Tutte le lettere d’amore

TODAS AS CARTAS DE AMOR

Todas as cartas de amor são
ridículas.
Não seriam cartas de amor se não fossem
ridículas.

Também escrevi em meu tempo cartas de amor,
como as outras,
ridículas.

As cartas de amor, se há amor,
têm de ser
ridículas.

Mas, afinal,
só as criaturas que nunca escreveram
cartas de amor
é que são
ridículas.

Quem me dera no tempo em que escrevia
sem dar por isso
cartas de amor
ridículas.

A verdade é que hoje
as minhas memórias
dessas cartas de amor
é que são
ridículas.

(Todas as palavras esdrúxulas,
como os sentimentos esdrúxulos,
são naturalmente
ridículas).

§

Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.

Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.

Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.

Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.

La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).

FERNANDO PESSOA

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Published in: on luglio 12, 2012 at 07:41  Comments (2)  
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Io e te…

Io e te…
persi in un mondo troppo distante
fatto di suoni e pensieri diversi,
dove i sentimenti si perdono tra nebbie
che avvolgono fin nel profondo
anche il più rumoroso silenzio.

Io e te…
tra falsità e maldicenze,
solitudini ricercate e volute
espresse con parole ingannatrici
ad emulare il canto delle sirene
tra immagini che scorrono lente.

Io…
per giorni e notti alla ricerca
di colori sbiaditi tra la malinconia
che costella di frammenti la vita,
come sabbia che scorre in una clessidra
per ricordarmi che il tempo non lo vivrò con te…

Patrizia Mezzogori

Io non ho bisogno di denaro

Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

ALDA MERINI

Fermare la luce

Vorrei
fermare la luce del sole
perchè il giorno
sia più caldo

per i nostri cuori
abituati al freddo
intenso
dei nostri sentimenti

abituati
al buio dell’amore
verso tanti
troppi bambini

abituati come siamo
a correre
sempre di fretta
in questa vita ansiosa
veloce
troppo veloce
nei binari
di infelicità
terrena

Gavino Puggioni

Published in: on giugno 24, 2012 at 07:03  Comments (7)  
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Agosto 2004

Come foglie cadenti si è spento il tuo amore
Un dì nella mia dimora il telefono squillava per me
Eri tu che mi cercavi eri tu che mi volevi

Ora con volto adirato mi eviti e ti allontani
Dove ho sbagliato non so
Ci ho pensato e ripensato ma nulla ho trovato
Nulla che giustificasse il tuo gran rifiuto

Forse tu sei cambiata e da me più ti aspettavi
Forse ad altro stai pensando
Di sicuro nei tuoi sentimenti più non vivo
E deluso rimango senza sapere il perché

Marcello Plavier

Published in: on giugno 1, 2012 at 07:22  Comments (4)  
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Piove

 
Piove su vecchi pensieri,
cielo reso plumbeo dalla falsità
di momenti rubati alla gioia,
nell’intimità dell’anima
defraudata con laido inganno.
.
L’acqua salvifica scende
sulle guance infiammate
dal freddo vento dell’indifferenza,
su sentimenti usati e stracciati
come carta da macero.
.
Piove, piove ancora
sul corpo ormai inerte,
su desideri d’amore annullati,
sogni spezzati e derisi
dalla stanchezza del tempo,
 
mentre la memoria vaga
nel mormorio delle ombrose fronde
alla ricerca d’una linea di confine
che allontani per sempre
ricordi ricolmi di melma.

Patrizia Mezzogori

Parole vuote

A volte, mi chiedo chi sono!
Mi domando
che senso hanno le vuote parole
che penso e che scrivo!
Alla mia età
l’illusione non alligna nel cuore.
Un secondo Carducci,
un novello Pascoli
solo la genetica
potrà forse clonare.
I miei poveri versi
saranno solo semi
geneticamente modificati
che non aggiungeranno nulla
alle cose già scritte,
ai sentimenti già espressi.
Ma sento il bisogno
di aprire il mio cuore alla gente
come un libro da far sfogliare
per far leggere a tutti
le mie verità e le mie ragioni.
Mi illudo che forse
una piccola briciola del mio amore
potrà saziare un cuore tormentato
od asciugare una lacrima stanca.

Salvatore Armando Santoro

Fantasmi

Ti ho vista velata e sola
alla trattoria dell’amore
dove non c’era nessuno.

Nella trattoria dell’amore
dove anch’io ero assente,
dove tutti erano assenti,
gli amori, i sentimenti,
le albe albine
e i tramonti di melograno,
i fiori della beltà e le rose,
quelle che ancora nessuno conosceva.

Nella trattoria dell’amore
provenienti dalla via Lattea
orde affamate di Angeli
si incontravano
e incrociavano i loro scudi
trasparenti
in un fracasso divino
dove io non riuscivo neppure a pregare.

Nella trattoria dell’amore
nessuno mangiava
perchè il cibo era assente
ma avevano tutti la pancia piena
tronfia di ire e di sfide
che diavoli vermigli provocavano
cantando di miserie e di orrori.

Una madonna sconosciuta
intonava nenie e litanie
ai suoi bambini
che la deridevano
perchè latte ella  non avea
ma sangue nero e amaro
arrivato dal grembo sverginato
della terra
e piangevano.

Nella trattoria dell’amore
tutti presenti e tutti assenti
ora
facevano festa
perchè nella strada fangosa
erano apparsi i giullari
che mangiavano a crepapelle
gli avanzi e gli avanzi
di tutti gli avanzi del mondo
e promettevano anche agli Angeli
una vita migliore.

Nella  trattoria dell’amore
ormai c’era tutto
mancava solo l’aria e il fuoco
Alla fine anch’io ero stanco
e affamato.
Non vedevo più niente
mentre l’oste, pingue e allegro,
ci invitava per la cena.

Gavino Puggioni

Come il Vate…io

 
il Vate:       Come quel fiume ch’ha proprio cammino
                    prima del Monte Viso ‘nver Levante
                    da la sinistra costa d’Apennino,
                  .
                    Che si chiama Acquacheta suso, avante
                    che si divalli giù nel basso letto
                    e a Forlì di quel nome è vacante,
 .    
                    rimbomba là sovra San Benedetto
                    de l’Alpe per cadere ad una scesa
                    ove dovea per mille esser ricetto;
.
io:                mi apparvero le fonti d’Acquacheta
                     bianche spade ghiacciate su quel letto
                     cantato già dal Divino Poeta,
 .
                     e affascinata fui da quell’effetto
                     di  statica armonia, tal che pensai
                     si fosse di quell’acque spento il getto.
 .
                      Assorta in quell’incanto io, ormai
                     fantasticavo sui travestimenti
                     di Dea Natura, e lì m’indugiai;
 .
                     poi, vinto lo stupore e a passi lenti
                     mi distaccai da quella meraviglia
                     cercando di arginare i sentimenti.
 .
                     Sospirando dischiusi le mie ciglia
                     che avevan nelle ghiacce trasparenze
                     colto l’incanto che ad amor somiglia
                     .
                     e lodai del Creato le valenze!

Viviana Santandrea

Noi che abbiamo il coraggio

Noi che abbiamo il coraggio
di bruciare la nostra terra
e i nostri alberi,
di oscurare il cielo,
di sporcare le nostre strade
e i nostri prati,
di inquinare i nostri fiumi
e i nostri mari,

noi che abbiamo il coraggio
di ammazzare i nostri fratelli,
in guerra e in pace,
quella pace che non c’è mai stata,

noi che abbiamo il coraggio
di ingannare i bambini
di tutto il mondo,
rubando loro l’innocenza,

noi che ci illudiamo,
che siamo alla moda,
che ci trasformiamo,
non abbiamo ancora avuto

il coraggio di vergognarci!

Gavino Puggioni