Anima?

 
E’ quel respiro
di gioia squillo
dinnanzi a Cezanne
o nodo alla gola
stretto come
papillon
quando vedi
dolore
o lo senti
sgranellare semi
dentro le vene
oppure
sparisce
quando la noia
ti prende soporosa
e smantella progetti
è sipario d’altro
che nascondi
in frenetica scena
oppure t’accompagna
quatta quatta
e ti spia?

Tinti Baldini

Published in: on febbraio 18, 2012 at 07:42  Comments (23)  
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Interminabile tramonto – Alzheimer

Un interminabile tramonto
– senza più alba –
ha rubato la mia identità,
il mio passato, il mio presente.
La nebbia avvolge ogni cosa,
un sipario che scende lentamente
annullando memoria, affetti, ricordi.
Come involucro vuoto vago per le strade,
in mondi ormai sconosciuti
perdendomi come infante ai primi passi.
L’eterno diventa attimo, 
mentre ombre si avvicinano e prendono forma
vedo visi colmi di smarrimento,
tenerezza mista a sofferenza.
Perfetti sconosciuti alla mia mente,
figli miei amati…ora estranei…
Patrizia Mezzogori

After those Days

 
Strade senza traguardo
notti senza risveglio
canti di voci mute
stelle che fan sberleffi.
.
Luci senza chiarori
albe che san di fiele
tramonti allucinati
mari coprono terre.
.
Sfumano l’orizzonte
luci di rosso sangue
di soli neri aurore
i cuori opprimeranno.
.
Così noi camminiamo
smarrendo un mondo amico
che abbiamo violentato
 da cecità offuscati.
.
La luce spegneremo
sui nostri giorni tristi.
Vindice la natura
vi calerà il sipario.
.
Cercar nel pentimento
salvifico perdono
inutile speranza
a tempo ormai  finito.
 

Piero Colonna Romano

Un sogno mi ha preso

un sogno mi ha preso sottobraccio
ma io non ricordo i sogni
era un arcobaleno di luci
a cui non ero abituato
una nebulosa m’era attorno
ma non era oscura
era un arcobaleno di colori
a cui non ero abituato
s’aprì un sipario di pensieri
alcuni saggi
inutili i più
che mi destarono
nel fastidio che provavo
a leggere di quel che si nutre
l’umana vanità

sono diventato ombra
aprendo gli occhi
ho chiuso quel sipario
scoprendo il nulla
che mi ha circondato

Gavino Puggioni

Published in: on novembre 27, 2011 at 07:12  Comments (6)  
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Teatro

Ho d’attendere
attenta, paziente,
che s’alzi il sipario.
Entro in scena focosa
applaudita, fischiata,
non importa che starci.
O di far la mia parte
a prescindere, prima,
che tutto si compia
nel mio silenzio.

Daniela Procida

Published in: on novembre 7, 2011 at 06:45  Comments (4)  
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La notte

Il giorno frena
la stridente corsa
prima di scaturire,
la foce indossa
gli ultimi vagiti
dell’orizzonte,
nel mare del silenzio
apre il sipario
la leggiadra notte
e sa di immenso…
dissolve frastuono di raggi,
cancella
l’egemonia di urli
di soprusi,
prende cavalli alati
e galoppa nel tempo,
la libertà repressa
da vincoli sospesi
abbraccia, un campo dona
senza recinti, é dolce scorrazzare
per antichi sentieri,
ancora più lontano
incontra un cielo
di libertà di amare
e pianta ovunque alberi
di sogni.

Giuseppe Stracuzzi

Lo specchio

 
Gli occhi del buio avanzano
coi sassi sulla lingua,
per saldare il presente all’orizzonte
azzardano concetti
percorrendo
guizzi del tramonto
che attraversano il mare.
Alzo il sipario
il tempo trovo muto,
accendo il sole, ascolto
i castelli di sabbia sulla sponda
quando lo specchio fertile di sogni
stampava sulle immagini promesse…
ora ritornando a questo uffizio
lo trovo arrugginito
trafitto dal grido di uccelli
tra ossuti che piangono foglie,
mi guarda non riflette
piange muto
lungo l’itinerario di parole
che tuonano dal palco
e spiegano le scene alla platea.

Giuseppe Stracuzzi

Affiorano all’alba


Affiorano all’alba
strane parole
rigurgiti di una notte
a chiare stelle
come ninfee
incantano l’anima
la seducono nel silenzio
e l’avvolgono di note sussurrate
sulle labbra adagiate
si propaga eco familiare
venuto da lontano
depositario dell’infinito abisso
ed io immersa come onda nel mare
mi lascio fluire e vivere
amanuense sono
nient’altro
consapevole vinta
deposito sul foglio
percezioni di vita
sensazioni in delirio
sprazzi di luce e coni d’ombra
così si apre il sipario:
senza alcun velo
parla in sequenza armonica
il silenzio della mia anima
in rumore di parole.

Roberta Bagnoli

Affiorano all’alba


Affiorano all’alba
strane parole
rigurgiti di una notte
a chiare stelle
come ninfee
incantano l’anima
la seducono nel silenzio
e l’avvolgono di note sussurrate
sulle labbra adagiate
si propaga eco familiare
venuto da lontano
depositario dell’infinito abisso
ed io immersa come onda nel mare
mi lascio fluire e vivere
amanuense sono
nient’altro
consapevole vinta
deposito sul foglio
percezioni di vita
sensazioni in delirio
sprazzi di luce e coni d’ombra
così si apre il sipario:
senza alcun velo
parla in sequenza armonica
il silenzio della mia anima
in rumore di parole.

Roberta Bagnoli

Giro inesauribile di vita

Fresca e cristallina
è la sorgente,
nasce improvvisa
zampilla tra i sassi e
cattura i raggi del sole.
Gioiosa spumeggia
salta e scende,
si allarga e prende forma.
Corre, senza sosta
lungo i pendii
di rocce antiche e levigate.
Bagna rovi e cespugli,
si insinua nel muschio
odoroso di foglie,
schiamazza e trasparente
si riposa in pozze ombrose
di larici ed abeti.
Bacche si affacciano
negli specchi d’aghi galleggianti,
inquieta scroscia
tra le rupi assolate.
Sembra arrivata. E’ presto.
Così si increspa e indugia
tra le felci, incantata, guarda
corolle di giunchiglie, prende
foglie e monete di sassi,
maestosa si trascina sotto i ponti.
Ride del suo fragore,
nuvole nebulizzate intorno.
Canta nello spettacolo
senza sipario,
attira battiti d’ali,
stupisce ancora
occhi d’animali furtivi.
Poi stanca si placa,
sonnolenta si snoda
e si allunga alla pianura.
Solitaria e silenziosa aspetta,
compagna del cielo aperto.
Si affacciano casolari,
cipressi sentinella,
il vento l’accarezza
e la incoraggia nel suo
giro inesauribile di vita.

Graziella Cappelli