Tête d’homme

Io ho una testa, la fonte della vita,
e solo quella . . . vetta che fora
nell’azzurro.
.
E la mia vita, tra i picchi
superbi di basalto della mia mente,
è appesa a un filo.
.
Piccoli movimenti con il capo. Immobile
corpo sotto, senza sensazioni, rupe
e prato fiorito di smeraldo, nella sua parèsi,
giova come custode della mente:
.
solo il cervello, come ghiaccio, nevi immacolate,
nient’altro, in scleròsi combatto, coi computers,
per accostarmi vagamente agli altri.
.
E, in parte, ci riesco: agile salto del camoscio,
volo dell’aquila regina maestoso, vigile fischio
di marmotta, rauco grido del corvo, smagliante
volo del fagiano d’oro.
.
Effimera illusione della vita che passa,
per tutti.

Paolo Santangelo

Dal balcone

 
Stretti le mani alla ringhiera
sembra di essere in funivia
tanto è ferma l’aria, che
tutto appare dipindo
il pino secolare dritto punta il cielo
mentre gli altri si rintoccano
fra mura e balconi colorati
 le colline imbrattano  il
cielo di  smeraldo
il vuoto immenso al centro tacita
sfumando all’orizzonte
nulla dondola, solo la rondine
inarca l’aria.

Rosy Giglio

Published in: on gennaio 8, 2012 at 07:30  Comments (10)  
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Carnevale

Riempirò il mio giorno con cascate
di colori e di suoni,
con nature morte e melograni
e l’uva che sporge dal vaso.

Indosserò tessuti color dell’arancio
e mantelli verde smeraldo.

Colorerò la mia faccia
per non sapere la razza
e girerò intorno
per conoscere il mondo.

Toglierò gli occhiali da sole
e passerò tra la gente.

Cercherò di dare spettacolo
per non essere visto,
pensando alle capanne di fango
ed ai deserti della nostra coscienza.

Lorenzo Poggi

Merlo e Merlino

Il mio amico merlo
per me lo stesso
immortale da sempre
si specchia
nella pozza
sotto il melo
sguazza e chiama
a raccolta
cinciallegra e
rossetto
e l’aria si fa
un chiacchiericcio amico dove
la mia voce suona
note di vento.
Ecco la magia
di merlo Merlino
farmi sentire
parte
bella e pulita.

Poi viene l’ombra
e i suoni nell’aria
sono
storpi
stridenti
sono quelli umani
di rabbia e paura.

Merlino
fammi volare
perdere nel viaggio
occhi di brace
e afferrare
pace.

Tinti Baldini

Polifonica

una delle mie voci
a volte parla in corsa
ad altre voci nei giardini fuori
ed è irreale star seduta dentro

ce lo diciamo tra e tra
interstizi di camere e di scambi
e nelle notti aperte parallele
il gigante dall’occhio di smeraldo
avanza lento e sola mi convoglia
le spalle al ciondolare dei sussulti
– strada di sassi questa –
prossima è la fermata della luna
la fuga dei filari
s’arresta con rumore di ferraglia
– ci si prepari a scendere –

una delle mie voci
ancora sale

Cristina Bove

Soffio di primavera

Fermagli di smeraldo
per i capelli sparpagliati
spighe di grano acerbo.

Fermo il cielo
ad ascoltare
il suono dei flauti.

Anileda Xeka

Published in: on maggio 9, 2010 at 07:01  Comments (3)  
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