Una canzone araba

vibrava sulle corde
della cesura intrisa
di silenzio affollato
di calpestio di passi,
presi il filo sottile
nelle mani
e mi lasciai condurre
verso la scaturigine
seduta
sugli scalini
a fondo dell’U-Bahn
dove sostano gocce di vapore
e gli odori pressanti
del ritrovo
che non conosce il sole…
era come una sorta di profumo
che penetrava il cuore
quella voce,
scandiva sulla pelle
nello scontro
di ombre e luci
un sobbalzo di brividi,
luminose fonti
incastonate
da una folta chioma
a mala pena ardivano
il tesoro
che si celava
dietro un velo di stracci,
e frettolosi accenti
senza occhi
le passavano accanto
indisturbati.

Giuseppe Stracuzzi

Rose di fine maggio

prede che incantate, incatenate
alle radici dell’eternità
sepali rossi sorretti
da mani rugose
corpi ammirati ceduti alla bontà
di sguardi velati
Riponete le provocanti carezze
del vento sulle spine
-sfogliate- perplesse- riflesse-
all’ombra di foglie accorate
cadute lentamente
riverse di schiena
corolle consumate nel colore
-umile sobbalzo la rugiada-

Aurelia Tieghi

Designata da sempre

Gli occhi fissati negli occhi,
e le parole che volano al vento.
Sfioro il tuo braccio e m’accendo,
ma non oso, non posso e non tento…
ti conosco da …solo un momento

Un caso, un sobbalzo…
c’ha visti abbracciati,
coi volti vicini, e le labbra accostate…
ed un bacio agognato, voluto…aspettato

T’ho vista da poco…nel tempo,
ma dal fato …designata da sempre

Ciro Germano

Published in: on luglio 23, 2010 at 07:11  Comments (2)  
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