Le golose

Io sono innamorato di tutte le Signore
che mangiano le paste nelle confetterie

Signore e signorine
le dita senza guanto
scelgon la pasta; Quanto
ritornan bambine!

Perchè niun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divoran la preda.

C’è quella che s’informa pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L’una pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

Un’altra – il dolce crebbe –
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un’altra con bell’arte,
sugge la punta estrema
invano! ché la crema
esce dall’altra parte!

L’una senz’abbadare
a giovine che adocchi
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare
sugga, un supremo annunzio,
non crema e cioccolate,
ma superliquefatte
parole del D’Annunzio

fra quegli aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro e di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome
oh le signore come
ritornano bambine!

Perchè non m’è concesso
o legge inopportuna!
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di creme e cioccolatte?

GUIDO GOZZANO

Povera vittima

Alla corte dei miracoli
genuflessi in permanenza
già son pronti a mascherare
le sue nuove marachelle
ben sapendo che alla denuncia
d’un complotto ben servito
qualche cristo abboccherà.

Ci sono i cani da guardoni
come Augusto Minzolino
che nasconde tutto quanto;
c’è chi fabbrica veleni
c’è chi dice sono uguali
c’è chi dice non è vero
chi si assolve anche da solo.

Lui si assolve nel suo teatro
di fronte a tanti spettatori
sempre pronti sempre attenti
alle soap televisive.
Poi ci sono le sue reti
tante feste, tante veline
tutte brave signorine.

Gli italiani creduloni
sempre pronti per un capo
burattini inconsapevoli
che si formano opinioni
col giornale dello sport
e tg confezionati,
e non sanno d’esser usati.

Siamo tutti furbacchioni
non capiamo un accidente
siamo fichi, siamo dritti
ci fidiamo ciecamente
di chi blatera idiozie
fa i suoi comodi bavosi
e ci tiene anche agli applausi.

Lorenzo Poggi