Nel campo

C’è un uomo che giace
in un campo di fiori
recisi e vasi mischiati
a decoro,
fetore di marcio
trasuda da ampolle rafferme
e si fonde tra mazzi
appena deposti.
Un giovane uomo
di cui non conobbi
nelle sue mani calde
il tatto amorevole,
né l’ultimo sfiato
a dovere dei tanti sberleffi
lasciati,
e occhi e sguardi senza menzogna
ancora portare nero di seppia
sui baveri d’uniforme.

Beatrice Zanini

Preghiera

Se te ne vai
salpi dal cuore
spezzandomi reni
con giorni
insensati
di vele a ponente.
Il viverti dietro
è stridore
ingessato
su ardesia del tempo
e l’occhio singhiozza
aghi di pino,
che graffiano
mari di umori.
Se te ne vai
mi lasci l’ombra
le pareti diventano
abside romanica
grezza e nuda
il soffitto s’incurva
in viale di tigli a Settembre
le finestre
panorama plasmato
di alvei incavati e valli
all’orizzonte
e il colore attorno
acquazzone di Marzo.
Se te ne vai
perde calore
e fragranza,
il tuo tatto tatuato
sul mio tremore
e il mutare
delle forme
scioglie nodi carnali
di corpi estasiati.
Troppo fragile
e nero di seppia
l’aquilone del sogno
per forare le nubi
e i domani fumosi.
Tutto mi è disegnato dentro
acquaforte mi sento
incisa di te.

Tinti Baldini e Flavio Zago

Chiaroscuri


Pur anelando il fulgore
del bianco colore
spesso il netto confine
sfugge alla mente
si sfrangia in rivoli
incontrollabili di sfumature
e ti ritrovi a fissare
uno specchio deforme
e insoddisfatto
l’anima rifugge dal nero seppia
ma ne è attratta inconsapevolmente
e precipita…precipita…senza scampo
nessun provvidenziale paracadute
a sostenere la caduta
se non una lenta e dolorosissima
risalita in chiara coscienza
che a volte costa la vita.

Roberta Bagnoli