Borgo antico

Ritornerò da te, borgo scordato,
da te ritornerò col treno un giorno
come quando tornavo da soldato
con la gente che mi veniva attorno.

Mi affaccerò di nuovo alla finestra
dalla quale guardavo a sera il mare,
dopo aver consumato la minestra,
e qualche nave vi vedrò passare.

Sognerò nuovamente, come allora,
d’essere a bordo e navigar lontano,
veder la poppa che dall’onda affiora,
dare la dritta come un capitano.

Come allora mi coglierà il tramonto
che infuocava di rosso la montagna
dell’Etna, ed increspava il ponto
che la Sicilia e la Calabria bagna.

Come allora mi sperderò la sera
per i vicoli stretti e senza luce
cercherò la via della mia primavera
che non so più davver dove conduce.

Riascolterò una volta ancor la voce
di un amico davanti alla sua porta,
che si trasporta quieto la sua croce
con dignità, e da persona accorta

trova ancora una parola di conforto
per consolar chi sta subendo un torto.

Salvatore Armando Santoro

Poeti di Sicilia

CURVA MINORE

Perdimi, Signore, che non oda

gli anni sommersi taciti spogliarmi,

si che cangi la pene in moto aperto:

curva minore

del vivere m’avanza.

E fammi vento che naviga felice,

o seme d’orzo o lebbra

che sé esprima in pieno divenire.

E sta facile amarti

in erba che accima alla luce,

in piaga che buca la carne.

Io tento una vita:

ognuno si scalza e vacilla

in ricerca.

Ancora mi lasci: son solo

nell’ombra che in sera si spande,

né valico s’apre al dolce

sfociare del sangue.

SALVATORE QUASIMODO

UOMO

nano gigante mozzo di parole…
chiuggata zolla fresca
l’alberello
vivo impiantato la dimora fissa
vagabondo clamore che si spande
sballottato dall’onda
schiocca la frusta
macina dirozza sabbia di monti
cuore di deserto…
digrumare cucire ricucire
filo infilato nella cruna del tempo
punto dopo punto
sfidando il centro rotola l’istinto
verso traguardi scurrili
nel cerchio stretto
corre come un pazzo.

Giuseppe Stracuzzi


SI MUORE

Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

GIOVANNI FALCONE

Canto serale di una che sogna molto e ride poco

Lo sai che il mondo non finisce con le colonne d’Ercole
che è molto più grande del tuo televisore
che se mi guardano non riesco a scrivere
che mentre noi mangiamo c’è qualcuno che ha fame.
Lo sai o non lo sai che al tempo dei Greci
l’omosessualità era molto praticata
sostituita poi dalla virtù cristiana
e da i vizi in solitaria.
Lo sai o non lo vedi nemmeno che il Leader
del maggior partito è sempre più tirato
che a volte sembra l’imperatore Hiroito.
La sai o nemmeno lo immagini che il cinque in condotta
a scuola è molto usato per cui per sfogarsi fuori
i ragazzi frullano insieme sogni speranze e desideri
e quello che ne viene non ha un buon odore.
Lo sai che se la Sicilia sprofonda
insieme alla Calabria l’ Aquila trema e mentre qualcuno tenta
di respirare col fango in gola un altro scava con le mani
qualcuno nel suo letto ride
pensando alla ricostruzione sul dolore
sulle macerie sulla disperazione.
La sai che tutto si vende e tutto si compra
la libertà si impara ma con l’esempio s’insegna
che l’onestà è un nuovo dogma
che siamo nel nuovo millennio anche se non sembra.
Lo sai che è bello pagare le tasse
e che abbiamo la benzina più cara d’Europa
che salviamo fabbriche in America
affondando poi quelle in Patria.
Lo sai che la disoccupazione è uno stato psicologico
e la cassa integrazione una vacanza premio
e che si è giovani una sola volta nella vita
e come sarebbe bello vivere in un paese
di idioti col cervello in fuga
verso altri lidi.
Lo sai che quello che scrivo non cambia niente
e che alla mia età Mozart era già morto da dieci anni
e così Leopardi ma Manzoni ha vissuto a lungo
dopo aver seppellito moglie e figli.
Lo sai che ho imparato a sognare
dopo molti sbagli e non desidero nulla di più
ma qualcosa in meno e l’unico mio impegno
è imparare il perdono.

Maria Attanasio