L’enemì

<<Carmenella Benvenuto,
‘a sapite ‘a pezzecata,
‘a nepote d’à malata
ca se cura “l’enemì”…

ca pe’ bbia de svenimente
fa na cura rinfurzata
ca se chiamma… ce l’ha data
nu duttore…”Vitamì”!

Fa miracule sta cura:
so sserenghe introvinose
ca nun songo dolorose…
mo’ m’ ‘e faccio fa pur’j’ !

Tengo sempe nu delore,
cumme fosse pesantezza…
na patàna e na stanchezza
c’accumencia “dall’occì”…

Dunque… E mò chi se ricorda
che dicevo… Uh, santa Rita,
me so proprio rimbambita!
‘A vedite, “l’enemì”>>?

EDUARDO DE FILIPPO

Fontana muta

Quanto tempo è passato da quando
di zampillare hai smesso.
Che tristezza fontana mia muta!
Ricordo ancora quei giorni andati,
tutti intorno a sentire il tuo canto
argentato, l’acqua pulita che regalavi
al pellegrino e al ladro,
al vecchio accaldato, alla giovanetta
con l’anfora da riempire.
Quanta acqua da quella tracimava
mentre lei dell’amor nuovo le dolci parole ascoltava.
Una voce dalla finestra come richiamo,
lei fuggiva e lui sospirando in te
si specchiava domandandoti se lei
ancor l’amava.
Nel bene e nel male cantavi sempre
col tuo zampillare allegro.
Cantavi nei giorni di pioggia,
nei giorni ventosi, nei giorni tristi e oscuri.
Simbolo di pace e uguaglianza,
dissetasti lo straniero oppressore,
il partigiano e il liberatore.
Ora non canti più fontana mia,
ai tuoi marmorei piedi tracce
di vite buttate dentro siringhe mortali.
Più non ascolti parole d’amore,
di libertà, di pettegolezzi di vecchie annoiate.
Più non disseti i monelli che intorno
ti correvano inseguendosi.
Simbolo di vita, t’hanno resa muta,
quasi che la vita stessa più ora
non abbia senso.

Claudio Pompi

Belle di notte

In quel campo vicino all’autostrada
tra siringhe e covi di serpenti
qualche volta fiorisce un ciclamino
tra le ortiche e i rampicanti
Forse è il segno per chi lo può capire
che l’amore è la cosa più importante
solamente per chi lo vuol vedere
al di là delle solite apparenze.

Ai viandanti che perdono la via
una stella illumina il cammino
affamati ritrovano la strada
come fosse un segno del destino
Sotto il ponte del cavalcavia
dove in mostra accanto ai fuochi accesi
si contrattano minuti di passione
all’amore non si sono mai arresi.

Sotto un pino al limitar del bosco
fra cartacce e bottiglie rotte
oramai ciò che riconosco
son soltanto le belle di notte
son chiamate così per via dell’ora
in cui sbocciano tutte colorate
variopinte sul fare della sera
abbelliscono di molti le giornate.

Ma il vento a volte è dispettoso
si diverte con dita sottili
sposta spighe color dell’oro fuso
rivelando le sembianze giovanili
di quel viso di giovane cerbiatta
occhi grandi ancora spalancati
di quel corpo nudo e un po’ sfrontato
bianco neve ma di rosso sfregiato.

Ed il sole che illumina la notte
manda raggi tra spighe fiori e frutti
fa richiudere le belle di notte
e rischiara il giorno per noi tutti
ma a quel corpo di donna bambina
con i segni ancora della notte
non riesce a ridare la vita
e l’amore si arrende alla morte.

Così noi sdegnati benpensanti
ci guardiamo come in uno specchio
ci sentiamo indignati e siamo in tanti
a cercare un motivo non detto
Ma colui che uccide per piacere
fa apprezzare ancor di più la vita
perché in fondo il bene senza il male
non sarebbe che una noia infinita.

Sandro Orlandi

Gli angeli di Scampia


Sono angeli senza ali per volare
hanno piedi stanchi, legati
dal laccio delle pesanti siringhe.
Non camminano
si strascicano
e al riparo dello sporco muro
aspettano il lurido ago
per provare a sognare,
ma nel sogno non trovano
nessuno a tenerli fra le braccia
solo il livido buco nero
che ogni volta più famelico
sottrae loro respiri, giorni,
anni di vita preziosa.
Sono angeli,
angeli che si sono persi
in cerca del cielo
che cielo non è,
è solo pozza di fango e sudore.
Chi lascia in regalo la dolce morte
ha il volto dell’invidioso usurpatore
che con ogni trucco cerca
di vincere l’eterna battaglia.
E’ nato per illudere e oscurare
anime sole, disperate,
più fragili delle altre.
Che arrivino frotte di arcangeli a Scampia,
che arrivino spade lucenti
a rischiarare il volto dell’amore,
che almeno una volta
trionfi la vita a Scampia.

Roberta Bagnoli