una frase o un altro componimento poetico minore. Talvolta la combinazione si trova anche a metà (mesostico) o alla fine dei versi (telestico), dando luogo a una sorta di sciarada, di enigma o di logogrifo. Acrostici, mesostici e telestici fanno parte di quel più ampio genere letterario che va sotto il nome di carmi figurati, dove la disposizione materiale delle lettere arriva a comporre una figura regolare e caratteristica, come un quadrato, un trapezio, un organo o una zampogna. Invitiamo i poveti del Cantiere a scrivere qualche acrostico….ciaosandrèn

La voce del popolo sovrano

La solita minestra
di frasi fatte ad arte
per imbrogliar la gente
per crear le parti
il tifo sragionato
il bianco contro il nero
il muro contro il muro
la bocca sputa sentenze
tutto così immediato
tutto così evidente
la mente più non serve
la storia senza storia
le radici all’aria aperta
cavernicoli tecnologici
a chiedersi increduli
perché è ancora vietato
portarsi via la donna
tirandone i capelli.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 28, 2010 at 07:07  Comments (5)  
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D’agosto

Un giorno d’interruttori guasti
grandine di pensieri sferici
sul cuore della luna
a scardinare porte boreali.

La polena affiorata sulla rima
cercava lungo fiordi a precipizio
una ferita che paresse un nido.

Chi coltivava il mare
sceglieva l’onda per le navi in rotta
ma venne l’alba a specchio
a formulargli in viso il suo riflesso
volse lo sguardo
non si riconobbe.

Scoccarono momenti
e in luogo di sentenze assolutorie
fu comminata una condanna
a vivere.

Cristina Bove

VIA BETTINO CRAXI?

Se si vogliono riscoprire i valori istituzionali che le vicende politiche e giudiziarie di questi ultimi venti anni hanno offuscato generando scetticismo tra la gente comune (quella per intenderci, che si alza la mattina per andare al lavoro o per cercarlo) penso che non sia un’opera adatta rivalutare la figura di Bettino Craxi al punto di ipotizzare una via dedicata al suo nome. Che Craxi sia stato uno degli uomini politici più importanti nella storia italiana è fuori di discussione. Probabilmente è stato l’ultimo vero politico prima delle “grandi ammucchiate”. Resta il fatto che l’uomo Craxi, e di conseguenza il politico, è rimasto stritolato da quel fenomeno, già vecchio allora, dei finanziamenti illeciti ai partiti. Ma non è di politica che voglio parlare, anche se oggi anche una poesia è politica, comunque la si guardi. Sono giorni che si sta celebrando il decimo anniversario della morte dello statista avvenuta nel dorato “esilio” di Hammamet. Personaggi dell’attuale sistema politico si sono recati in processione sulla tomba tunisina e le televisioni ci hanno propinato i vari discorsi commemorativi. È superfluo dire che si balla sulla cassa del morto e si sfrutta il momento per convenienza politica. Ma c’è una cosa che non può e non deve essere accettata. La commemorazione della morte di Craxi e il farlo apparire quasi un martire è un insulto alla magistratura che con coraggio sfidò il sistema politico di allora ed arrivò ad emettere delle sentenze.  Non possiamo dire quando ci fa comodo che la magistratura funziona o non funziona, che la giustizia c’è o non c’è. Ci sono state delle sentenze, delle condanne e delle assoluzioni; vanno rispettate ed accettate. Il Di Pietro uomo politico può essere discutibile, ma niente si può dire sul Di Pietro magistrato come niente si può dire sui magistrati che hanno operato con lui in “Mani pulite”. L’attuale “rivalutazione” di Craxi equivale ad un atto di accusa a quei magistrati e non c’è bisogno di discorsi, basta la presenza dei politici davanti alla tomba per definire lo schieramento. Esule o latitante? È la domanda provocatoria di questi giorni. La legge dice latitante e Craxi si è sottratto a quella giustizia e a quelle leggi che, come parlamentare eletto dal popolo, doveva accettare più di chiunque altro. Aveva la possibilità di difendersi come e meglio di chiunque altro. Sbaglia chi dice che il leader era a disposizione della legge italiana perchè bastava andare a prenderlo ad Hammamet: chi lo dice sa bene che le autorità tunisine non avrebbero mai concesso l’estradizione in quanto era un “rifugiato politico”.  Lui si è guardato bene dal rientrare in Italia a sentenza depositata per scontare la pena come un cittadino qualsiasi. Il figlio Bobo ha detto, intervenendo a Porta a Porta, che il discorso di Napolitano, che esortava a non mischiare le vicende politiche con le vicende giudiziarie dell’uomo, era giusto, e che il Presidente in quanto primo cittadino parlava a nome degli italiani. Mi dispiace ma non è così.  Il Presidente Napolitano rappresenta tutti gli italiani ma non le opinioni di tutti gli italiani, avere una opinione è un diritto del singolo cittadino che personalmente non demando a nessuno. Il Presidente mi rappresenta  nella garanzia dei diritti e nel richiamo ai doveri scritti nella Costituzione, ma non nelle mie opinioni, che hanno tutto il diritto di essere libere in virtù di quella libertà di pensiero e di parola che è alla base di quella Costituzione. Accetto dunque la figura di Craxi come uomo di altissimo livello politico e prendo atto che la sua vita politica è scritta nella storia italiana. Non condivido e non accetto peraltro l’uomo Craxi che si sottrasse alle responsabilità di comune cittadino. Una via intitolata a lui (in alcuni comuni lo hanno fatto) è una lapide sull’operato della magistratura.

Claudio Pompi