Sussurro

(a Lisa)

Paroline al tuo orecchio sussurro
e un fumo profumato di piacere,
come incenso, s’alza voluttuoso
dalla pelle tua inebetita, e dolce
e asprigno t’avvolge,
e come seta, delicata
t’accarezza,
e sempre di più, lieviti
dentro uno splendore tutto azzurro.

E patina calda di sudore, gronda,
la pelle,
e i rivoli di sangue,
dentro, ti trasforma
in fiumi di piacere,
che in te si spande a dismisura…e esonda.

Armando Bettozzi

Published in: on dicembre 17, 2011 at 07:12  Comments (3)  
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Come ogni sera…

Come ogni sera la tristezza è giunta inesorabile.
Senza motivo apparente le paure bruciano,
esplodono, ingigantiscono le ombre
e diventano invincibili nell’interminabile notte
dove i rumori d’amore che non si dimenticano
non trovano ristoro nel sonno.
Sonno che porterebbe a sognarti
come guscio caldo dove trovare rifugio,
con la musica del mare a scandire l’immenso
e profondo respiro del tempo
dove l’ombra si fonde con la luce
e danza sulla seta del cuore con dolce nostalgia.
Patrizia Mezzogori

La carezza del mio giorno che muore

Quasi un segno del chiedermi perdono
d’avermi dato accumulo d’affanni,
la carezza del mio giorno che muore
mi consegna nelle mani del tramonto.

Sembra dirmi, mentre sfiora questa cute,
che la sera finalmente sta arrivando
tutta lesta a concedere alla notte
privilegio di vedermi tutto nudo.

La carezza del mio giorno che muore
lascia il passo a sua maestà il silenzio,
a quell’ora in cui mi libero del vento
e la seta della luna io indosso.

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 2, 2011 at 17:00  Comments (4)  
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Vecchio frac

E’ giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna
di quell’ultimo caffè
le strade son deserte
deserte e silenziose,
un’ultima carrozza
cigolando se ne va.

Il fiume scorre lento
frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo
dorme tutta la città
solo va un’uomo in frac.

Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardenia nell’occhiello
e sul candido gilet
un papillon,
un papillon di seta blu
Lui cammina lentamente
con incedere elegante
ha l’aspetto trasognato
malinconico ed assente
non si sa da dove vien
ne dove va
chi mai sarà
quel’uomo in frac.

bonne nuite bonne nuite
bonne nuite bonne nuite

Buona notte
va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato
che randagio se ne va.

E’ giunta ormai l’aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco
tutta quanta la città
la luna s’è incantata
sorpresa ed impallidita
pian piano
scolorandosi nel cielo sparirà
sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
e nella luce bianca
galleggiando se ne van
un cilindro
un fiore e un frac.

Galleggiando dolcemente
e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne va
chi mai sarà, chi mai sarà
quell’uomo in frac.

Adieu adieu adieu adieu
addio al mondo
ai ricordi del passato
ad un sogno mai sognato
ad un’attimo d’amore
che mai più ritornerà.

DOMENICO MODUGNO

Paura di verità

 
 
 
Ho chiesto alle parole
un aiuto a scavare
nella mia solitudine
per estrarre dal cuore
gli atavici malesseri
che si nutrono del buio.
Ho trovato parole
di amicizia sincera,
nel loro suono il nunzio
di disciolte catene
ed una luce in fondo
alla strada tortuosa
ove ogni passo lascia
le orme del dolore.
Si assottiglia la rocca
e manca il tempo
per cambiare il filato;
ormai è così tanto
il refe avvolto, ed è
con seta che vorrei cambiarlo.

Viviana Santandrea

Notte

 
Vorrei essere notte
che scivola calma
penetrando le mura 
e le fredde finestre del borgo
.
Scenderei piano
per chiuderti gli occhi
con il bacio del silenzio
e scacciare draghi e falene
dal teatro dorato dei sogni
.
Allora poserei il mio manto
di calda invisibile seta
a possedere il respiro
del tuo sonno quieto
.
E così
finchè al primo canto degli orti   
non giunga spietata la luce dell’alba
così soltanto allora
tu saresti mia

Fabio Sangiorgio

Published in: on luglio 24, 2011 at 07:50  Comments (6)  
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Il tessitore

Ripasso la trama,
rintreccio l’ordito,
fornisco armatura
alla tela di lino;
dono vigore
a drappi di raso.

Mescolo fili
di tinte distinte.
Offro più tono
alla stoffa pregiata,
rivesto di nuance
gli sguardi in velluto.

Invento disegni
di segni mai visti,
per indisiare
nuove figure,
per concepire
ricami preziosi.

Tesso e ritesso,
i licci danzanti
col filo in viscosa
di morbida mano.

Tesso e ritesso,
la navetta
incerata,
genero e filo
denari e discorsi,

Traccio e ritaglio,
la maschera in seta
e affronto passanti,
passerelle ed astanti

Flavio Zago

Profumo di donna

Solo una goccia
versata lì nell’incavo tiepido che sa di rosa
velluto quel lembo di pelle
che scivola giù dal mento e invita ai seni
disperdendo pensieri in visioni di conchiglie rosate .

Solo una lacrima
lì dove il cuore pulsa l’amore
e la seta del corpo s’imbeve di fragranze d’ambra
soffuse note di profumo si mescolano
all’essenza tua di donna.

astrofelia franca donà

Rughe

Tu che incidi tramonti
scolpisci le strade
che il cuore ha percorso
facendo brillare tra reti sottili
verdi sorrisi di giada
impronte colorate dei giorni
notti intessute di seta
soffio di vento in respiri lontani.

Modella la creta con estro
e passione fermando per sempre
l’incanto del tempo vissuto.

astrofelia franca donà

Cercare mandorli

Scivolo
al suon d’un organetto
sulle linee
incurvate dei colli
accarezzo cipressi
incappucciati di ricordi.
Fili d’erba
ad intrecciare
un tappeto nuovo e
il merlo di seta
saltellante.
Corre
uno spirito libero
sul pronunciarsi di gemme
dolcemente
sciogliersi
in acquerello.

Graziella Cappelli

Published in: on marzo 3, 2011 at 07:13  Comments (10)  
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