Scenario plumbeo

(riflettendo sul tragico fatto di sangue a Firenze )

Nuvole fitte, adirate
coprenti ogni spiraglio di sereno
così il cielo stamani accompagna
il cordoglio dello scempio
in una città che mostra
un giglio rosso listato a lutto
piangono i cittadini tutti
uniti in ferma condanna
per un gesto di lucida follia
frutto del germe xenofobo
dell’odio razziale.
Firenze ha un cuore grande
color arcobaleno
lo sento palpitare
lo vivo ogni giorno
ma un gesto così premeditato
e feroce colpisce
in pieno petto più di una fucilata
senza una possibile ragione,
indietro non si torna
due vite sono spezzate,
s’ammanta di dolore
e di commossa solidarietà
la via dell’integrazione;
se il seme della discordia impera
se si addita il diverso come nemico
ecco che ritorna lo spettro del razzismo
ad oscurare la mente, ad armare di morte la mano
a fare di un esaltato estremista “esecrabile eroe”.
Resto in silenzio adesso
mi stringo ai fratelli senegalesi
in solidale, muto pianto
che oggi è un giorno di vergogna
per l’umanità tutta.

Roberta Bagnoli

Guerra e natura

Voli impazziti,
frullare tenebroso d’ali
e rombi lontani.
Deflagrazioni e vampate
disegnano in cielo
luci ed ombre incessanti.

Terrore nei petti,
ricerca folle d’un rifugio,
tra gli alberi, sui tetti,
rotear d’occhi
e domande inespresse,
ricerca del sereno
mentre la tempesta
scuote ogni cosa.

Due colombe in croce
giacciono colpite da una bomba.
La testa ripiegata su un lato
ed i piccoli che agonizzano
in un nido lontano.

Domande senza risposte
e cinguettio confuso,
segnali d’allarme
e fuga inconsulta
da ramo a ramo.

La morte aleggia intorno
e non da risposte
a un mondo che osserva spaurito
la follia umana.

Salvatore Armando Santoro

Ora che sale il giorno

Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.

È così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchi mura,
per restare solo a ricordarti.

Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre bette il piede dei cavalli!

SALVATORE QUASIMODO

La cima ed i suoi corollari

 
E’ cenere mescolata a polvere di stelle
il passato senza rimpianti di una vita.
Il sereno s’è alternato alla burrasca
ed ora la quiete mi appartiene.
Sarò protagonista nel disporre
di quel che resta delle mie forze
e finirò serena quel cammino
percorso tra fatiche e gioie
scevro da regalie  gratuite
ma con la meta sempre immanente
da raggiungere, con le giuste soste.
Frastagliato in tante vette l’obiettivo,
quell’unica cima che felicità chiamavo,
me ne rimangono altre da scalare.
Non m’è saputo se riuscirà l’intento
ma quel che conta è volerlo fare.

Elide Colombo

Nubi rosa al tramonto

Odore di pioggia salmastra
Preludio di sereno

Brezza fresca
Foglie gialle incipienti d’autunno
Liquida malinconia

Anna Maria Guerrieri

Published in: on giugno 3, 2011 at 07:09  Comments (7)  
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Ciascuno è un frammento di cielo

 
ci siamo innamorati delle anime
avevano dei volti
ma sapevamo che in ogni sembianza
c’era una traccia che guidava il cuore
affinchè il giorno
della nostra presenza sulla scena
non fosse scorso invano
 
ci innamoriamo sempre della luce
che traspare dagli occhi
dalle mani
dalle voci vestite di penombra
e d’innocenza, manifesta
sostanza di cui son fatti i sogni
la tempesta
è l’inverso conoscere il sereno
 
in fondo lo sappiamo
d’aver solo dimenticato
che siamo stati sempre
e ancora siamo
a contatto degli angeli

Cristina Bove

Valle d’Aosta

Albe fiorite,
come rose rosse
che s’affacciano ad una ringhiera
che un rosaio ha abbracciato.

Torrenti biancheggianti,
che beffeggiano gli scogli
e guizzano, e saltano,
e spumeggiano
scivolando senza mai fermarsi.

Boschi di sempreverdi,
di betulle cangianti,
che disegnano d’un grigio pesante
gli sfondi verdeggianti
delle Alpi che mi corteggiano.

Cieli azzurri,
ricamati da voli di rondini,
sfreccianti come saette
al sole,
di falchi roteanti nel sereno,
che scompaiono all’improvviso
su una preda in fuga.

Silenzi irripetibili,
rotti a tratti dal lontano richiamo
di una marmotta,
da un frusciare tranquillo
d’acque trasparenti,
da una folata di vento
tra una gola e l’altra.

Voci che arrivano dall’immensità,
che sanno di preghiera
e ti ricordano che in questa Valle
c’è la presenza di Dio.

Salvatore Armando Santoro

Torna il sereno

Il sole sbuca sfolgorante
da un ammasso di nuvole nere
e squarcia con la sua spada
d’oro il cinereo velo
del triste cielo.
Fremono gli alberi
al tocco dei caldi raggi,
palpitano le gole
degli uccelli canori,
si rischiara la valle
dai monti innevati
all’antico mare,
che sussulta lieve,
onda su onda,
lanciando lapislazzuli
al suo perenne amico.
Torna il sereno
anche nel mio animo:
una dolce armonia,
lontana lontana,
mi culla,
la pace mi porta.

Nino Silenzi

Published in: on giugno 16, 2010 at 06:52  Comments (6)  
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Osteria flegrea

Come assidua di nulla al nulla assorta

la luce della polvere! La porta

al verde oscilla, l’ improvvisa vampa

del soffio è breve.

Fissa il gufo

l’ invidia della vita,

l’ immemore che beve

nella pergola azzurra del suo tufo

ed al sereno della morte invita.

ALFONSO GATTO

Published in: on giugno 15, 2010 at 07:28  Comments (3)  
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La fabbrica delle nuvole

Nella fabbrica
delle nuvole
nuove
armonici fiati
a gonfiare l’ovatta.
Lacrime
dolci di gioia
a diluire rancori,
ed esili
dita celesti
a guarnire orizzonti.
Nella fabbrica
delle nuvole rare
sogni randagi,
pensieri spumosi
ad imbottire
nembi giocosi,
e tiepidi
sprazzi di sole
a dar luce
a speranze.
Nella fabbrica
delle nuvole
vere
voli di seta,
fibre sottili
a segnare
tragitti
mai scritti,
e tanta,
tutta la voglia
di Sereno
del mondo
a spingere
ruotare
incitare
ingranaggi
corrosi,
perché
non chiuda.

Flavio Zago