Amo

Amo la libertà
di scelta
di decisione, d’intuizione
Amo l’ identità
Amo la giustizia
Amo l’amicizia

Amo quando bussa sera
lucerna della luna
Amo l’orizzonte
dove si fa fonte
viva
l’anima
sgorgo di salvezza

Amo tenerezza
gentilezza
i miei intensi sensi
Amo amori densi
Cuori
immensi

Amo
virtù verità
Amo dignità
sobrietà nei sorrisi

Amo fiordalisi
nelle sfaccettature
Amo vite dure
mani callose
giardini di rose

Amo finezza
Amo stoltezza
Amo il sacco pieno e
quello vuoto
Amo il moto e nuoto
amando.
(scusate se ho scritto “Amo” troppe volte
questa è la mia sorte…)

Aurelia Tieghi

Vita agreste

ESTATE: VITA AGRESTE

Immaginiamo un manovale al suo primo giorno di lavoro in un cantiere edile della pianura padana assolata, una calura infernale, e sudore, sudore… Immaginiamo campi di saggina; e una efficiente canalizzazione per l’agricoltura utile anche, purtroppo, per la nutria, quel roditore acquatico del Sudamerica tra il castoro e il topo che sta infestando le campagne emiliane e scava gallerie che mettono in pericolo la tenuta degli argini dei fiumi. Immaginiamo, ultimo sforzo, frotte di pennuti che andando di fiore in fiore alla ricerca di cibo danno origine alla fecondazione.

Eccovi il quadretto:

VITA AGRESTE

La calce fra i mattoni
s’insinua ed è fatale
che un dito il manovale
si schiacci ch’è un giaguar:
la nutria oltre il sorgo
negli umidori acclivi
forbisce i fioi giulivi
come se fosse in mar.
Sale su dai fettoni
del capo squadra Armando
fetido odore quando
smette di lavorar:
mentre uccelletti a sgorgo
pronubi e fra gli strilli
suggon stami e pistilli
di fresie a fecondar.

Sandro Sermenghi