A mia madre

E’  un languore di malinconia
uno spasmo dell’anima
se ti penso ora
che ho più di sessant’anni
è  smarrimento
ormai inusuale
un fremito del sentimento
che mi prende ancora
malgrado il tempo passato
al pensiero che non sei più con me
ma è anche rassicurante certezza
morbida tenerezza
se ti sento ancora parlare
dentro di me
consapevole ormai
che sarà così per sempre
fino a che
forse
un giorno
ti rivedrò.

Sandro Orlandi

Interminabile tramonto – Alzheimer

Un interminabile tramonto
– senza più alba –
ha rubato la mia identità,
il mio passato, il mio presente.
La nebbia avvolge ogni cosa,
un sipario che scende lentamente
annullando memoria, affetti, ricordi.
Come involucro vuoto vago per le strade,
in mondi ormai sconosciuti
perdendomi come infante ai primi passi.
L’eterno diventa attimo, 
mentre ombre si avvicinano e prendono forma
vedo visi colmi di smarrimento,
tenerezza mista a sofferenza.
Perfetti sconosciuti alla mia mente,
figli miei amati…ora estranei…
Patrizia Mezzogori

L’orco

La paura la prese,
di nuovo addormentata
perché l’orco arrivò
cacciando via la fata
e l’orsetto piangeva
lacrime pure di rugiada
su una rosa bambina
non ancora sbocciata,

Quelle mani morbose
la frugavano dentro
distruggendo per sempre
ciò che c’è di più bello
quell’essenza d’amore
senza dubbio ancora acerbo
e lasciando soltanto
dolore e smarrimento,
lasciando soltanto
dolore e sgomento.

Il suo pianto squarciò
il buio della notte
quando l’orco cattivo
gettò via le coperte
e sentì una gran colpa
quando vide quel viso
tanto amato una volta
e ora tanto temuto

E passarono gli anni,
ma non finì la storia,
le rimase il ricordo
nelle pieghe della memoria,
l’aggrediva ogni notte
quell’odore di adulto,
quelle mani di orco
che uccidevano il padre.

Cosa fare allora
a chi chiedere aiuto,
se ogni giorno il dolore
si fa sempre più acuto
molto meglio fuggire
in un mondo di fate
con dei buoni papà
e bambine addormentate

Sandro Orlandi

Impalcature

Non so se è tutto un gioco
se non avrà importanza la morale
delle piccole cose
né se darà fiato a trombe
e clangore a trafiggere
impalcature insonni

Quello che adesso è persuasione
coraggio o naturale smarrimento
se non saprò riunificare
il caldo e il freddo
chi sarò mai? Un pensiero
una vibrissa al minimo fermento?..

con movenze di gatto ammaestrato
ora vorrei dimenticare il mondo
essere un punto adatto al gusto e al tatto
un tatuaggio di labbra
un brivido guizzante sotto pelle
e spogliata di me
lambire il suolo.

Invece smisurata
la mia sete di nuvole mi porta
sempre più vuota e sempre più distante
ai confini di me
che sto perdendo.

Cristina Bove