Totale capitolazione


Una proposta…per risolver la crisi ?
E’ semplice, e senza alcuna pretesa.
Appare utopistica, oppur presuntuosa
ma , invito a riflettere su  tale cosa
Fuori uscire di  corsa…dalla Unione,
per l’ammissione della total  confusione,
e porre un freno…alla globalizzazione
Prediligere i consumi  di nazional produzione;
incrementar la ricerca, la pesca e le coltivazioni;
valorizzare il turismo e la storia…
delle antiche regioni,
e risolvere il problema  dell’immigrazione.
Negoziare  bilateralmente la commercializzazione,
e per gli altri… imporre i divieti d’importazione.
Combattere l’evasione, e la corruzione;
ripristinare i valori della moralizzazione;
e guidare il Paese con diligenza e passione,
riprendendo in pugno la situazione…
al di la, di chi… governerà la Nazione,
e  intervenendo prima ancora della…
totale capitolazione.

Ciro Germano

Del fare e del non fare

Del fare e del non fare è pieno il mondo.
Ma quando il fare è troppo e annulla il poco,
e il troppo è troppo, il troppo mette in gioco
il fare in quanto il troppo a tutto tondo

è esagerato, e l’esagerazione
nel fare troppo è controproducente.
E questo è vero in ogni situazione
sia per chi vince, sia per chi è perdente.

Il quale, ben si badi, perde in quanto
faceva poco, e poi, per rimediare,
s’è messo a fare troppo più di tanto,
e il tanto più di troppo non può andare,

che allora, e ancor si badi più che bene,
verrebbe il dubbio…E allor si abbraccerebbe
la tesi del non fare….ma…conviene?
Non fare, è nulla! e il nulla porterebbe

irrimediabilmente a fare troppo,
e dunque a esagerare, mentre il poco
sarebbe troppo poco, eh, sì, purtroppo!
e il troppo allor sarebbe troppo, e il gioco

non finirebbe più: sarebbe troppo!
Perciò finire, or che ancora è poco,
conviene, anche se accordo non c’è, e zoppo
riman l’arguto testo…o pressappoco.

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 5, 2011 at 07:24  Comments (2)  
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Like a rolling stone

Once upon a time you dressed so fine
You threw the bums a dime in your prime, didn’t you?
People’d call, say, “Beware doll, you’re bound to fall”
You thought they were all kiddin’ you
You used to laugh about
Everybody that was hangin’ out
Now you don’t talk so loud
Now you don’t seem so proud
About having to be scrounging for your next meal.
How does it feel
How does it feel
To be without a home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
You’ve gone to the finest school all right, Miss Lonely
But you know you only used to get juiced in it
And nobody has ever taught you how to live on the street
And now you find out you’re gonna have to get used to it
You said you’d never compromise
With the mystery tramp, but now you realize
He’s not selling any alibis
As you stare into the vacuum of his eyes
And ask him do you want to make a deal?
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
You never turned around to see the frowns on the jugglers and the clowns
When they all come down and did tricks for you
You never understood that it ain’t no good
You shouldn’t let other people get your kicks for you
You used to ride on the chrome horse with your diplomat
Who carried on his shoulder a Siamese cat
Ain’t it hard when you discover that
He really wasn’t where it’s at
After he took from you everything he could steal.
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
Princess on the steeple and all the pretty people
They’re drinkin’, thinkin’ that they got it made
Exchanging all kinds of precious gifts and things
But you’d better lift your diamond ring, you’d better pawn it babe
You used to be so amused
At Napoleon in rags and the language that he used
Go to him now, he calls you, you can’t refuse
When you got nothing, you got nothing to lose
You’re invisible now, you got no secrets to conceal.
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?

§

COME UNA PIETRA CHE ROTOLA

Una volta ti vestivi così elegante

gettavi una monetina ai pezzenti nella primavera dei tuoi anni, non è vero?

la gente ti chiamava dicendo “Attenzione piccola, stai per arrivare al tramonto”

Tu credevi che si prendessero gioco di te

ed eri solita ridere di tutti quelli con cui stavi

Adesso non parli più a voce alta

ora non sembri così orgogliosa

di dover scroccare il tuo prossimo pasto

Come ci si sente

come ci si sente

a non avere una casa

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

Tu hai frequentato le migliori scuole, Signorina Solitaria,

ma ne hai imparato solo il succo

e nessuno ti ha mai insegnato come vivere in strada

ed ora scopri che devi abituarti alla situazione

Hai detto che non sei mai scesa a compromessi

con il misterioso vagabondo, ma ora comprendi

che non ti sta concedendo alcun alibi

mentre tu guardi nel vuoto dei suoi occhi

e gli chiedi ‘vuoi fare un affare’?

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

Non ti sei mai guardata intorno per vedere le espressioni accigliate

sulle facce dei giocolieri e dei clown

quando venivano giù e ti facevano gli scherzi

non hai mai capito che non era una cosa bella

non hai mai lasciato che altre persone si prendessero i calci destinati a te

eri abituata ad andare a spasso sul cavallo cromato con il tuo diplomatico

che portava sulle spalle un gatto siamese

non era duro scoprire

che lui non era dove diceva di essere

e dopo prendeva tutto ciò che poteva rubarti?

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

La principessa sul trono e tutta la bella gente

sta bevendo e pensando che è merito suo

se ci si scambia cose preziose e doni

ma è meglio che tu tiri fuori il tuo anello di diamanti, piccola, e che lo impegni

Eri così divertita

dal Napoleone vestito di stracci e dal linguaggio che usava…

va da lui ora, ti chiama, non puoi rifiutarti

quando tu non hai nulla, non hai nulla da perdere

sei invisibile ora, non hai più segreti da nascondere

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

BOB DYLAN

L’attore


Eccomi solo, lontano da me stesso,
abbagliato dalle luci, la ribalta m’inghiotte
quanto mi sento  goffo nel cercare di sedurre.
Con parole non mie metto in mostra
un inutile fascino, vesto abiti non miei
e, sempre più lontano da me stesso
assumo pose clownesche, e parlo
oh quanto parlo e mi muovo
cammino, mi siedo e parlo, oh quanto parlo.
Mi paiono parole senza significato
senza un accordo, senza musica.
Ecco, improvvisa la trappola è scattata
quello che ero non lo sono più:
un nuovo personaggio mi ha sostituito.
Motteggiando e atteggiando gesti
e frasi da super uomo, cerco il consenso l’applauso
guittescamente mi protendo, la platea , muta
ascolta ed applaude, parole sì parole
ah quante parole, piene di significati
a me sconosciuti .
Così vuole il copione, l’autore
antico ma sempre nuovo
riversa frasi piene di buon senso
che la platea accoglie applaudendo
io schiavo ormai della situazione
seguito a parlare, oh quanto parlo.
Finchè il manichino che sono si trasforma
e ritorno a vedere il pubblico e sorrido.

Marcello Plavier