UMANI: NON CON . . . QUESTI OCCHI

 
che cosa
debbo darvi
come prove:
siete,  siamo,  tutti fasulli  e . . . intanto,
nel remoto remoto,  nessuno leggerà
quello – che è stato scritto – e sarà scritto,
da me,  da voi,  dal  previssuto Alighieri,
anzi da tutti,
ALMENO NON CON . . . QUESTI OCCHI,
.
NON SPECIE, NON PROGENIE,
ALTERANTI
PROBOSCIDI
ACCATTIVANTI CLITORIDI
VITA ESTREMA
FULGIDA
COME UN LAPILLO
E VACUA E VAGA
COME DA ESTERNO FURORE
ETERNO VANO.
.
VINCOLO
PER LA VITA IN CUI NON SIAMO
MA STAREMO PER SEMPRE
FINO A CAPIRE.
.
Oltre l’Anima non c’è nulla
che scende o che sale
verso il Tutto,
l’anonimo astrale
prova
anche lui come noi
da culla del tempo
alla fine del viaggio.
.
Coraggio:
ne abbiamo bisogno,
col sogno dell’ ultimo
abbaglio
la vita terrena per noi.
Travalica i sensi
fittizi
dell’essere umano,
arriva in sinapsi,
di sensi mai occorsi,
che ora son morsi
dal vivere eterno
a noi occulto,
ché ancora
non siamo all’altezza di Loro e di Lui.
Di Lui: leggerà i fatti nostri
– senza occhi –
in un modo diverso.
 

Paolo Santangelo

Tarpati voli


E’ sola la mia voce,
su mari immoti, amari
fra celie e folli soli
e cieli di spergiuri
Tra Lune butterate,
crateri dissennati
d’ ampolle ed ippogrifi,
è solo il mio richiamo
Prillando i toni danzano
giocando a frantumarsi
in scontri di neuroni,
e canyon di sinapsi.
E solo il mio rimpianto
sa dire di regioni
di desolate terre
in cerca d’altri lidi,
in cerca di sorgenti
che asciughino l’arsura
di verbi acuminati
che ruzzolano in gola.
E’ sola la mia voce,
accoccolata a lato
di questo capo verso,
abbarbicata all’ala
del volersi spiegare

Flavio Zago