Due lenzuola bianche

(ballata in sol maggiore)

Due lenzuola bianche stese al chiaro di luna
come due fantasmi silenziosi nella notte,
due lenzuola bianche con il bordo consumato
stese lì in terrazza come sudari del passato,
nella chiara notte sotto le stelle del cielo
in un gran silenzio mentre tutto dorme
e niente… sembra vero.

E la luce della luna si riflette su quel lino,
acceca col suo biancore gli occhi scuri della notte,
poi dall’orizzonte che schiarisce poco a poco
arriva la promessa di una vita ancora in gioco,
la brace di una sigaretta si consuma su un balcone,
un uomo sta affacciato e nel buio si consuma….
Anche il cuore.

Due lenzuola bianche stese al vento di primavera,
il sole è appena sorto e la sua luce è sincera,
ormai sono quasi asciutte e riflettono la vita,
la vita che ricomincia la notte ormai è finita,
sbuca silenzioso un gattino bianco e nero,
la sua coda punta in alto
è protesa verso il sole… e verso il cielo.

Sandro Orlandi

Quando sarò ricordo

Quando sarò ricordo
non avrai di me nemmeno il volto
ti rimarranno parole
di polvere lieve e di silenzio
sparirò dalle tue mani
come una sigaretta in più
che si fa lenta spirale di fumo
Non potrai più vedermi
né bere ancora il mio sorriso
e sarà perso in quelle dita
per sempre il mio calore
come in una tazza vuota
del tuo caffè americano
Quando sarò ricordo
ti resterà il barlume freddo
di un’alba senza voli
e dentro quella voce strana
di qualcuno che ti amava
e ancora non sai come
e ancora non sai quanto
Udrai chiamare un nome
perdersi lontano e fioco nell’invocare
invano il lume di un tuo sguardo
e forse potrai sentire le mie labbra mute
baciarlo ad occhi chiusi e spenti
anche quel tuo ultimo rifiuto

Fabio Sangiorgio

Come si fa

 
a sentirsi natura
che muore e rinasce
se si aspetta l’ultima sigaretta
come si fa a svegliare
sensi sopiti
senza schiaffo di ghiaccio
a sollevar gambe
senza false stampelle
a non succhiare miele
e panna montata
per gonfiare
come una mongolfiera
a essere buoni e cari
se ci si sente cattivi
come
a sollevare capo al cielo
quando ciondola
tra paludi
di bruma?
.
Basterebbe vivere

Tinti Baldini

Published in: on febbraio 11, 2012 at 07:09  Comments (15)  
Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Due di picche

Anche se qualcosa mi dice
a che serve giocare
con la donna di cuori
se non fa coppia
scuotendo la testa
mi dò le carte
in una partita senza fine
dove il respiro denso fa tremare
l’incrostato di muri silenziosi
l’anima consunta appoggiata
come giacca sulle spalle
nega cenni di passar mano
tamburellando le dita
sul tavolo dove di slancio
punto ogni volta
le mie esigue speranze
prima di accendere
l’ennesima sigaretta
il fruscio delle carte
smuove l’aria placida
sulla mia faccia
voltando pagine e parole
sul taccuino del mio cuore
mescolando le mie possibilità
mai servite
tento ancora chiamando
la carta giusta
per la mano vincente
desiderio
non di vincita o rivincita
ma di tregua
ma con la mia collezione
di due di picche
unica carta del mio mazzo
mi preoccuperò solo quando
non avrò più respiro
o forse no

Pierluigi Ciolini

Anche stasera

Nei miei deserti
spira un canto
capace di innalzare
gocce di voce e
lacrime nel vento

soffocando
nei miei polmoni
l’aria di semplici
parole che… vorrei dirti
e l’incapacità
di provare amore
se non per te

nella tua assenza
percorro strade
ma ti tradisco
posando le mie labbra
su di una sigaretta accesa
per rischiarare almeno
la solitudine

Pierluigi Ciolini

Avrai

Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d’aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all’alba che si fa d’argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che s’inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l’America senza fermate
avrai due lacrime più dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avrà deluso tradito ingannato
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in bocca un po’ di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi di ombrelli e chiavi da scordare
avrai carezze per parlare con i cani
e sarà sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore amore avrai

CLAUDIO BAGLIONI

La sigaretta

Cattiva e inseparabile amica
sulla quale posai le mie giovani
e inesperte labbra.
Compagna di lunghe attese,
placasti i miei momenti tormentosi.
Non entrasti mai là dove non eri
gradita oppure vietata.
Con te, pessima amica, ma piacevole
compagna, ho viaggiato.
Con te non ero mai solo.
I tuoi giochi e le tue forme improvvise,
irripetibili,
seguivo ad altro pensando.
Stretta tra le dita o tra le labbra
ormai sapienti, eri immagine
di sciocca, giovanile sicurezza.
inseparabile droga di nottate
a un tavolo di gioco,
all’alba riposavi adagiata,
contorta e consumata..
Con te ho misurato il tempo…
Il tempo di una sigaretta e…
Quanto tempo ho misurato con te!
Quanta noia in fumo hai mandato.
Quante volte ti ho scacciato
per poi riprenderti, maledetta tu sia,
inseparabile e mortale amica mia.

Claudio Pompi

Un filo di fumo


Un filo di fumo copre il volto
degradato dal tempo
egoista e ladro
Ruba i sogni infantili
li distorce
Altera il loro profumo
Si inzaccherano
di quell’ odore malsano di fumo
di liquore e sudore
di docce non fatte
di amori finiti
di amori mai nati
di amori odiati
di amori durati il tempo
di una sigaretta

Gianna Faraon

Published in: on settembre 30, 2010 at 07:16  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , ,

Poche persone

cose ancor meno
qualche spicciolo
d’occhio
sparso qua e là
oltre il naso
la sigaretta accesa
i libri letti
mai abbastanza.
e da sempre
torno
andandomene
ad ogni buon ora
con la valigia
di Se
legata al polso.

Anileda Xeka

Published in: on luglio 18, 2010 at 06:56  Comments (5)  
Tags: , , , , , , , , ,

La voce della notte

Quanta realtà in quelle notti bianche,
quanto amore, rabbia, dolcezza,
quante voci disperate e stanche.
Come ti chiami, quanti anni hai,
nella vita cosa fai…
Vai con quel dolcissimo brano,
che ti fa sentire vicino
anche quando sei troppo lontano.
Ti chiamano con la voglia di morire
anime sole senza forza per gridare,
senza qualcuno da amare,
anime sole che non trovano parole
da dire oppure da ascoltare.
Vai con un altro brano, un’altra sigaretta,
ora vai con l’ennesima diretta,
l’ennesimo caffè buttato giù in fretta…
La notte moriva, l’aurora nasceva,
qualcuno ancora chiamava…
la mia voce, a quell’ora, taceva.
Qualcuno tornò la notte seguente,
qualcuno si perse per sempre.

Claudio Pompi

Published in: on luglio 16, 2010 at 07:40  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,