Corrispondenze

CORRESPONDANCES

La nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L’homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l’observent avec des regards familiers.

Comme de longs échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les parfums, les couleurs et les sons se répondent.

Il est des parfums frais comme des chairs d’enfants,
Doux comme les hautbois, verts comme les prairies,
– Et d’autres, corrompus, riches et triomphants,

Ayant l’expansion des choses infinies,
Comme l’ambre, le musc, le benjoin et l’encens,
Qui chantent les transports de l’esprit et des sens.

§

Natura è un tempio in cui colonne vive
Talvolta lasciano uscire parole
Confuse; l’uomo vi passa attraverso
Foreste di simboli, che l’osservano
Con sguardi familiari. Come lunghi
Echi che in lontananza si confondono
In tenebrosa e profonda unità
Spaziosa come la notte e la luce,
Colori odori suoni si rispondono.
Ci sono odori freschi come carni
Di bimbi, dolci come gli oboi, verdi
Come i prati, – altri corrotti, ricchi
E trionfanti, hanno l’effusione
Delle cose infinite: l’ambra, il muschio,
Il benzoino e l’incenso, che cantano
Gli ardori dello spirito e dei sensi.

CHARLES BAUDELAIRE

Geometria

Di quell’uomo che potevo essere
io ho paura,
di quel suo cavalcare teoremi
tra i simboli,
tra formule, spigoli, basi e altezze
senza avvertire
di luna maestra pervinca sfera
lassù scolpita
perfetta nel ventre d’avido cielo,
senza sentire
il tiepido fascio terra baciare,
senza guardare
il cono di luce bene addestrato
per arrivare
a disegnare lampare sul mare
dentro la notte
d’insopportabile inverno ostinato,
ala di cera
quando il suo gelo angola il cuore,
prende la mira
ed unica fiamma resta l’amore.

Aurelio Zucchi

A spasso nel cimitero

Che strano posto è il cimitero,
c’è una pace soprannaturale
ti chiedi se questo è il mondo vero,
quello dove ognuno all’altro
è uguale.
Nel silenzio dove la pace è sovrana,
sorella morte mette insieme
la fedele sposa con la puttana.
Eppure, per malaugurata sorte,
ci pensano gli esseri viventi
che oltre queste porte,
trascinano, falsi e piangenti, i simboli
indecenti di una vita che di essere più non ha
ragione, qui dove il maltrattato servo
è uguale al dispotico padrone.
Qui non esiste il “lei non sa chi sono io”
perché di sicuro lo sa Iddio.
L’ha sempre saputo, dal giorno che sei nato
fino a quando, dopo l’ultimo respiro esalato
a lui come spirito sperduto
ti sei presentato.
A che servono quelle tombe sfarzose
simbolo di opulenza e grandezza?
A dir che sotto una croce giace
solo mondezza?
Non serve dei redditi la dichiarazione,
la morte non fa sconti a chicchessia,
ha un solo carrozzone sul quale sali
e percorri l’estrema via.

Claudio Pompi